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Da Shangai all’abbraccio per la serie B, Lucarelli-Bandecchi: i livornesi diversi e vincenti

Tutta la grinta di Cristiano Lucarelli, Stefano Bandecchi, livornese, presidente della Ternana e l’esultanza dei rossoverdi

I loro destini si sono uniti a Terni, centrando una promozione da record: le storie e gli intrecci dei due protagonisti

Era l’ottobre del 1975. A Shangay babbo Maurizio e mamma Franca mettevano fuori della porta di casa il fiocco azzurro per la nascita di Cristiano, il primogenito. Pochi metri più in là Stefano Bandecchi con lo zaino in spalla si dirigeva verso l’istituto magistrale, in via Maggi. Stefano aveva 14 anni, all’uscita da scuola andava spesso al bar dello stadio a mangiarsi un panino prima di fare atletica al Campo Scuola.

“Due destini che si uniscono” canterebbero i Tiromancino. Dai giorni di Shangai ne è passato di tempo. Bandecchi lasciò il quartiere a 18 anni, quando Lucarelli di anni ne aveva quattro ma babbo Maurizio già lo portava in curva allo stadio. Quella curva che un giorno avrebbe gridato “Dai cantiamo che fa gol, Cristiano gol, Cristiano gol”.


“Due destini che si uniscono”. Ma non a Shangai. Non a Livorno. I destini di Bandecchi e Lucarelli si sono uniti a Terni, città delle acciaierie, del ferro e del fuoco. Una delle poche città che poteva accogliere a braccia aperte un allenatore che ha tatuato sul polso il simbolo delle Brigate Autonome Livornesi e sul braccio il Fides di Livorno.

Bandecchi invece ci ha messo un po’ di più ad entrare nel cuore dei ternani, una retrocessione e un paio di stagioni senza gloria hanno rischiato di spezzare il feeling, ma l’uomo dell’Università Unicusano è andato a dritto per la sua strada: soldi, investimenti, progetti. E ha vinto. Stravinto.

LUCARELLI E LIVORNO

La gente a Livorno è orgogliosa del successo di Cristiano. A noi resta un rimpianto enorme. Quel 6 luglio 2018, quando CL99 fu presentato allo stadio per allenare il Livorno, poteva aprirsi un nuovo ciclo: avevamo Lucarelli in panchina, Alino Diamanti in campo, Igor Protti in società. La nostra storia.

Forse Lucarelli commise un solo errore: la preparazione estiva. Dura, pesantissima. Di quelle che danno frutti alla lunga distanza (infatti ne ha riscosso i benefici Breda) ma che a inizio stagione spezzano le gambe ai giocatori. Cristiano ha pagato di tasca sua per il bene del Livorno. E quello, come detto, è un rimpianto enorme perché con lui si poteva raccontare un’altra storia.

Comunque Lucarelli, mentre a Terni asfaltava tutti, non ha mai spezzato il cordone ombelicale con Livorno. Quante telefonate a metà dicembre quando la società sembrava destinata a fallire... E poi le lacrime e i gesti che non si raccontano per la morte di Fabino, tifoso storico cresciuto con lui, e poi per Gigi, anche lui strappato alla vita troppo presto.

BANDECCHI E LIVORNO

È un uomo di successo Stefano Bandecchi, su questo non ci sono dubbi. La sua università telematica Unicusano macina numeri e bilanci da far impallidire i big dell’imprenditoria nazionale.

Qualche anno fa sembrava a un passo dall’acquisto del Livorno Calcio. Era l’aprile del 2014 e Aldo Spinelli ormai da diversi anni cercava (almeno ufficialmente) qualcuno che gli comprasse il Livorno. La rottura di quella trattativa è rimasta un mezzo mistero. Da Genova sostengono che tutto saltò perché l’acquirente fece un passo indietro, ma Bandecchi ha sempre sostenuto che in realtà fu Spinelli a tirarsi bruscamente indietro proprio all’ultimo istante.

Una cosa è certa. La trattativa non saltò certo per quello striscione appeso allo stadio («Bandecchi attento, a Livorno fischia ancora il vento») nel quale si prendeva di mira il passato politico non proprio rosso di Bandecchi. E questo ce lo spiegò lo stesso Bandecchi pochi giorni dopo.

Voleva una squadra di calcio e la prese. In serie B. La Ternana. E non ha badato a spese per riporla nella categoria che gli sfuggì subito. Ma soprattutto Bandecchi ha dimostrato di avere una visione ben più ampia dell’uovo oggi. Già da tempo ha presentato al Comune di Terni un progetto per stadio, centro sportivo e museo.

Eppure, già da un po’ di tempo, ci resta la sensazione che Bandecchi voglia lasciare un segno anche nella sua città, a Livorno. Due giorni fa, in una intervista alla Gazzetta dello sport, si è pure lasciato scappare una frase importante: «Livorno è la mia città. Quando era in A ho provato a prendere la società ma Spinelli ha cambiato idea all’ultimo. Adesso sento dire che faranno un azionariato popolare per il futuro: in quel caso, io parteciperò molto volentieri».

Ma ci sono altri segnali forti che dimostrano come Bandecchi stia entrando nel tessuto sportivo cittadino con il desiderio di fare qualcosa di importante. Il primo ingresso l’ha fatto nella Libertas Runners di atletica e dal suo arrivo la società ha iniziato a ingaggiare fior di atleti (tra cui diversi nazionali) in giro per l’Italia e non solo. Poi è entrato anche nella Pallacanestro Livorno: il “gancio” è stato proprio Cristiano Lucarelli, grande amico dell’attuale patron della PL ovvero Roberto Creati. Tramite lo sponsor Unicusano, Bandecchi ha subito lasciato il segno nella società che adesso vuole vincere il campionato e salire in B. Anche se, si dice, Bandecchi avrebbe fatto pure un pensierino a un progetto per salire in serie A.

Due destini che si uniscono: Lucarelli e Bandecchi. E se un giorno i destini a unirsi fossero tre: Lucarelli, Bandecchi e Livorno?

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