Passano presidenti e giocatori, ma resta la maglia amaranto. Miki ne ha 350...

Garzelli e la sua collezione dedicata al Livorno da Protti a Lucarelli: «Il mio modo di conservare e tramandare la nostra storia»

LIVORNO. «Da bimbo giocavo spesso a pallone con gli amici e ho sempre avuto la passione per il Livorno. Prima di una gabbionata pensai che non avevo neanche una maglia amaranto e così decisi di andarla a comprare per usarla in partita. Andai dai Baldi, lo storico negozio in largo Duomo e presi quella dell'Asics con scritto “supporters” sulle spalle».

Inizia così, nel 2004, la storia di Miki Garzelli, ragazzo livornese figlio e nipote di tifosi amaranto doc. Nel suo armadio possiede oltre 350 maglie ufficiali del Livorno, dagli anni '70 fino ai giorni nostri, passando per quelle delle promozioni con Protti e Lucarelli fino alla “25” di Piermario Morosini.


«In quello store scoccò la scintilla. Sono sempre andato allo stadio, fin da bambino ho avuto l'abbonamento e in collo a babbo e a nonno ne ho viste di tutti i colori. Dalle delusioni più cocenti alle gioie indescrivibili come le promozioni. Ed è proprio nei vari anni delle promozioni che ho iniziato a maturare il desiderio di avere le maglie di quelle stagion».

E così è nata la raccolta, un po' per gioco e un po' per sfida personale. «Quando prendevo una maglia, ne volevo subito un'altra e poi un'altra ancora. Fino all'ultima serie A conquistata con Davide Nicola, comunque, non avevo una vera e propria collezione, ma solo una raccolta molto numerosa. Dal 2013/14, invece, ho cercato di fare le cose più seriamente, raccogliendo le maglie di tutti gli anni e dei vari colori. Portieri compresi».

Un'impresa tutt'altro che facile per Miki che da semplice appassionato si è trasformato in uno scrupolosissimo collezionista. «Ho fatto tutto da solo, ma per riconoscere le varie differenze, le sfaccettature e per stare lontano dalle fregature, mi ha aiutato Ivano Falchini».

Il difficile è stato andare a ritroso. «La maglia più preziosa che ho è quella della stagione 1987/88. Il 26 agosto il Livorno, fresco vincitore della Coppa Italia di serie C, giocò al Picchi contro il Napoli di Maradona. Io ho la maglia di quella serata storica, con tanto di coccarda della Coppa stampata sul petto». Un'altra s “chicca” è la maglia della Lodge con la L tra le ondine. «È' una delle mie preferite, ma ce l'ho solo bianca, non amaranto. Purtroppo Livorno non è una città di collezionisti e molte cose magari non si conoscono neanche. Perciò tante maglie del passato non si trovano o sono state buttate via perché non veniva dato loro valore. È molto più facile, invece, reperire maglie e cimeli dalla seconda metà degli anni '90 in poi».

Le maglie degli anni d'oro, insomma. «Di Protti e Lucarelli – continua Miki – ce le ho di tutti gli anni. E per ogni anno ho tutti i vari colori della prima, della seconda e della terza maglia. Durante gli anni, per via di questa collezione, ho conosciuto vari giocatori, dirigenti e addetti ai lavori. Ho anche contribuito a varie esposizioni. Perciò adesso non mi è difficile recuperare le maglie attuali. Molto più complicato reperire quelle di quando ero piccolo o non ero nemmeno nato».

Una particolare sezione a cui Miki tiene molto è quella della Coppa Uefa. «Di quell'anno ce le ho tutte. Le maglie del Livorno con la toppa della Uefa valgono tantissimo perché sono oggetti rari. Io ne ho una di ogni colore e ho anche le 3 usate da Amelia che ovviamente erano diverse rispetto a quelle dei giocatori di movimento. E poi tengo molto a una maglia di Morosini: un ragazzo di Bergamo mi ha dato la sua maglia numero 25 originale».

Vantaggiato, Luci, Bonaldi, Marras, Diamanti, Danilevicius e chi più ne ha più ne metta. Nell'armadio di Miki c'è un pezzo di storia amaranto. «Il valore? Non l'ho mai calcolato. Sicuramente ci ho speso tanto, ma non mi sono mai messo a catalogare il tutto. Mi ci vorrebbe troppo tempo e non saprei nemmeno con quali criteri farlo. Anche perché oltre alle maglie colleziono un po' di tutto, sono un vero maniaco della storia amaranto. Ho biglietti vecchi, gagliardetti, palloni, l'erba dei campi delle promozioni e pezzi di rete di porta. Tutto, ovviamente, originale. Ho anche una pagina Facebook (Collezione Cuore Amaranto, ndr) dove sono presenti tutti i vari cimeli. È il mio personale modo per conservare e tramandare nel tempo la storia ultracentennale della squadra del mio cuore».