Soli, in emergenza, ma con tanto cuore. Ecco il vaccino amaranto per i Novarax

Stasera al Picchi il match casalingo contro i piemontensi. Mister Dal Canto: «Gli avversarsi ci definiscono uno squadrone, ma a oggi resta solo il blasone di quello che era il Livorno» 

LIVORNO. Una montagna via l’altra. Ecco un’altra vetta da scalare senza attrezzatura, ma a mani nude. Dopo l’Olbia, ecco il Novara, squadra che a lungo andare prenderà la residenza nelle zone nobili della classifica e che scende all’Ardenza con il duplice obiettivo di far un sol boccone del povero Livorno e di mettere cemento armato sulla panchina del tecnico Banchieri, vacillante dopo la sconfitta interna con il Pontedera. Un ko inaccettabile, quello per una società che ha speso soldi veri per tornare in serie B e che in queste prime cinque giornate ha già conosciuto due volte l’onta della sconfitta.

IL MIRACOLO

Dopo l’impresa compiuto in terra Sarda, il Livorno deve fabbricare un miracolo per salvare le penne questo pomeriggio. Il gruppo a disposizione di Dal Canto è risicatissimo. Braken e Morelli non hanno recuperato dai malanni muscolari e si sistemeranno in panchina. In sostanza si va incontro agli azzurri di Novara con gli stessi sedici reduci che hanno pareggiato domenica ad Olbia. È chiaro che il coefficiente di difficoltà di questa partita è elevatissimo perché si gioca appena tre giorni dopo l’ultima uscita e il serbatoio delle energie di ogni giocatore amaranto non può essere pieno. Quindi al gap tecnico si aggiungerà anche la differenza (abissale) di tenuta tra chi il turnover lo fa e chi non se lo può nemmeno sognare. Difficile parlare di formazione. Dal Canto potrebbe far rifiatare Deverlan e inserire dall’inizio Marie Sainte.Per il resto non ci sono alternative. Chi ha giocato domenica, gioca ancora "fin quando fa male, fin quando ce n’è", come dice Ligabue. Insomma: anche oggi si consumerà un’altra puntata dello scempio della maglia amaranto che - giova ricordarlo - non esce dall’Ardenza con i tre punti in casa dal 2 novembre 2019: 2-1 alla Juve Stabia con rete nel recupero firmata da Marras.

L’INDIGNAZIONE DI DAL CANTO

La squadra amaranto oggi è aggrappata alla dignità del suo allenatore. Leggete queste parole di Alessandro Dal Canto: «Continuo a leggere che gli avversarsi ci definiscono uno squadrone, ma ad oggi resta solo il blasone di quello che era il Livorno. Abbiamo un sacco di giovani e di giocatori che nelle passate stagioni hanno visto poco il campo e con questi ragazzi dobbiamo puntare alla salvezza».Già: è bene che tutti si mettano in testa che l’obiettivo adesso è la permanenza in serie C. Sentite Dal Canto: «Dobbiamo cercare di fare qualche vittoria per scalare posizioni. Al momento abbiamo tre punti, ma non sappiamo quanti ce ne verranno tolti. Facciamo un rapido calcolo. Se dopo setto o otto giornate fossimo a zero punti in classifica, dovremmo farne 45 in 30 giornate con la media di 1, 5 per partita. Per questo ho detto ai ragazzi che ogni partita per noi è una finale. Conquistare la salvezza, per noi sarebbe come vincere lo scudetto». È chiaro il concetto?

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