Livorno, una nuova promessa del presidente Heller: «In settimana arrivano i soldi». Speriamo...

La “truppa” dei dirigenti amaranto ieri allo stadio: nella tribunetta vip il presidente Giorgio Heller, il general manager Danilo Mariani e il direttore tecnico Andrea Agostinelli. Silvio Aimo, vice presidente del Livorno Calcio e figura decisiva col suo 18% e Roberto Lamanna, ufficialmente senza nessuna carica ma sempre presente

Società al gran completo ieri in tribuna, da Mariani a Aimo, da Verdolini a Lamanna fino a Agostinelli. «Sto lavorando per unire tutti i soci» 

LIVORNO. Della nuova proprietà del Livorno si può dire tutto tranne che non sia presenzialista. Ieri ad assistere al derby con il Pontedera c’erano praticamente tutti: il direttore esecutivo Verdolini, il general manager Danilo Mariani, il responsabile dell’area tecnica Agostinelli, il vicepresidente Aimo e il presidente Heller in compagnia del figlio. Presente anche nelle vesti di ‘amico del Livorno’ anche Roberto Lamanna. Tutti hanno seguito la partita con attenzione.

Durante l’intervallo il presidente Heller si è intrattenuto con i giornalisti: «I nostri problemi sono in via di risoluzione – ha dichiarato – grazie all’intervento dei soci che sottoscriveranno l’aumento di capitale deliberato nei giorni scorsi».


Per soci chi intende? Anche il Gruppo Carrano?

«Tengo a precisare che io sono il presidente del Livorno Calcio. Non rappresento chi mi ha conferito questa carica. Pungolerò tutti i soci affinché sottoscrivano l’aumento di capitale che hanno votato riconoscendone la necessità. Per soci intendo Carrano, Navarra, Spinelli, Ferretti, Aimo. Questo porterà alla risoluzione di una serie di problemi urgenti in brevissimo tempo e poi a medio e a lungo termine perché una ricapitalizzazione di queste dimensioni porterà in sicurezza la società. Adesso sta ad ogni singolo socio stabilire se sottoscrivere o no questo aumento che è passato un po’ in sordina, ma che invece è decisivo e frutto di un CdA che si è insediato da pochissime settimane».

Il problema è che passano i giorni e soldi in società non ce ne sono…

«Ripeto: io sono il presidente del Livorno. Il mio dovere è di stare dietro a tutti i soci e questo lo sto facendo h24. La società non appartiene più a un singolo come negli ultimi 21 anni. Il mio compito è di mettere insieme le esigenze di cinque soci e vi assicuro che non è per niente facile specie se contiamo che sono tornato ad essere operativo da neanche cinque giorni: in pratica da quando sono negativo al Covid».

Può darci una data in cui saranno versati i soldi nelle casse del Livorno?

«Confido che questa settimana, a valle di un lavoro enorme fatto da me, ma anche dal direttore generale (Mariani, che sabato non era presente all’incontro con la squadra, ndr) e da tutti quelli che compongono il management del nuovo Livorno, avremo i frutti sperati sotto forma di questi versamenti che permetteranno di adempiere alle scadenze che conosciamo e che sono in parte ampiamente superate, ma queste non sono colpa della nuova compagine societaria. E’ un’eredità che ci portiamo dietro. La gente deve saperlo».

Eredità Spinelli?

«Eredità. Non voglio personalizzare questa eredità. Quando abbiamo preso in mano questa situazione, conoscevamo lo stato delle cose. Diciamo che è stata verificata l’esistenza di ‘cose’ più pesanti di quelle che ci aspettava sia come entità e come tempistiche e tutto ciò che ne deriva».

Entro martedì il Grupo Carrano deve pagare a Sicrea le quote acquistate, pena la loro decadenza. A che punto è la questione?

«Questo è un falso problema. Anzi. Un problema che non esiste. Lo hanno causato alcune tensioni che sono naturali in una situazione delicata come questa, ma credetemi: non esiste nessuna scadenza. I soci stanno parlando tra loro perché è bene risolvere le problematiche per diritto e dovere delle parti, ma in un clima sereno. Anche oggi (ieri ndc) ci sono stati contatti che puntano a risolvere tutto».

Torniamo alla ricapitalizzazione: secondo lei i soci hanno capito l’importanza di questa operazione?

«Sì, ma diciamoci la verità. Nel Livorno il vero uomo di calcio è Spinelli. Con gli altri abbiamo dovuto lavorare per far capire che una società di calcio fa storia a se. Abbiamo lavorato per superare questo ostacolo e adesso sì: tutti sono consapevoli dell’importanza di questa operazione». —