Gonnelli si riprende la Dark Kitchen: «Voglio riaprirla in due settimane»

Al centro l'imprenditore Simone Gonnelli

Livorno, il tribunale annulla il sequestro della "cucina da asporto" di via Cairoli che ora torna in possesso della Mother srl

LIVORNO. Simone Gonnelli torna al comando della Dark Kitchen Italia. Il tribunale civile di Firenze ha revocato il sequestro della “cucina d’asporto” di via Cairoli, riassegnandola di fatto alla società Dark Kitchen Italia.com, l’azienda controllata dalla “Mother srls” dell’imprenditore livornese a capo di Calafuria (socio al 9%), da Melissa Luciani (42%), Leonardo Marradini (20%) e Michele Bardi (29% delle quote). All’inizio di aprile il giudice aveva disposto il sequestro del ristorante nominando gli ex soci di Gonnelli – Lorenzo Moschella e Simone Veroni, che nell’azienda originaria la partecipavano al 40%, con Gonnelli al 60% – come custodi giudiziari. Una richiesta, quella dei due giovani, presentata con l’avvocata Antonella Cittadino dopo una serie di incomprensioni di gestione e denunce incrociate, oltre alla cessione del ramo d’azienda dalla Dark Kitchen Italia (di cui facevano parte tutti insieme) alla Dark Kitchen Italia.com che invece aveva un differente assetto societario (quello con la Mother di Gonnelli, Luciani, Marradini e Bardi).

LE MOTIVAZIONI


«La posizione adottata dal liquidatore per conto della società – si legge nel dispositivo depositato ieri – appare irriducibilmente ancipite nel ritenere da un lato non convincente la tesi della manovra di sottrazione del ramo d’azienda perpetrata dalla società Mother srls, come prospettata nel ricorso iniziale proposto dagli ex amministratori per conto della Dark Kitchen Italia, ma nell’affermare dall’altro la necessità di assicurare a sé la custodia, sostituendo all’uopo i precedentemente nominati Veroni e Moschella». Il tribunale, dopo l’udienza che si è tenuta lo scorso 26 aprile, ha disposto il totale pagamento del procedimento a carico di Veroni e Moschella per 3.645 euro, oltre al 15% di spese generali, Iva e Cassa di previdenza avvocati.

«RICHIESTA DANNI»

Gonnelli dovrà fare ora istanza per rientrare in possesso della struttura, «che da allora è chiusa e in abbandono – spiega l’imprenditore al Tirreno – con gravi danni di immagine e reputazionale. Oltre alla merce deperibile andata in fumo, ci sono i dipendenti messi in ferie, affitti e utenze non pagate. L’attività è rimasta bloccata per un mese e mezzo e sicuramente, appena mi renderò conto dell’ammontare del danno, chiederò conto a queste persone di farsene carico».

«PRESTO LA RIAPERTURA»

L’inaugurazione durante il Covid e oltre dieci persone al lavoro. L’obiettivo di Gonnelli ora è riaprire al più presto: «La speranza è di farlo entro due settimane – prosegue – ma prima devo appunto capire lo stato dei luoghi. Non ho più neanche le chiavi, perché sono state sostituite, quindi anche solo per rientrare dentro dovrò farmele riconsegnare. Sono soddisfatto della pronuncia del giudice, che evidentemente ha compreso come il sequestro non fosse legittimo. Ora l’obiettivo è tornare alla normalità, visto che l’azienda andava bene».