Povero Livorno: servono 3 milioni di euro e intanto la Lega respinge la fideiussione

Il gm Mariani, uomo di fiducia del gruppo Carrano, Silvio Aimo, possiede il 18% delle quote amaranto, Aldo Spinelli, presente ieri all’assemblea dei soci e l’ex presidente Navarra, socio al 21% del Livorno

Gli azionisti hanno deliberato la ricapitalizzazione (da pagare entro 15 giorni), che potrebbe cambiare gli assetti societari

LIVORNO. Premessa: un conto è deliberare un aumento di capitale, un altro è versare soldi nelle casse della società.

Premessa numero due: visti gli stipendi non pagati, i problemi per la messa in mora e le scadenze non rispettate dai nuovi soci negli ultimi due mesi, è normale avere delle perplessità fino a quando i versamenti non saranno effettuati.


Resta il fatto che ieri pomeriggio, l’assemblea dei soci dei Livorno Calcio, convocata in videoconferenza nello studio del notaio Gianluigi De Paola, ha deliberato all’unanimità un aumento di capitale pari a tre milioni euro. Considerando che oggi il capitale sociale del Livorno Calcio è di circa un milione con questa operazione si dovrà salire a quattro milioni.

Significa che gli attuali azionisti dovranno mettere mano al portafoglio e sborsare tre milioni di euro nelle casse amaranto. Ogni socio sarà chiamato a versare la propria parte in base alle quote: un milione e 20mila euro dovrà arrivare dal Gruppo Carrano che ha acquistato il 34% da Casella (ma ancora deve pagare), 540mila invece da Aimo (18%), poi 630mila euro da Navarra (21%) e 510mila da Ferretti (17%), infine toccherà all’ex presidente Aldo Spinelli con 300mila euro che corrispondono al suo 10%.

In questo quadro di incertezza, altre brutte notizie arrivano sulla testa dei tifosi, sempre sul fronte societario: la Lega ha rifiutato la famigerata fideiussione da 750mila euro...

I TEMPI E I DUBBI

All’assemblea dei soci di ieri pomeriggio hanno partecipato il presidente Giorgio Heller, i soci Carrano e Aimo, il commercialista Gherlone, l’avvocato Pia in rappresentanza di Navarra e Ferretti, poi l’avvocato Gargano che è stato inserito nel consiglio di amministrazione da Navarra. Collegato a sorpresa anche Aldo Spinelli: l’ex patron ha invitato tutti i soci ad effettuare i versamenti nel giro di tre giorni, in modo tale da calmare subito le acque e permettere alla squadra di potersi concentrare solo sul campo...

Ma sono proprio i tempi a lasciare incertezze sul futuro: come spiega direttamente Heller, «i soci si sono impegnati a versare il 25% di quei tre milioni di euro entro quindici giorni, mentre la scadenza del restante 75% verrà stabilita nella prossima assemblea dei soci che è stata convocata per il 1° dicembre». Insomma, quando c’è da pagare si continua a procrastinare.

Non a caso neanche ieri è stato risolto il nodo della messa in mora, un versamento di soli 60mila euro che è diventato una vera e propria agonia.

Eppure Heller dice di essere «molto soddisfatto per il voto unanime», spiega che «l’assemblea dei soci non poteva andare meglio di così» e sottolinea che «qui c’è stato un consenso generale nei confronti di un cda che ha lavorato molto per un obiettivo che può essere la svolta del Livorno».

Restano da capire tante cose: 1) se Navarra e Ferretti parteciperanno davvero all'aumento di capitale, vista l'uscita di scena nell'ultimo mese e mezzo; 2) se il gruppo Carrano diventerà davvero titolare delle quote cedute da Casella (il pagamento dovrà avvenire entro il 30); 3) se tutti i soci, a partire da Aimo e da Carrano saranno in grado e davvero disposti a versare l’aumento confermando l’asse di maggioranza; 4) cosa farà Aldo Spinelli nel caso in cui qualcuno non aderisca. Insomma, non è escluso che alla fine della ricapitalizzazione gli assetti possano anche cambiare...

NUOVI PROBLEMI

Ieri sera è arrivato un comunicato ufficiale firmato da Heller e dall’amministratore delegato Carrano, in cui ringraziano «i soci per la sensibilità dimostrata nell’assemblea» ed evidenziano la «soddisfazione per l’importante passo avanti verso una normalizzazione delle attività del club».

«La società - si legge nello stesso comunicato - sta predisponendo un piano di riequilibrio triennale delle casse societarie al fine di garantire un futuro patrimonialmente solido, anche in relazione alle esigenze connesse all’imminente calciomercato».

Parole che stridono però con la notizia arrivata in serata dalla Lega, che ha richiesto al Livorno di sostituire la fideiussione integrativa - quella da 750mila euro presentata in ritardo - perché sarebbero emerse problematiche con la banca a cui la società si è affidata, la Bank Winter. Stesso discorso per Arezzo e Novara, anche loro con fideiussione Bank Winter. «Noi siamo parte lesa - commenta Heller - in ogni caso stiamo facendo le verifiche del caso e Mariani sta già lavorando per l’eventuale sostituzione». —