Liceo sportivo, stop alla fuga dei cervelli e... dei muscoli

Presentato il percorso di studi all’Enriques con professori e tecnici. «È un nostro dovere coltivare talenti e permettere loro di far carriera e studiare»



. Dopo la fuga dei cervelli, la fuga dei muscoli. È quella che si propone di arginare il Liceo Sportivo Enriques, indirizzo giunto al sesto anno e apripista a livello provinciale.


La dirigente scolastica professoressa Manuela Mariani ha ben presente cosa voglia dire proporre un valido indirizzo di studi che coniughi scuola e sport, in una realtà nazionale dove tanti giovani atleti sono costretti a emigrare all’estero per fare carriera: «Sono circa 300 i ragazzi che ogni anno si recano negli Usa per inseguire i loro sogni sportivi. É nostro dovere coltivare i nostri talenti permettendogli di fare carriera nelle discipline sportive senza dimenticare gli studi. Negli ultimi due anni al nostro Liceo abbiamo registrato un incremento di iscrizioni, da ottocento a milleduecentocinquanta, merito anche di questo indirizzo. Ringrazio gli studenti e i professori per tutti gli sforzi fatti in questa direzione, così come le istituzioni, il Comune e la Provincia, cui chiedo un ulteriore sforzo: quello di sovvenzionare il trasporto degli studenti verso le palestre e i palazzetti che è a carico della Scuola e che è un impegno parecchio oneroso».

140.000 euro, è questa la cifra stanziata dalla Provincia per portare da scuola alle strutture sportive gli studenti dei tredici istituti presenti sul territorio. Sono una quindicina le discipline sportive seguire nell’indirizzo sportivo, cui si aggiungerà quella della lotta, che dal 2020 sarà anche disciplina olimpica. «Sei anni fa abbiamo iniziato un percorso difficile – spiega il delegato provinciale Coni Gianni Giannone – lo sport ha bisogno di motivazione e di gioventù ed è un volano importante per l’economia. Gli Europei di atletica a Grosseto in tre giorni hanno portato un indotto di otto milioni di euro. C’è bisogno di innovazione e formazione, lo si vede leggendo i giornali su quanto avvenuto prt la partita di basket della nazionale a Livorno: non c’è stata la massima attenzione, ma un’improvvisazione che il mondo dello sport non si può permettere». —