Caos Livorno, i piemontesi: «La fideiussione è pronta, la Lega comprenderà la situazione»

La sede di Cera Banca, in via Paride da Cerea a Cerea, dove stamani sono attesi i soci piemontesi

Casella e Aimo saranno a Cerea. «Tra noi e Navarra garanzie per un milione, il monte ingaggi è più che coperto»

LIVORNO. Ore 12.30 di oggi. In via Paride da Cerea, a Cerea, nel quartier generale di Banca Cerea, Umberto Casella e Silvio Aimo, accompagnati dal commercialista Pier Paolo Gherlone, sono attesi per la firma della famigerata fideiussione salva-Livorno.

Alle 17 poi il consiglio di amministrazione del piccolo istituto di credito veronese dovrà ratificare il via libera all’operazione.


La tempistica la fornisce al Tirreno proprio Gherlone quando l’orologio segna quasi le 20 di mercoledì sera: «Stando all’ultima comunicazione che ho avuto appena mezz’ora fa, i soci di maggioranza andranno a controfirmare la garanzia fideiussoria. Porteremo in dote 650mila euro, che sommati ai 350mila di Navarra garantiranno tutte le operazioni di mercato del Livorno», afferma il commercialista di Asti, collante del gruppo piemontese che detiene la maggioranza del Livorno Calcio.

Basteranno per evitare che sulla società amaranto cada la mannaia della Lega? «Dopo il Cda della banca, dovrebbe partire una comunicazione via posta elettronica certificata da Cerea alla Lega, che anticipi l’avvenuto deposito delle garanzie - spiega Gherlone -. I soci sono fiduciosi, e credo lo sia anche il presidente, che la Lega comprenderà la situazione in divenire che è in corso nella società amaranto, dovuta alla scadenza il 19 ottobre del diritto di opzione delle quote di Casella, e dunque per questo ci dia una tolleranza di tre giorni. Abbiamo anche un parere legale che ci fa ben sperare, ma certezze su questo aspetto non possiamo averne. Speriamo casomai che l’eventuale penalizzazione sia di un punto onnicomprensivo, non di un punto per ogni inadempimento».

«L’unica certezza - continua il commercialista - è che domani (oggi, ndr) io, Sicrea e Tkm (dunque Casella e Aimo, ndr) saremo in banca. Ho appena parlato con i soci e con la banca, siamo tutti d’accordo».

Dal Piemonte insomma fanno arrivare un messaggio di tranquillità dopo giorni di caos. «È vero che Sicrea ha deciso di cedere la sua partecipazione, ma l’impegno societario che ha preso intende mantenerlo fino a quando rimane titolare del 34% del Livorno: al di là delle polemiche, ognuno deve fare il suo dovere e così sarà. Casella e Aimo manterranno fede al loro dovere di soci, ci sarà anche il gruppo Carrano, a cui è stata promessa la vendita di quelle quote, se Navarra non dovesse esercitare l’opzione entro il 19. Speriamo che ci sia anche Ferretti, che per la verità non ho più sentito. Ieri (martedì, ndr) ho sentito anche Navarra, mi ha detto che ha la fideiussione pronta da 350mila euro. Il conto è presto fatto: il Livorno ha un monte ingaggi di 3 milioni e 270mila euro, dunque serve una fideiussione di 920mila euro, tra noi e Navarra siamo già a un milione, poi ci sono Spinelli e Ferretti. Ciò significa che la società è coperta. Poi starà al presidente decidere se depositare tutti i contratti oppure no, ne ha i pieni poteri».

Sui ritardi di questa operazione che da giorni sta devastando le speranze dei tifosi e logorando i rapporti tra i soci, il commercialista dà questa versione: «È il Cda di Banca Cerea a dover approvare la fideiussione e il suo Cda è convocato per questo giovedì, non si poteva fare altrimenti».

Vediamo cosa succederà oggi. Se le previsioni di Gherlone saranno confermate dai fatti, sarà risolto solo il primo capitolo della saga amaranto. Entro domani ci saranno da pagare altri contributi previdenziali. E il 19 si giocherà la partita delle partite: l’entrata del gruppo Carrano al 34% o l’acquisizione da parte di Navarra della maggioranza assoluta.