Povero ma bello, Marsura e Murilo regalano al Livorno la prima vittoria in campionato 

Gli amaranto tornano al successo dopo quattro mesi: contro il Renate arrivano tre punti. E il miracolo di Dal Canto comincia a dare i suoi frutti

MEDA. Una vittoria d’altri tempi. Sudata, sofferta, voluta. Di quelle che ti rendono orgoglioso di chi indossa la maglia della tua città. Il Livorno torna a gustare il profumo del successo dopo ben 14 giornate a secco: l’ultima fu il 3-2 a Castellamare di Stabia, era il 26 di giugno, tre punti ininfluenti perché ormai eravamo già in C. Questo invece è un successo che pesa quintali perché ci tira un po’ fuori dalle sabbie mobili della classifica (non dimenticate che arriveranno delle penalizzazioni) e regala finalmente un sorriso a questi ragazzi che da due mesi si stanno sbattendo in mezzo a mille difficoltà.

Siamo una squadra rattoppata, piena di lacune, con una panchina da campionato Primavera. Ma abbiamo un cuore grande così. E abbiamo un allenatore vero, uno dei pochi che poteva tenere a galla questa barca che da inizio stagione fa acqua da tutte le parti. Parla poco, quando parla lascia il segno, ha dato un’identità alla squadra e lavora ogni giorno come un matto. Teniamocelo stretto.


Siamo anche riusciti a non subire gol, ed era successo solo una volta (nello 0-0 al debutto con l’Albinoleffe). E stavolta abbiamo avuto anche quel pizzico di fortuna che tante volte ci è mancato. Ora tocca a questa nuova società. Mettendo dentro fideiussione e nuovi acquisti. Dal Canto se l’è giocata con una squadra ancor più offensiva se è vero che nel classico 4-3-3, ha presentato Pallecchi mezzala al fianco di Agazzi. Un modo per cercare di fare la partita e magari togliere qualche timore a questo gruppo. E in effetti la partenza è stata buona, con un colpo di testa di Di Gennaro dopo angolo ma soprattutto con una occasione clamorosa divorata da Marsura che al 17’si è trovato suoi piedi una palla d’oro dopo l’inserimento di Pallecchi, ma ha sparato fuori. Dopo un brivido su un rinvio ritardato di Romboli, ancora Marsura ci ha provato da fuori, ennesima iniziativa anche perché il gioco è quasi sempre scorso via a sinistra. Prima dell’intervallo un paio di volte abbiamo tremato di brutto, prima per una girata di Silva uscita di pochi centimetri a Romboli battuto e poi con un tiro di Giovinco da ottima posizione ma per fortuna finito alto.

Ma l’inizio di ripresa del Livorno è stato fulminante ed ecco il gol con una ripartenza super: palla recuperata di Pallecchi, parte Agazzi che fa il vuoto, il passaggio a Murilo il quale molto bene serve sull’altro lato l’accorrente Marsura che stoppa e calcia superando Gemello. Un gran gol. Lo svantaggio ha dato nuova linfa al Renate che in un amen ha iniziato a schiacciare il Livorno nella nostra metà campo. Clamorosa la traversa di Galoppini al 18’, un siluro da 30 metri che si è andato a schiantare quasi all’incrocio dei pali. Ma, all’improvviso in contropiede è arrivato il 2-0: Murilo apre per Parisi che entra in area e viene messo giù, rigore netto. Dal dischetto va Murilo che gonfia la rete. Il cronometro in quell’attimo segnava 36’, c’era ancora il rischio che la partita si potesse riaprire ma stavolta, soffrendo, abbiamo stretto i denti e protetto il nostro tesoro. Questi giocatori e questo allenatore stanno facendo il massimo, ora la società dimostri di essere alla loro altezza.
 

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