Un altro rigore-beffa sempre al 92’: il Livorno non esce dal tunnel della crisi

Il nuovo tecnico Amelia sorprende tutti con le scelte iniziali (pure Dubickas ko) ma imbriglia l’Alessandria. Il penalty è molto dubbio

LIVORNO. Un altro rigorino post 90’, tanto per cambiare. Si potrebbe stare ore a disquisire quanto simuli Arrighini e quanto ci sia una lieve trattenuta di Sosa. Il problema non è questo. Il problema è che l’arbitro non aspettava altro e che al Livorno questo rigore non l’avrebbero mai fischiato a favore, né in casa e né in trasferta. Sapete perché? Perché oggi il Livorno non conta niente. Noi ci roviniamo il fegato ma nessuno ci toglie dalla testa che qualcuno stapperà lo champagne in caso di retrocessione in serie D.

Fa male questa sconfitta. Anche perché è immeritata e sarebbe stato fondamentale (per classifica e morale) mettere in saccoccia un punto e agganciare la Lucchese, anche in vista dello scontro diretto di domenica sul campo della Giana Erminio. Adesso invece ci sarà di nuovo da raccogliere i cocci, da scacciare la depressione all’interno dello spogliatoio, cercando di convincere tutti che ce la possiamo ancora fare. Ma ogni volta è sempre più dura, sempre più dura...


Dispiace anche per Amelia, che di certo non è stato fortunato nel suo debutto. Si è ritrovato a giocarsela contro l’Alessandria (squadra di grandi nomi ma veramente imbarazzante nel gioco, una delle peggiori viste qui) senza il difensore più forte ovvero Blon dett, senza il centrocampista con più qualità ovvero Haoudi, e senza l’unica punta vera ovvero Dubickas (infortunato, rischia di star fermo anche domenica).

Ha fatto scelte coraggiose, alcune anche strane, tipo Evan’s di punta: l’idea era di sfruttare la sua velocità lanciandolo lungo (anche perché l’Alessandria stava alta), il problema è che Evan’s si è incartato dal primo all’ultimo minuto. Anche la difesa a tre con Deverlan e Marie Sainte in campo insieme sembrava un azzardo, ma alla resa dei conti la scelta aveva pagato tant’è che i due sono stati tra i migliori. Ha provato sempre a non far abbassare troppo la squadra, Amelia, lasciando in campo due punte e un trequartista senza mai cambiare dal 3-4-1-2 iniziale.

Per assurdo, nonostante l’evanescenza totale di Bueno e di Evan’s, le occasioni migliori le aveva pure avute il Livorno. Soprattutto nel primo tempo. Clamorosa quella capitata sul piede di Parisi al 19’, ma il suo destro è finito in Curva Nord. Non è un caso che il portiere Neri (positivo) non abbia fatto neanche una parata impegnativa. La verità è che l’Alessandria, di palle-gol, ne ha costruite zero. Però ha vinto per quel rigore al 91’: Arrighini è sempre stato bravo a cadere in area, un’arte la sua, ma Sosa poteva fare meglio. Che il rigore fosse come minimo dubbio, lo dimostra anche cosa ha combinato l’arbitro: riguardate le immagini e vedrete che Zufferli non lo fischia, anzi, sempre proprio che voglia far proseguire l’azione, poi dopo un paio di secondi ci ripensa e indica il dischetto. Il Livorno della serie C quest’anno è molto basso, ma il livello degli arbitri che ci mandano a Livorno è ancora più basso. Surreale la scena di questo Zufferli che va dietro a Marie Sainte che esce in barella (dopo aver subito fallo) portato via dai volontari dell’ambulanza per ammonirlo. —

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