Agostinelli e il suo futuro nel Livorno calcio: «Dimettermi? Non ci penso nemmeno»

Nei giorni scorsi il nuovo amministratore delegato amaranto ha provato a trovare una soluzione con il direttore tecnico che resta nonostante la svolta societaria: «Mariani? Sì, mi ha portato lui, ma io voglio restare»

LIVORNO. Uscire di scena? Assolutamente no. Andrea Agostinelli non ne vuole sapere di abbandonare il Livorno anche se il suo uomo di riferimento (Danilo Mariani) non c’è più. Nei giorni scorsi il nuovo Amministratore delegato Aimo ha provato a trovare una soluzione con lui, magari con abbassamento dello stipendio (che attualmente è di 60mila euro) ma Agostinelli ha risposto picche. Di certo al campo non si vede più ormai già da un po’ di tempo. Così come non si è visto in casa nella partita interna con la Lucchese e non si è visto in trasferta a Como, le due gare disputate dopo la svolta societaria. In sostanza dunque Agostinelli c’è (a libro paga) ma non c’è (sul campo), mentre continua la sua attività di opinionista con la Rai.

Agostinelli, possiamo andare subito al sodo?


«Mi dica»

C’erano cinque contratti che si volevano stracciare: Verdolini ha accettato di farsi da parte, con Mariani si sta cercando una soluzione, Balestriere e Circello potrebbero vedersi invalidati i contratti. E invece lei...

«Io non mi dimetto».

Perchè?

«La parola “resa” non fa parte del mio vocabolario. Lo racconta la mia carriera. Da quando ho esordito in serie A all’età di 19 anni ho sostenuto tutta una serie di prove e ho combattuto tantissime battaglie, molto spesso vinte. Immaginatevi voi sei mi tiro indietro adesso...».

Qui non si tratta di tirarsi indietro. Ma di farsi da parte visto che l’attuale dirigenza ha fatto capire che non vuole puntare su di lei.

«Non mi sono mai occupato di questioni societarie che non sono di mia competenza. Sono qui perché sono un uomo di campo. E ho tantissimo entusiasmo, che ho dimostrato fin dai primi giorni. Mi era già accaduto di vivere situazioni difficili, ma non bisogna mai nascondersi: anzi. Si combatte e quando si vince la soddisfazione è ancora più grande. Ecco perché sono rimasto».

Anche a dispetto dei santi però...

«Guardi, sono molto carico e operativo e voglio continuare a dare una mano a questa società».

Si dice che Spinelli abbia proposto un contratto dimezzato (30mila euro) per mantenere la consulenza tecnica.

«Di Spinelli dico solo una cosa. Il suo ingresso ha dato un segnale molto positivo. Anzi: vado oltre. Il suo intervento, nella situazione in cui ci eravamo trovati, è stato determinante».

Ma lei è un uomo di Mariani e Mariani è stato fatto fuori.

«Io fui contattato da Danilo Mariani. Abitiamo a Roma. Ci conosciamo. Siamo amici. Mi disse che voleva una persona d’esperienza che si occupasse della parte tecnica del Livorno Calcio. E per parte tecnica intendeva dalla prima squadra al settore giovanile. Ho ritenuto subito interessante la proposta. Mi sono detto: “Perché no?” Conosco la piazza di Livorno che è assai prestigiosa. E poi essere responsabile dell’area tecnica è per me un’esperienza nuova e assai gratificante. Sono nel calcio da oltre quarant’anni. Conosco molto bene le sue dinamiche e le sue vicende; credo di avere l’esperienza, le conoscenze e anche l’immagine per ricoprire questo ruolo».

Lei però non è operativo. Che cosa c’è nella sua agenda nei prossimi giorni?

«Superato il periodo di lockdown, torno a Livorno e proseguo il lavoro che avevo iniziato nelle scorse settimane con il settore giovanile e anche con la prima squadra».

Ma quindi lei sta dicendo che si occupa ancora della prima squadra?

«Durante le festività ho stabilito una serie di contatti per consolidare la squadra. Su questo tema mi sono confrontato con il direttore Sportivo Rubino e con il tecnico Alessandro Dal Canto che sta facendo molto bene. Lo dico perché l’ho visto lavorare. È stato sempre molto positivo e realista. Non ha mai chiesto la luna. Oggi difficilmente gli allenatori vogliono il giocatori ‘X’, ma un elemento con determinate caratteristiche. Poi sta alla società individuare quello giusto».

E pensare che lei sembrava messo lì per fare le scarpe a Dal Canto alle prime difficoltà.

«Assolutamente no. Alessandro è un ottimo allenatore e un bravissimo psicologo e se il gruppo è rimasto unito nelle difficoltà e non ha mai mollato il merito è suo. E le cose migliori vengono generate proprio nei momenti peggiori».

Cosa pensa della società?

«Al momento il cavallo su cui continuare a scommettere è Aldo Spinelli, ma questo lo sapete meglio di me».

E Agostinelli ?

«Spinelli Mi conosce bene. Sono stato anche suo giocatore nel Genoa. Tutti insieme possiamo uscire da quest'impasse». —

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