Livorno retrocesso in Lega Pro: la squadra sotto assedio nella notte

I disordini a fine partita (foto Marzi / Pentafoto)

I giocatori hanno potuto uscire solo dopo l’una. Eppure tutto era iniziato in modo indimenticabile: record di spettatori

LIVORNO. Fischi alla squadra, cori contro Pinsoglio e attacchi a Spinelli dopo il fischio finale, il fischio della retrocessione. Poi la contestazione fuori dallo stadio, blindato dalle forze dell'ordine e dagli steward, con i giocatori bloccati nello spogliatoio (e, fuori, un paio di contusi).

No, non poteva finire peggio di così. E nel mirino sono finiti soprattutto il presidente, primo colpevole di questa retrocessione, e il portiere, uno scandalo tra i pali. A proposito di Pinsoglio, quello che fa arrabbiare in modo incredibile è il suo atteggiamento: alla fine della partita, ha discusso con Luci (si erano beccati già nel corso del match) e poi è scappato negli spogliatoi, unico a non presentarsi sotto la curva Nord. E infatti nei cori dei tifosi – fuori dallo stadio, al di là della cancellata con i fumogeni – c'era anche e soprattutto il suo nome.

Cori partiti con i giocatori chiusi dentro, alcuni nello spogliatoio e altri nella hall, sulle scale che portano agli uffici e alla tribuna centrale. Tutti compreso Pinsoglio, uscito con la testa bassa e ignorato dagli altri giocatori: l'unico abbraccio è arrivato da Valoti, poi il portiere si è appoggiato sul pullman con il telefono in mano e gli insulti nella testa.

L'ATTESA. Eppure era iniziata così: «Basta, non ce la faccio. Troppa ansia, mi avvio allo stadio...». Impossibile, ieri pomeriggio, non aver ricevuto un messaggio del genere o non aver visto un post simile su Facebook. La tensione si percepiva in ogni angolo della città già in mattinata, figuriamoci con il passare delle ore...
E tanti tifosi si sono presentati allo stadio con due ore di anticipo, troppa l'ansia per restare ancora a casa o fermarsi sul lungomare per un aperitivo. Così fuori dalla curva Nord e dalla gradinata, entrambe sold out in settimana, si sono create file che non si vedevano da anni. Immagini bellissime, immagini che ci hanno riportato indietro di tanto tempo. E anche gli spalti, colorati d'amaranto, hanno creato un colpo d'occhio eccezionale. Tutto inutile, certamente non per colpa dei tifosi. Anzi...

LA DELUSIONE. All'Armando Picchi, in totale, c'erano oltre 10mila persone. Rispettate le previsioni della vigilia, una prevendita partita con il botto e continuata su ritmi altissimi, tra settori esauriti e grande entusiasmo in città. Così è stato superato il record stagionale di spettatori, che era inchiodato alla quinta giornata di andata, alla beffa con lo Spezia.

Bellissimo lo stadio tutto amaranto, ma bellissimo soprattutto un pezzetto della tribuna centrale: nel giro di 2-3 metri, uno accanto all'altro, c'erano Igor Protti, Osvaldo Jaconi, Cristiano Lucarelli, Ennio Bonaldi e Roberto Tancredi. E intorno a loro anche altri pezzi della storia amaranto, da Alessandro Doga a David Balleri. Spettacolare l'accoglienza riservata al Vodz, proprio colui che ci aveva portato via dall'inferno in cui siamo appena tornati: prima del match, infatti, Jaconi è andato nella tribunetta vip (era ancora vuota) e ha ricevuto un lunghissimo applauso da tutto lo stadio.

Emozioni, pelle d'oca, brividi. Poi spazio alla partita più attesa degli ultimi anni. Finita con una delusione incredibile, nonostante la colonna sonora che ha accompagnato gli amaranto per tutto il match. Alla fine è scoppiata la rabbia dei tifosi, che hanno aspettato la squadra fuori dallo stadio fino all’una. Tutto inutile, perchè i giocatori sono rimasti dentro. E hanno lasciato lo stadio alle 1.10, ma sicuramente gli ultrà si faranno sentire (e vedere...) nelle prossime ore.