Mazzoni in procura, la carta della difesa è la contaminazione

Il portiere trovato positivo  dopo la gara contro il Lecce sarà ascoltato dalla Procura A decidere sulla squalifica   il tribunale antidoping



Questa mattina Luca Mazzoni – che proprio oggi compie 35 anni – varcherà le porte del Foro Italico presentandosi all’Ufficio della Procura Antidoping guidata da Tammaro Maiello e il suo vice Mario Vigna per essere interrogato dopo essere stato trovato positivo al doping. Sarà accompagnato dal suo legale Antonio De Rensis e dal consulente di parte Francesco Maria Avato, il professore ferrarese fra i massimi esperti italiani di medicina legale e che il 20 marzo scorso presenziò alle operazioni delle contro-analisi per verificare che tutto procedesse secondo i normali protocolli. Riserbo stretto su quella che potrà essere la strategia difensiva e tutto quanto sarà ribattuto colpo su colpo, alle accuse.


Ma da alcune indiscrezioni è verosimile che gli avvocati del portiere amaranto sostengano la tesi della contaminazione per spiegare la presenza di Benzoil-ecgonina(un metabolita della cocaina) nelle urine del giocatore. Un termine volgare per definire quella che più tecnicamente è chiamata una assunzione indiretta.

I valori rilevati nel campione prelevato il 17 febbraio a Lecce, dal quale si sono fatte le analisi antidoping e, successivamente nella provetta numero 2 usata per le contro-analisi, ancora non si conoscono e saranno comunicati alla parte interessata proprio oggi. Resta una certezza. Quella che, non essendo rintracciata direttamente la sostanza, ma solo un suo metabolita, le percentuali in oggetto sarebbero davvero basse. Tanto, da poter anche immaginare inconsapevolezza.

Cosa accadrà in questa istruttoria lo sapremo solo in serata. Così come è sicuro che ciò di cui si parlerà stamani, è solo il primo round di una vicenda in cui ufficialmente, è entrata in gioco la giustizia sportiva. Niente sentenze per ora. Solo domande da parte dei procuratori che, quasi sicuramente, nel giro di alcuni giorni, faranno partire il deferimento nei confronti di Mazzoni, secondo una prassi consolidata in questi casi.

A quel punto, l’atleta incolpato, avrà a sua disposizione un termine entro il quale poter presentare delle memorie difensive che saranno poi esaminate dal Tribunale Nazionale Antidoping che si riunirà non prima di due o tre mesi. In quella sede, da un lato siederanno oltre a Mazzoni, il suo legale ed il perito, e dall’altra parte, a dar battaglia, troveremo la procura nel ruolo di pubblica accusa, i giudici prenderanno la decisione definitiva.

A cui lo stesso giocatore potrà fare appello fino al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. —





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