Caos Livorno, Mariani avverte i soci: «Servono soldi subito. Smettete di litigare o la banca vi mollerà»

L’imprenditore Danilo Mariani che fa capo al Gruppo Carrano

Con l’ex presidente del Trapani Heller vuole il 34% di Casella «Ma Navarra ci tiene con le mani legate fino all’ultimo»

LIVORNO. Venerdì scorso il Gruppo Carrano, che fa capo all’imprenditore romano Danilo Mariani ha firmato un preliminare d’acquisto del 34% delle quote del Livorno che appartiene a Sicrea, la società di Umberto Casella, uno dei soci piemontesi. L’atto è ancora sub iudice, perché gli altri soci hanno tempo fino al 19 ottobre per esercitare il diritto di prelazione e rilevare a loro volta quella percentuale. Non c’è dubbio che l’uomo nuovo del Livorno adesso sia proprio Mariani che ci ha spiegato quale sia al momento il suo ruolo: «In questo momento sto facendo da raccordo tra le varie anime della società affinché arrivino a un accordo. Certi comportamenti fuori dalle righe non sono stati graditi dal gruppo finanziato da Cerea Banca e questo ha prodotto una frenata nell'attività della società».

Mettere d'accordo Navarra e gli altri soci? Mica facile: litigano da sempre su tutto…


«Lo so, ma ci sono spiragli».

Se riusciste ad appianare le divergenze che cosa accadrebbe?

«Si va verso la sottoscrizione della famosa fideiussione che è solo un primo passo, perché a brevissimo ci sono altre scadenze a cui dobbiamo far fronte».

Il 16 devono essere pagati altri F24, vero?

«Sì. E servono i soldi. Lo stesso per gli stipendi da corrispondere entro venerdì».

Torniamo alla fideiussione: Cerea Banca quindi non si tira indietro?

«No, ma deve avere una sicurezza».

Quale?

«I soci devono smettere di litigare. Io lavoro molto con gli istituti bancari e so come funzionano certe dinamiche. Nessun istituto di credito garantirebbe una fideiussione a un’azienda i cui soci litigano e nella quale le frizioni rischiano di mandare tutto a carte quarantotto. Insieme al dottor Heller stiamo lavorando affinché la fideiussione sia assicurata».

Però lei formalmente non fa ancora parte della società. O no?

«Preferisco parlare di Gruppo Carrano che in prima persona. Sebbene Navarra sostenga che il passaggio di quote sia nullo, il Gruppo ha sottoscritto un regolare atto dal notaio con promessa di vendita da parte di uno dei soci (Casella, ndc). Al momento, però manca l’ultimo passaggio».

Quello della vendita effettiva e non della promessa. Giusto?

«Sì. Siamo fermi perché Navarra non ci ha ancora fatto sapere se intende esercitare il diritto di prelazione o meno. Anzi. Per quanto ne so sembra intenzionato a far valere la sospensiva fino all’ultima ora possibile del 19 ottobre prossimo. In questo modo noi abbiamo le mani legate».

Ha mai parlato con Navarra?

«Ci ho provato. L’ho chiamato perché con il preliminare di vendita di venerdì stiamo entrando in casa sua e credo che in questi casi sia buona norma presentarsi. Il problema è che Navarra – come risposta - mi ha fatto chiamare dal suo avvocato».

Ma se i soci trovano un accordo la macchina amaranto riparte?

«Sì. Questo blocco ha messo fin troppo a rischio le coronarie dei tifosi. Adesso il Gruppo Carrano sta lavorando per trovare coesione nella società e per consentire a questo gruppo di condividere le scelte».

Il suo gruppo sarebbe disposto a rilevare il 100% del Livorno?

«Perché no? Abbiamo idee chiare, programma e progetti seri. Magari ci piacerebbe che rimanesse con noi anche il commendator Spinelli. Se ci onorasse della sua presenza, anche con una quota di minoranza, saremmo felice perché costituisce una parte molto importante della storia del club».

Il presidente di Lega Ghirelli è parso ‘comprensivo’ con il Livorno. Avete parlato con lui?

«Il dottor Heller (ex presidente del Trapani, ndr) si è confrontato con il presidente che ci ha dato la serenità giusta per mettere a posto il Livorno. Noi abbiamo programmi ambiziosi».

Intanto però fioccano i punti di penalizzazione…

«Lo sappiamo, ma quelli devono essere la nostra grande motivazione per andarci a riprendere questo campionato».