Cerea Banca domani ci ritenta... «Il progetto è una piccola Atalanta»

Luca Paolo Mastena E la trattativa di acquisto della societÀ 

LIVORNO

«Buongiorno. Allora le confermo quello che il commendator Aldo Spinelli ha già dichiarato: nel giorno stabilito, mercoledi (domani, ndr), a meno che non venga un terremoto, sarà tutto ratificato e dopo 21 anni di grande gestione, il Livorno cambierà proprietà».


Parole di Luca Paolo Mastena, presidente di Banca Cerea, l’istituto che ha concesso il finanziamento ai sei soci che starebbero per entrate (sempre condizionale d’obbligo, visti i precedenti degli ultimi mesi) nella società amaranto. Sono le 12,28 del primo giorno della settimana e Mastena è a Roma in altre faccende affaccendato «il mio mestiere non è certo il calcio», spiega. Poi attacca: «Boh, forse non tutti i club aventi diritto a disputare la serie B, potrebbero essere in regola. Ma non si creino tuttavia false illusioni. Chi arriva, sa che il campionato da programmare, sarà quello di Lega Pro». L’ipotesi del ripescaggio è impossibile.

Ci racconti un po’ quella che dovrebbe essere la fase del closing…

«Non c’è molto da raccontare in effetti. Posso solo dire che la pausa della scorsa settimana, è stata funzionale a quello che sta per accadere».

Spieghi meglio.

«Le parti sono perfettamente d’accordo su tutto. Sto organizzando nei minimi dettagli gli aspetti meramente finanziari della cordata che si sta per insediare al comando e, a brevissimo, l’operazione sarà conclusa. Il giorno, già fissato sta bene ai soci, così come a Spinelli. Vorrei aggiungere una cosa se mi è permesso».

Dica.

«Aldo Spinelli è stato di una disponibilità, di una gentilezza che definirei unica. E dico anche corretto ed intelligente».

Può dirci qualcosa di più di questa cordata? Capirà che le perplessità non mancano.

«Ogni cosa, a suo tempo. Presto saranno presentati. C’è un programma che dovrà essere spiegato e trovo corretto siano i protagonisti a raccontare chi sono e cosa vengono a fare a Livorno. Non spetta ad un banchiere dare certe anticipazioni. Il mio ruolo è un altro e credo si sia intuito».

Sanno, i sei soci, che la piazza è esigente e che c’è sete di riscatto dopo una stagione fallimentare a livello sportivo?

«Penso che quando sarà svelato lo staff tecnico, si capirà la filosofia di questo gruppo. Gente messa insieme da Cerea Banca, tutti soggetti operanti in settori che possono essere interconnessi tra di loro».

Qualcuno ha attività che potrebbero ricondurre ad un progetto per un nuovo stadio?

«Lo escludo. Guardate, che per fare calcio non c’è bisogno di imprenditori che vogliano rincorrere speculazioni edilizie. Lo stadio deve restare dov’è, la gente lo vuole li. Il progetto, semmai è un altro».

Quale?

«Di natura calcistico-sportiva. Far crescere i giovani, tirarli via dalla strada e fare un bel settore giovanile. Senza rincorrere i fasti dell’era Spinelli. Provare ad emularli, come sogno, è un conto. Pensare di arrivarci con facilità, un altro. Un modello Atalanta, per intenderci, sfornando giovani interessanti da portare in prima squadra. Aspettate un paio di giorni. Non resterete delusi». —