In cima all’Everest per vincere la sfida con la vita

Andrea Lanfri, vuole essere il primo uomo al mondo con amputazioni sia agli arti inferiori che a quelli superiori a mettere i suoi piedi artificiali, plasmati da esperte mani artigiane all’ortopedia Michelotti di Lucca e finanziati dalla onlus Art4sport di Bebe Vio, a conquistare gli 8.848 metri sul livello del mare

Vuole entrare nei libri di storia. Passando direttamente dal punto più alto della Terra, la vetta dell’Everest. Vuole essere il primo uomo al mondo con amputazioni sia agli arti inferiori che a quelli superiori a mettere i suoi piedi artificiali, plasmati da esperte mani artigiane all’ortopedia Michelotti di Lucca e finanziati dalla onlus Art4sport di Bebe Vio, a conquistare gli 8.848 metri sul livello del mare. Riuscire nell’impresa leggendaria sarà tutt’altro che facile.

Ma Andrea Lanfri, 32 anni vissuti a Pieve di Compito, in provincia di Lucca, ha già dimostrato a quella meningite fulminante che si è portata via gambe e sette dita delle mani, quasi quattro anni fa, che la sfida con la vita l’ha vinta lui. Ora, dopo aver pubblicato proprio pochi giorni fa la sua autobiografia, «Voglio correre più veloce della meningite», Lanfri si sta preparando per una tappa intermedia verso il traguardo impossibile. «Il 2 gennaio partirò per l’Ecuador, l’obiettivo è quello di arrivare in cima al vulcano Chimborazo, quota 6310 metri – spiega il campione paralimpico lucchese, che dopo la malattia si è dedicato anima e corpo ad atletica, arrampicata e alpinismo –. In questi giorni, oltre agli allenamenti di atletica, sto proseguendo nella preparazione specifica che, dopo avergli permesso di innalzarsi fin sulla vetta di cima grande di Lavaredo e prima ancora sul Monte Rosa, lo accompagnerà anche in Sud America». Tutto grazie a One Project, sigla sta per “oxygenated natural emotion project”.

Una preparazione fisica massacrante che permette di accelerare i tempi di acclimatazione e contrastare il mal di montagna. «Durante ognuna delle salite sono monitorato da un’equipe composta da alcuni medici che controllano i valori attraverso esami strumentali come frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno». Spiega Lanfri che sta abituando sempre più cuore e polmoni a stare in quasi totale assenza di ossigeno. Con apnee che già sfiorano i due minuti. «Il 12 gennaio in Ecuador inizierà l’ascesa e queste tecniche mi aiuteranno molto – racconta ancora il campione di Lucca –. Sarà un test importante, con un protocollo di salita di 200 metri orari. Tutto finalizzato a preparare la conquista dell’Everest».

Come detto l’atleta lucchese punta a essere, tra il maggio e il giugno 2019, il primo amputato a entrambe le gambe e alle mani a compiere un’impresa del genere. «Per riuscirci, però, non basta solo la preparazione fisica – precisa Lanfri –. L’aspetto tecnico e meccanico è fondamentale. Per questo, grazie al sostegno economico della Art4Sport di Bebe Vio, l’ortopedia Michelotti di Lucca, che mi segue fin dalla mio ritorno a casa dopo la meningite, avrò delle protesi speciali per arrivare sul tetto del mondo». Merito di un moderno Geppetto, come lo definisce lo stesso Lanfri. Quel Paolo Denti che ha costruito da zero le “gambe” da alpinismo uniche al mondo, con pezzi arrivati direttamente dagli Stati Uniti.

«Le protesi sono costruite per abbinare resistenza e leggerezza, quindi mescolando fibre di basalto e carbonio annegate sottovuoto in resina acrilica – spiega il tecnico dell’ortopedia Michelotti –. Devono resistere sia all’impatto prolungato con il terreno, sia alle bassissime temperature che toccano anche i 40 gradi sottozero. Altra parte fondamentale sono i piedi protesici, fatti in titanio e carbonio e in grado, ciascuno, di sopportare 166 chili. Aspetto fondamentale perché con solo tre dita Andrea può scaricare il 95% del peso proprio sui piedi». Un’avventura per la quale, però, manca ancora qualcosa.

«Ho trovato partner e sponsor per coprire buona parte delle spese, ma in questi giorni ho pubblicato sul portale Oso – Fondazione Vodafone un crowfunding al link https: //progetti. ognisportoltre. it/projects/353-everest-2019 per raccogliere le ultime risorse per l’Everest 2019. Spero ti trovare il sostegno di chi vuole condividere con me questo sogno».