Tutti in piedi a lezione da coach Russo: «Cecina, una difesa d’acciaio per volare»

Entusiasmo dopo il successo con grande autorità sul parquet di Empoli: «Orgoglioso dei ragazzi ma voliamo bassi. Io penso sempre alla salvezza»

CECINA. Ancora un successo convincente per la Sintecnica che va a vincere a Empoli affondando senza pietà il coltello nella piaga della crisi dell'Use. Il tutto con la consapevolezza e la maturità della squadra esperta, anche se si tratta di un gruppo di ragazzini o poco più, rimediando con bravura a una partenza difficile. Questa volta coach Russo non può nascondere la soddisfazione.



Tutto merito di quel time-out chiamato tempestivamente sul 2-9?

«No, che c'entra. Fra l'altro è stato per me un time-out abbastanza anomalo, non sono abituato a chiamare time-out in quelle circostanze perchè si enfatizza quello che gli avversari stanno facendo mentre invece spesso siamo noi che stiamo sbagliando qualcosa. Per fortuna abbiamo rimediato in fretta a quella partenza floscia riportando la partita sui binari che volevamo, facendo quello che avevamo preparato in settimana».

Cioè?

«Difendere duro, pressare, annebbiare le idee a Empoli che sapevamo attraversare un periodo di difficoltà e quindi non sarebbe stata favorita da una partita messa sul piano dell'intensità. Già dal secondo periodo abbiamo capito quello che andava fatto e, devo dire, da quel momento in poi siamo sempre stati in controllo. Certo, come è normale che sia quando spendi tante energie in difesa, in attacco non siamo stati perfetti e anche le palle perse sono tornate a essere un po' troppe, nella sola prima metà partita ne abbiamo perse 14. Ma, ripeto, è una cosa fisiologica: ti danni l'anima nella tua metà campo e quando vai di là è normale che la fatica ti appanni un po' le idee».

Coach, il quarto posto ora è in cassaforte. Possiamo dire che da oggi la parola salvezza possiamo anche non pronunciarla più e che bisogna alzare l'asticella degli obiettivi?

«Preferirei di no».

Perchè?

«Perchè c'è da affrontare una seconda fase piena di incognite, contro squadre esperte e fisicamente attrezzate. È vero che ci porteremo dietro i risultati della prima fase e che con Empoli e Ozzano abbiamo il 2-0 a favore, ma con Firenze, per esempio, stiamo 0-2 e questo è un mio rammarico. Meglio continuare a tenere il profilo basso e non lo dico per fare il piagnone. Non dobbiamo inorgoglirci più che tanto per quello che abbiamo fatto finora. O meglio, esserne orgogliosi sì, ma con la consapevolezza che a vent'anni si può sempre imparare, anzi si deve».

Possiamo dire, almeno, che questa, delle tante, è una delle stagioni che le ha riservato più soddisfazioni?

«Questo sì».

Perchè?

«Non è tanto una questione di risultati, abbiamo fatto 6 vittorie e sei sconfitte, una buona percentuale ma non eccezionale se la si guarda in assoluto. Una volta, per dire, a Firenze feci 13 vittorie consecutive. Ma dipende dal materiale che si ha a disposizione, da quelli che erano gli obiettivi estivi, da quello che si riteneva di poter fare e da come si lavora per tutto il corso della stagione , non solo da quello che succede in partita. Quando monto in macchina per andare all'allenamento e penso alle facce che troverò, all'entusiasmo che questi ragazzi mettono in quello che fanno, alla voglia che hanno di migliorare ancora, credetemi, è una goduria». —

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