Il vicepresidente Romano: «Vado da Spinelli, pronto a fare la mia parte»

Livorno, parla l'imprenditore che ha preso il 28% della società: «Dal prossimo anno sarò più attivo»

LIVORNO. «Livorno è una piazza bellissima, piena di entusiasmo. Purtroppo è scesa troppo in basso per le capacità e potenzialità sportive che ha. Per questo ho scelto di venire». Si è presentato così ai tifosi e agli sponsor, Marco Arturo Romano, il vicepresidente del Livorno. Dopo 18 anni in cui Aldo Spinelli ha detenuto la totalità delle quote della società, a novembre l'imprenditore romano a capo della Tecnologia & Sicurezza Spa ne ha acquistato il 28 per cento. «Per me venire qui è stata una scelta a medio e lungo termine. La società ha deciso di partire con un progetto serio e io sono felice di farne parte».

Come è nata la trattativa?

«Ad agosto ho avuto i primi contatti con il presidente. Dopo un po' di trattative, abbiamo formalizzato il tutto ad ottobre e sono entrato in società».

Lei e Spinelli vi conoscevate già?
«No, non ci eravamo mai visti, ma già dalla prima volta mi ha fatto un'ottima impressione. È un uomo solido, che bada alla sostanza e sa quello che fa».

Quando è l'ultima volta che vi siete sentiti?
«Ci siamo mandati dei messaggi al cellulare la scorsa settimana e tra qualche giorno salirò a Genova per fare il punto della situazione».

Siete in sintonia?
«Certamente. Comunque io sono entrato in società in punta di piedi, perciò non voglio entrare troppo nelle questioni tecniche. Preferisco stare un anno alla finestra».

Poi? Ha intenzione di acquisire maggiori quote rispetto al 28 per cento?
«Vedremo. Dipende da tanti fattori che non dipendono solo da me...»

Cosa ne pensa il presidente Spinelli del suo lavoro?
«Si è reso conto che c'è stato un salto di qualità dal punto di vista societario. Dobbiamo continuare così, investendo per far crescere la squadra e cercando imprenditori che possano unirsi a noi per darci una mano».

E questo salto di qualità ha avuto effetto anche sul campo...
«Sì, infatti il presidente è entusiasta. Diciamo che in serie B starebbe meglio, perché lì è tutta un'altra cosa. È più affascinante e cambierebbe lo scenario anche per tutti noi».

Per questo motivo, al momento, l'obiettivo principale è quello di centrare la promozione.
«Esatto. Prima di fare chissà quali progetti, dobbiamo ragionare sempre a medio termine. Vogliamo riuscire a salire subito in B e sono sicuro che ce la faremo».

Com'è il suo bilancio personale in questi primi 4 mesi?
«Dal punto di vista sportivo dobbiamo ancora migliorare tanto. Le potenzialità ci sono, siamo primi e la squadra è forte. Ma ultimamente c'è stato un cedimento, perciò significa che bisogna lavorare di più per vincere il campionato».

E dal punto di vista imprenditoriale?
«È ancora presto per dirlo. A breve apriremo una sede di Tecnologia & Sicurezza anche a Livorno. Io ho iniziato da Cassino, avevo un ufficio in affitto e la mia azienda è diventata leader nel suo settore, con 125 filiali in tutta Italia. Significa che con lavoro, impegno e professionalità si può diventare grandi anche partendo dal basso».

Tra l'altro lei ha già avuto altre esperienze nel mondo del calcio. Giusto?
«Sì. Sono stato sponsor del Frosinone nell'anno della serie A e sono sponsor della Lazio. Conosco molto bene anche il presidente Claudio Lotito. Mi piace il calcio, lo seguo e ci sono dentro da anni. Credo di conoscere bene questo settore».

Cosa ne pensa della questione stadio?
«È da ristrutturare, bisogna metterci le mani il prima possibile. Ma dipende da tanti fattori, dal Comune, dalla fattibilità del progetto e dall’ investimento da fare. È qualcosa che prima o poi andrà visto. Ma so che la società sta lavorando bene anche per il centro sportivo che potrebbe nascere al Calambrone».

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