Opus Libertas superstar, la vittoria più bella: resiste e vince con la capolista San Miniato

Tris di vittorie consecutive per gli uomini di coach Garelli: Marchini (19 punti) protagonista con due triple nei momenti clou

LIVORNO. La Opus Libertas cala il tris di vittorie consecutive certificando che la crisi di gennaio è ormai definitivamente alle spalle e che da qui alla fine della stagione se ne potrebbero vedere delle belle, specie se gli uomini di Garelli giocheranno come hanno fatto contro la capolista San Miniato per 35 minuti, tutti tolti gli ultimi cinque di una partita infinita, durata due ore e dieci, un po’ per le numerose interruzioni per via della condensa sul parquet, un po’ per un arbitraggio fin troppo preciso che ha fischiato pure i minimi contatti.

Addirittura la Libertas avrebbe potuto aggiungere alla vittoria anche la ciliegina sulla torta del ribaltamento dello scarto dell’andata, dieci punti, in quella che fu la prima sconfitta in campionato per Forti e compagni. Si era al 35’ e la Libertas conduceva in bella sicurezza sul 72-56 prima di concedere agli ospiti un parziale di 1-12 (73-68 con ancora 34” sul cronometro) il che faceva chiudere gli occhi a molti sul successivo tentativo da 3 di Tozzi che avrebbe, di fatto, riaperto una partita prima mai in discussione.


Partita ben preparata da Garelli che punta tutto su una difesa dura che sporca tutte le linee di passaggio degli ospiti forzando un nugolo di palle perse (8 nel solo primo quarto) il che lucra un primo importante vantaggio di 18-3 all'8’ che marchia a fuoco la partita, perché S.Miniato riesce a rientrare solo una volta, a metà del secondo periodo, sul 30-27 sotto la spinta di Carpanzano. Il quale, però, è un ottimo finalizzatore ma sembra essere più una guardia che un play, non riesce mai o quasi a mettere in ritmo i compagni e la circolazione di palla della capolista appare sempre farraginosa non portando se non in rarissime occasioni a tiri aperti. Prova ne sia il pessimo 2/20 nelle conclusioni dall’arco, con le uniche due triple messe a segno dal giovane Tozzi, una all’inizio, l’altra nel finale, un Tozzi però messo ai margini dai falli.

Detto di questi due, a San Miniato non resta molto, almeno nell’occasione: non si vede un tiratore puro che sappia aprire la scatola e la Libertas ha così buon gioco nell’ingombrare l’area costringendo gli avversari a tiri e a passaggi a dir poco avventurosi sui quali Toniato e Marchini sono bravi a intervenire finalizzando il contropiede.

È proprio Marchini l’assassino silenzioso della partita: non è appariscente ma poi lo score dirà che ha segnato 19 punti con 12 tiri con due triple arrivate in passaggi chiave della partita. Peraltro la Libertas gioca bene anche in attacco: San Miniato resta fedele alla difesa individuale, forse temendo le numerose bocche da fuoco livornesi (6/13 da 3, un ottimo 46%) ma questo scopre il fianco a duelli individuali tutti, dal punto di vista fisico, favorevoli ai livornesi che, almeno all'inizio, riescono anche a andare a segnare da sotto con le guardie sfruttando tutti i mismatch.

Otto punti di vantaggio all’intervallo lungo (44-38), la Libertas tiene a bada gli ospiti con 5 punti in fila di capitan Forti che festeggia con una partita corroborata anche dai numeri la freschissima laurea (49-38), prima di subire un parzialino ospite di 0-5 (49-43 al 24’09”) che però è l'ultimo pericolo, minuti finali a parte, che la capolista riesce a creare.

Marchini piazza una delle sue triple assassine e l’Opus riparte, sempre tenendo altissimi i ritmi della difesa e colpendo due volte di fila in contropiede. La penultima sirena ferma le squadre sul 66-52 e non sarebbe male cominciare a pensare allo scarto nel confronto diretto (non si sa mai) anche perché San Miniato dà l'impressione (rivelatasi poi errata) di non crederci più quando sbaglia banalmente una rimessa che frutta la tripla a capitan Forti. Ma toccato il massimo vantaggio dell'incontro giusto a metà dell’ultima frazione (72-56, + 16) la Libertas si siede un po’ e San Miniato è brava a cogliere l’occasione per limitare i danni. —

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