Dal cloro al sale, l’importante è allenarsi. E i big del nuoto ripartono dai Tre Ponti

Ciampi, Franceschi e Verani sono tornati a nuotare, a loro si unirà anche capitan Turrini: «Un’emozione dopo tre mesi senza acqua...» 

LIVORNO. Piscine chiuse? Nessun problema (per ora). A Livorno abbiamo la fortuna di avere il mare e così ieri mattina, intorno alle 11 e mezzo, gli atleti azzurri del Nuoto Livorno Sport Management - ai quali si aggregherà nei prossimi giorni il capitano Federico Turrini - hanno svolto il primo allenamento dopo la fine del lockdown, nello specchio d’acqua che bagna la spiaggia dei Tre Ponti. Agli ordini del capo allenatore labronico Stefano Franceschi - nonché tecnico federale responsabile della staffetta 4X200 Stile Libero maschile -, un trittico di assoluta qualità formato da Matteo Ciampi (bronzo europeo in carica di staffetta), Sara Franceschi (olimpionica a Rio 2016) e Dario Verani (medagliato in Coppa del Mondo di nuoto in Acque Libere), gasati al solo pensiero di rimettersi in marcia per la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo, spostate come gli Europei di Budapest all'estate 2021.

Nei loro occhi e nelle loro parole, a distanza di 54 giorni dall'ultimo allenamento, la felicità di ritrovare un elemento, seppur non ancora clorato ma salato, di vitale importanza: «Per noi il contatto con l’acqua è fondamentale - ha confessato Ciampi - in condizioni normali, la settimana tipo di un nuotatore professionista si articola in 10 allenamenti in piscina e 3 in palestra. Ieri, quando ho indossato la cuffia e occhialini, non mi sembrava vero. Adesso sarà importante ritrovare la sensibilità nelle bracciate e le giuste sensazioni, auspicando pure la riapertura delle piscine. Ne abbiamo bisogno noi - nuotatori di alto livello - ma anche per la cittadinanza si tratta di un servizio essenziale».


A fargli eco, Sara Franceschi: «Non vedevo l’ora di tuffarmi. Sale, cloro… dopo due mesi di astinenza, per iniziare nuovamente a girare le braccia e battere le gambe, andava bene tutto. Chiaro che poi, nel giro di qualche settimana, sarà necessario tornare a nuotare in quello che è il nostro vero habitat: la piscina. Vedremo se a Livorno, o da qualche altra parte».

In spiaggia, munito di mascherina, Stefano Franceschi passeggia monitorando i suoi ragazzi, mentre ogni giorno si interfaccia con i colleghi e membri dello staff tecnico azzurro: «La situazione a Livorno non è delle più rosee, gli impianti sono chiusi dall’11 marzo e le vasche sono state svuotate (come ha ammesso pure il sindaco Luca Salvetti ospite di una trasmissione sportiva livornese, ndr). La speranza è quella che a breve qualcosa si possa sbloccare, altrimenti si dovrà cercare una soluzione alternativa che potrebbe essere Piombino. Intanto, visto che ne abbiamo la possibilità, per qualche giorno nuoteremo in mare, continuando a lavorare ogni giorno anche sulla parte atletica. Riguardo gli impianti comunali, in futuro per tornare alla normalità servirà senza dubbio un contributo di governo, regione o comune. Altrimenti i gestori, di Livorno e di tutta Italia, si troveranno in grande difficoltà». —