Gigi Garelli e i segreti della rinascita: «Così la mia Libertas 1947 ha cambiato vita»

La vittoria contro la capolista San Miniato regala punti pesanti anche in vista della seconda fase. «Ora guai fermarsi» 

LIVORNO.  E ora poker e cinquina. Per concludere alla grande la prima fetta di una regular season che, dalla metà di marzo in poi, si mescolerà con le formazioni piemontesi e romagnole del girone A2 e darà vita a una graduatoria generale a 16, dalla quale poi emergeranno i primi verdetti della stagione 2020/2021.

Per la Opus Libertas 1947, dunque, ancora due settimane per imbottire la bisaccia e aggredire ulteriormente l’alta classifica, dopo la splendida vittoria griffata domenica sera contro la capolista Blukart San Miniato. Due punti pesanti, frutto della prestazione solida di un collettivo in costante crescita con ben 4 uomini sopra la doppia cifra, compreso un Davide Marchini da 10 in pagella (19 uscendo dalla panchina).



Coach Garelli, battere la prima della classe ha sempre un sapore speciale. Ma quanto valgono vittorie simili, in termini di consapevolezza e fiducia?

«Moltissimo, non lo dico io ma il filotto di risultati ottenuti nelle ultime settimane (tre successi consecutivi, ndr): abbiamo cambiato il modo di approcciarci alle partite, privilegiando l’intensità piuttosto che alcuni aspetti tattici. Del resto, in Serie B, l’energia è un fattore dominante, dal quale non si può prescindere. San Miniato ha costruito le sue grandi stagioni giocando esattamente in questo modo. Ovviamente possono risentirne le cifre o la qualità del gioco, ma se il tutto aiuta a vincere…».

Cosa, invece, non le è piaciuto?

«Sicuramente l’insufficiente percentuale ai liberi (55% con 16/29, ndr). Tirando un po’ meglio avremmo sofferto meno nel finale. Forse siamo andati in lunetta con poche energie, ma è un dettaglio che dobbiamo migliorare. Spesso e volentieri la precisione a cronometro fermo può fare tutta la differenza del mondo».

Riccardo Castelli è sembrato un po’ in difficoltà: quali sono le sue condizioni?

«Avete visto bene: lo stiamo centellinando, nella speranza di cancellare sempre di più i vari acciacchi che si porta dietro così da recuperarlo al cento per cento per una seconda fase davvero complicata. Per fortuna Ammannato è in crescita, sta meglio fisicamente rispetto ad un mese fa e per noi è senza dubbio un valore aggiunto sia nella metà campo d'attacco, ma soprattutto a protezione del canestro».

L’intensità difensiva della sua Opus è riuscita a tenere a 68 punti una squadra, San Miniato, che viaggiava ad 80 realizzati di media. È stata questa una delle chiavi?

«Fa piacere innanzitutto vincere (ride, ndr), come va bene comunque. La vittoria di domenica è figlia di un’idea di gioco, ripeto, che portiamo avanti da un mesetto. Scorrendo le statistiche, il dato che mi piace di più sono le poche palle perse (10), rispetto alle 24 del match di andata, mentre San Miniato ne ha gettate al vento ben 25, oggettivamente anche per merito nostro. Dobbiamo fare meglio al rimbalzo, ma ciò che mi rende orgoglioso è il fatto che i ragazzi abbiano creduto in ciò che avevamo preparato durante la settimana».

Il 10 gennaio Ozzano espugnò, a sorpresa, il Palamodì per 68-74: tra 5 giorni la Libertas 1947 avrà un motivo in più per cercar di allungare la striscia?

«Fu una partita strana, sicuramente mal interpretata da parte nostra. Riuscimmo addirittura a rimetterla in piedi nella quarta frazione, salvo poi abdicare nei minuti finali. Ma aldilà di ciò che è accaduto due mesi fa, fondamentale sarà andare in Emilia Romagna e giocare una partita gagliarda, con lo stesso atteggiamento espresso contro San Miniato. In questo girone è evidente che puoi perdere e vincere con tutti. Ricordo, infatti, che la Blukart ha perso due partite, una a Livorno e l’altra ad Ozzano». —

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