La fideiussione, i no di Spinelli, la serie D: ecco perché evitare il fallimento non basta

Silvio Aimo qui insieme al tecnico Alessandro Dal Canto

A due settimane dall’apertura del mercato, il Livorno resta in una situazione disperata: gli scenari

LIVORNO. Siamo solo noi. Consigliamo a Dal Canto di scegliere l’inno generazionale di Vasco come colonna sonora del viaggio verso Sesto San Giovanni. Siamo solo noi. E siamo sempre di meno. Perché a due settimane dall’apertura del mercato, il Livorno resta in una situazione disperata: senza fideiussione, senza acquisti, con una squadra imbottita di ragazzini. E attenzione, questi ragazzini (con tutta la buona volontà che ci mettono), non sono giovani scelti per un progetto ma sono giovani che si sono ritrovati in prima squadra o addirittura titolari quasi per caso.

E purtroppo la storia non cambia visto che domani il Livorno giocherà in casa della Pro Sesto senza neanche mezzo rinforzo. Neanche quel povero cristo di Mazzarani che ormai da 5 mesi se ne sta a Livorno senza un contratto. La fideiussione non c’è, non è arrivata neanche ieri e non arriverà neanche oggi. Gli ottimisti dicono che forse sarà pronta lunedì o martedì, ma ormai le certezze latitano.


L’ultima voce è che si sia preferito “bloccare” la fideiussione in attesa della mezzanotte di oggi. Già, perché entro il 16 gennaio (appunto oggi) ipoteticamente Navarra con 4-500mila euro poteva prendersi quasi tutto il Livorno sfruttando le azioni “inoptate”. Anche se Navarra al Tirreno ha dichiarato di essersi tirato fuori da tutto e non ci aspettiamo alcun colpo di teatro. Intanto l’assemblea dei soci è stata sposta a lunedì.

Non si capisce neanche cosa vuol fare Spinelli. È chiaro che uno come lui ottiene una fideiussione in un quarto d’ora, alzando il telefono, ma il passare dei giorni sta dimostrando che non ne vuole sapere. Probabilmente in società qualcuno pensava (o si era illuso) che comunque alla fine ci avrebbe pensato Spinelli, ma non sarà così.

Parliamoci chiaro. Dati di fatto alla mano, oggi Spinelli ha voluto evitare il fallimento della società ma non sembra molto preoccupato dell’eventuale retrocessione in serie D della squadra.

Così adesso a cercare di mettere insieme le garanzie per una fideiussione ci sta pensando Silvio Aimo. Sinceramente lo apprezziamo, perché da settimane si sta sbattendo per risolvere guai e cercare una soluzione, tant’è che vive quasi più a Livorno che ad Asti. Ma non è un imprenditore che può tenere una squadra come il Livorno in C. E questo lo ha sempre ammesso anche lui, con onestà, e infatti era entrato con un 18% e quella doveva essere la sua dimensione.

Il problema è che quelli intorno ad Aimo o sono senza soldi (Sicrea) oppure si sono già fatti fuori (Navarra e Ferretti). Per cui non si capisce bene dove si possano trovare i soldi per arrivare a fine stagione. A meno che, non li metta Spinelli per evitare il fallimento e le conseguenze. Ma senza una squadra decente, si rischia di retrocedere con 20 punti dalla penultima, come lo scorso anno. E di queste figurette, ora basta. Sarà bene che tutti ci spieghino cosa hanno in testa.

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