L’esordio di Amelia col Livorno tra assenze e novità: «Con l’Alessandria caccia all’impresa»

Il nuovo tecnico deve rinunciare a Blondett e Haoudi, ancora in dubbio Stancampiano; provata la difesa a tre

LIVORNO. Inizia la lunga volata. Undici partite in 52 gorni. Undici battaglie, tutte da combattere con la forza di chi non vuole arrendersi al destino; con la determinazione di chi vuole correre a prendersi la salvezza nonostante i mille bastoni messi tra le ruote dalla stessa società, campionessa di un sadico autolesionismo.
Il Livorno andrà a caccia dell’impresa titanica guidata da Marco Amelia che qui è arrivato da ragazzo e da giovane promessa e che poi, grazie agli insegnamenti di Jaconi e Protti impastati di salmastro, è diventato uomo e campione del mondo.

LA MAGLIA

E Marco, i precetti del Vodz e del Signore delle Reti, li ha subito trasmessi al gruppo, al primo incontro con la squadra: «Ho vestito questa maglia per tanti anni e ne conosco il peso – ha detto nel chiuso dello spogliatoio – e voi dovete dimostrare di avere spalle larghe per sostenere quel peso. E’ il modo per creare le condizioni giuste per compiere l’impresa più difficile».

LA TESTA

Fin qui la motivazione che fonda le basi sulla gloriosa storia del club. Amelia, però, si è spinto oltre, perché sollecitare il senso di appartenenza – specie contro una corazzata come l’Alessandria – potrebbe non bastare. Il nuovo tecnico amaranto si è dato un obiettivo a brevissimo termine: «Voglio dare tanto a questi ragazzi. Voglio incidere dal punto di vista mentale e psicologico e sono certo che di poter andare a battagliare insieme a loro».

LA SFIDA DI OGGI

Di certo l’avventura di Amelia non inizia contro un avversario morbido. Per suo stesso dire l’Alessandria – organico alla mano – la squadra più forte del lotto, peraltro guidata da un tecnico (Longo) che fino a pochi mesi fa allenava il Torino in serie A. Eppure qualche pertugio in cui possa insinuarsi il povero Livorno di questa fine inverno c’è: «Loro concederanno pochissimo, ma noi dobbiamo esser bravi a tenere botta e sfruttare le loro distrazioni».

IL LEADER

Oggi non saranno della partita due giocatori molto attesi: gli squalificati Blondett ed Haoudi, ma Amelia va incontro all’orso grigio senza paura, forte della personalità e del talento di Mazzarani «È un leader nello spogliatoio, non ci sono dubbi». E’ proprio il fantasista romano – il quale secondo il neo allenatore può giocare in più ruoli, anche fantasista dietro a Dubickas e Bueno – che deve portare per mano il Livorno nella lotta senza quartiere per la salvezza. Un’altra arma tattica può essere Parisi, che Amelia vede anche come esterno alto in grado di far male agli avversari.

IL MODULO

Con le premesse psicologiche e motivazionali a cui ha fatto riferimento Amelia, la questione modulo diventa quasi residuale anche se l'idea della difesa a tre piace al mister campione del mondo. Due sono le cose che possono indirizzare la partita in un verso o nell'altro. Una è da fare, l'altra da evitare. Da fare è giocare con la testa il più possibile sgombra di pensieri, senza mettere la mente al fatto che la Lucchese ieri ha pareggiato e che gli amaranto affrontano questa partita da ultima della classe. Da evitare è giocare con la paura, con quel pallore tipico di chi sa che prima o poi finisce al tappeto.

IL GRANDE EX

Detto di Blondett squalificato, al difensore genovese salta la possibilità di affrontare la sua ex squadra (con cui segnò al Livorno nel match di andata). Ci sarà invece Castellano che ha avuto analoga sorta di Blondett. Dall'altra parte vedremo Di Gennaro che da solo teneva in piedi tutta la difesa prima di andar via e indebolire ulteriormente la squadra all'epoca di Dal Canto, che - senza colpe - guarderà la partita in tv. Stimato da tutto l'ambiente amaranto, ma esonerato dopo che la società gli aveva scarnificato il gruppo. —

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