Navarra resta in silenzio, Mariani rileva il 34% ma la guerra continua: Livorno, che tristezza

Il presidente non ha fatto valere la prelazione ma sembra che consideri nullo l’atto, ora diventa cruciale l’assemblea dei soci di venerdì 

LIVORNO. Nemmeno con il lanternino si riescono a trovare delle certezze. Roba da matti. E sapete perché? Perché ognuna delle parti ha una sua verità, tutti vanno dritti per la loro strada e alla fine ci rimette solo il Livorno Calcio, l’allenatore Dal Canto e i tifosi.

Ieri era l’ultimo giorno nel quale Rosettano Navarra poteva far valere il diritto di prelazione sul 34% delle quote che Sicrea sta cedendo al Gruppo Carrano (rappresentato da Danilo Mariani) ma il presidente ha deciso di non muoversi. Il guaio è che questa non è stata una scelta che (nel bene o nel male) avrebbe comunque indirizzato la società verso la gestione di Mariani. Sembra infatti che Navarra consideri non valida la pec con la quale gli era stata annunciata la cessione delle quote e dunque la possibilità di far valere la prelazione entro la mezzanotte. Insomma, secondo Navarra siamo di fronte a un atto nullo.


Ora. Per Navarra far valere l’opzione voleva dire diventare padrone di un Livorno da 5-6 milioni di gestione in questa maledetta stagione e comprendiamo che fosse troppo oneroso, prendiamo anche atto che Navarra consideri Mariani non affidabile, ma non è che restare in balia delle onde (e dunque affogare prima o poi) sia molto meglio rispetto a salire su una barca che non dà certezze.

A meno che Navarra non attenda il pronunciamento della Figc sull’eventuale efficacia della cessione (solo a livello sportivo, sia chiaro) ma anche qui i tempi sarebbero lunghi e il Livorno non ha tempo da perdere. Perché ora le battaglie sono due: salvare la società ma anche salvarsi sul campo (forse qualcuno non l’ha ancora capito...).

A questo punto diventa fondamentale l’appuntamento di venerdì 23, data nella quale è stata convocata l’assemblea dei soci. Se oggi il Gruppo Carrano annuncia ufficialmente l’acquisto del 34%, è possibile che al tavolo di venerdì Rosettano Navarra perda la presidenza. E dunque in automatico cadrebbero anche i suoi poteri gestionali sulla prima squadra. Anche se è evidente che Navarra non sia disposto a farsi da parte oppure uscire di scena a cuor leggero, altrimenti avrebbe già dato le dimissioni al Cda. E dunque si rischia un altro braccio di ferro dannoso.

A nostro parere tutte le carte saranno in tavola soltanto entro sabato 31 ottobre, giorno di scadenza per il pagamento degli stipendi. Entro quella data, tra fideiussione (prima o poi qualcuno pensa di pagarla?) e stipendi, ci sarà da tirare fuori almeno un milione e mezzo di euro. E allora non ci saranno più discorsi, promesse, guerre, bluff o chissà che cosa. O qualcuno paga, oppure non abbiamo futuro. Questo devono averlo ben chiaro sia Navarra che Mariani. E anche Spinelli, che comunque ha dato il là all’operazione con Cerea Banca. —


 

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