Dramma nella notte sulla Fi-Pi-Li: muore a 35 anni nell'auto contromano per 27 chilometri, gravi quattro ventenni - Foto

Lo spaventoso scontro e nel riquadro la vittima, Jacopo Varriale

Collesalvetti: l'incidente è avvenuto vicino all'interporto. Tre ambulanze della Svs e una della Misericordia per i soccorsi. La vittima si chiama Jacopo Varriale e lascia un figlio di un anno

COLLESALVETTI. Ha viaggiato per 27 chilometri contromano lungo la Firenze-Pisa-Livorno. Dall’uscita di Montopoli, imboccando nel senso opposto pure l’enorme rotatoria, fino a 700 metri prima dell’entrata dell’Interporto est. Dieci minuti di panico, in cui ha incrociato auto e camion. Morendo a 35 anni nello schianto contro un’auto con a bordo quattro ragazzi che rientravano a casa dalla discoteca. È un dramma che fatica a trovare spiegazioni quello avvenuto alle 3.40 di ieri, con il trentacinquenne Jacopo Varriale (nato a San Miniato, in provincia di Pisa, ma residente a Santa Maria a Monte) che ha perso la vita sul colpo, incastrato fra le lamiere della sua Renault Captur nera che hanno letteralmente inghiottito la parte anteriore del crossover. Era sposato e lascia un bambino di un anno. Su ciò che resta del mezzo, anche il seggiolino di suo figlio.
 
 
LA RICOSTRUZIONE
 
Il giovane – secondo quanto ricostruito dalla polizia stradale – poco prima della tragedia era a cena con degli amici nella zona del Cuoio, poi non si sa ancora per quale motivo ha imboccato la Fi-Pi-Li nel senso opposto seminando dieci minuti di terrore lungo l’arteria. Numerose, nonostante la tarda ora, le chiamate al 112, con la polizia stradale di Livorno che si è immediatamente attivata insieme ai colleghi pisani per cercare di fermare il Suv impazzito. Senza riuscirci, purtroppo, visto che il trentacinquenne dopo dieci minuti dalla prima telefonata si è scontrato frontalmente con il suv Volkswagen T-Cross bianco guidato da un ventunenne della provincia di Pisa con a bordo tre coetanei.
 
I mezzi distrutti
 
IL TENTATIVO DI FERMARLO
 
La stradale si è attivata all’istante per cercare di fermare l’auto impazzita. Ma il tempo utile è stato veramente poco: la velocità di Varriale – calcolando l’ora della prima chiamata che informava di un’auto contromano e l’ultima che invece annunciava dell’incidente mortale – sarebbe stata decisamente elevata, forse addirittura attorno ai 160 chilometri orari (quasi il doppio rispetto al limite massimo consentito). Dieci, all’incirca, i minuti che avrebbe impiegato per percorrere la tratta Montopoli-Interporto est, anche se per adesso le poche informazioni a disposizione si basano sulle testimonianze di chi ha telefonato alla polizia e delle immagini delle telecamere visionate dai tecnici dell’Avr, il global service che gestisce l’infrastruttura di concerto con la Città metropolitana di Firenze. La stradale, purtroppo, in quel momento non aveva un’auto di pattuglia lungo il percorso – e sarebbe stato anche improbabile, per altro – quindi gli agenti si sono dovuti muovere “a valle” del percorso per poi cercare di fermare la Renault lungo il tragitto. Non ce n’è stato il tempo, purtroppo, perché poi al chilometro progressivo 71,3 – 700 metri prima dell’ingresso dell’interporto – si è verificato l’incidente.
 
I soccorsi di vigili del fuoco e sanitari
 
I SOCCORSI
I soccorsi sono stati immediati. A Guasticce sono intervenute tre ambulanze della Svs (una con il medico del 118 e due con i soli volontari, la prima delle quali partita dalla sede di Ardenza) e una della Misericordia di via Verdi. I soccorritori, dopo aver purtroppo tentato invano di rianimare Varriale, con l’aiuto dei vigili del fuoco che hanno aperto un varco nel Volkswagen T-Cross per metà appoggiato ai blocchi di cemento che delimitano le due corsie di marcie sono riusciti a tirare fuori vivi i ragazzi, sempre rimasti coscienti nonostante le fratture ed estremamente collaborativi con i volontari delle due associazioni. Hanno fatto loro i complimenti, sentendosi sempre sicuri del loro operato, dopodiché sono stati portati all’ospedale di Livorno (due di loro) e di Cisanello (gli altri). Rimangono ricoverati in condizioni gravi, ma per fortuna non sono in pericolo di vita. Mentre Varriale, purtroppo, non c’è più: il pubblico ministero Niccolò Volpe, il titolare dell’inchiesta delegata alla polizia stradale, ha già disposto che la salma del trentaseienne venga restituita alla famiglia.
 
I soccorsi
 
IL RICORDO DEGLI AMICI
"Abbiamo appreso questa mattina della tragica scomparsa del nostro caro Jacopo Varriale. Un ragazzo determinato, mite e di grande talento che in poco tempo è diventato una colonna portante del gruppo Master.
La sua scomparsa ci lascia un grande dolore ed un senso di vuoto e di impotenza rispetto ad un destino, che ci appare estremamente ingiusto", a scriverlo la "Dimensione Nuoto" di Pontedera in un messaggio di cordoglio su Facebook per il giovane padre scomparso.