Il polo dei farmaci all’interporto sarà il più grande in tutta Europa

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, e il sindaco di Livorno, Luca Salvetti. Il progetto del maxi-polo

Si sblocca l’impasse, ecco l’identikit del progetto-novità. Neri: un passaggio che può aiutare la reindustrializzazione

GUASTICCE. La metafora della partita di pallacanestro è il filo rosso della presentazione del nuovo maxi-polo “intelligente” che le industrie farmaceutiche toscane realizzeranno all’interporto di Guasticce: si sblocca l’impasse e ora – che si tratti di luglio o più prudentemente della «seconda metà dell’anno» – i lavori possono partire davvero nell’angolo nord est della grande piana che corre a lato della superstrada Fi-Pi-Li.

Luciano Guerrieri, presidente dell’Authority, è stato da ragazzo un buon giocatore di basket (e il figlio Giacomo anche di più) e per dar conto del momento parla di «un gran tiro da tre punti, dopo un’azione costruita al meglio». L’idea gliela dà Piero Neri, presidente di Confindustria: «Il sindaco Luca Salvetti invita le imprese al protagonismo, è una palla da prendere e portare a canestro».


LA METAFORA DEL BASKET

Ma – aggiunge l’assessore regionale Leonardo Marras – ce l’abbiamo fatta «sul filo dei 24 secondi», per dire che il possesso palla ha rischiato di andare un po’ troppo per le lunghe («anzi, più che giocare sul parquet sembrava di fare una corsa a ostacoli»). Nel basket però è vietato giocare isolandosi, ricorda Giuseppe Seghi Recli, il numero uno di Toscana Pharma Valley: «Dietro quel tiro c’è tutto un gran gioco di squadra». Figurarsi uno come Corrado Bonadeo, al lavoro nella “squadra” di BCube, che arriva dalla zona di Tortona e Casale, la nuova Basket City. Comunque, a cominciare da Rocco Guido Nastasi, presidente dell’interporto, tutti d’accordo nel dare a Paolo Tedeschi, capo di gabinetto del governatore Eugenio Giani, il merito della svolta: inutile dire che è stato promosso “coach” sul campo…

La localizzazione all’interno dell’infrastruttura interportuale è ovviamente legata alla vicinanza del porto di Livorno. Ma anche dell’aeroporto di Pisa: il 17% dell’export farmaceutico viaggia via aereo e, come spiega Alessandro Viano, vicepresidente di Dhl Italia, «con Lufthansa puntiamo a collegamento diretto con Francoforte perché da lì si raggiunge ogni angolo del mondo». Per il sindaco colligiano Adelio Antolini Pisa non è solo quello: «Significa anche università, cioè ricerca e formazione: dunque il capitale umano che mette in moto tutto questo».

Ma il vantaggio competitivo più rilevante sarà la “Zls”: dal punto di vista degli snellimenti burocratici e degli incentivi così come delle potenzialità di promozione. Lo ripetono, dal lato degli amministratori pubblici, sia Marras che Guerrieri. È però soprattutto Bonadeo, dal versante degli imprenditori, a rimarcarne la rilevanza concreta. L’inserimento in questa mappa delle agevolazioni è stata rafforzata nelle scorse settimane dall’allargamento delle maglie degli incentivi cosiddetti “107 3c” dal comma della normativa: la Regione sottolinea il proprio impegno per riuscire a «creare corridoi doganali che aiuteranno gli scambi commerciali grazie a vantaggi amministrativi e fiscali». A che punto siamo? «A un passo dall’ultimo timbro da parte del governo», dice il presidente dell’Authority.

L'AMBIZIONE

Né Giani né gli operatori nascondono l’ambizione di realizzare «una delle più grandi piattaforme uniche di stoccaggio e di distribuzione d’Europa integralmente dedicate alle scienze della vita». Ha dimensioni tali da accogliere 65mila pallet nel primo lotto e quasi il doppio, una volta completato: ma sono 600mila i pallet che si stima di poter movimentare nell’arco dei dodici mesi. Obiettivo economico: il progetto dovrebbe generare un volume di affari nell’ordine dei 40 milioni all’anno.

Accadrà in due fasi, come detto: intanto, la prima metà riguarda 30mila metri quadrati coperti che poi raddoppieranno. È compresa «anche una piccola officina farmaceutica per piccole lavorazioni secondarie».

Per il sindaco Luca Salvetti gli esempi virtuosi di imprese che siano “campioni” nel loro campo consente al territorio di poter mettere in vetrina «queste realtà nel marketing territoriale per attrarre nuovi investitori».

GIA' DA ANNI

Il progetto aveva mandato i primi vagiti alla metà del decennio scorso, poi – lo spiega bene Fabrizio Landi, anima di Toscana Life Sciences, ente no-profit per supportare ricerca e start-up innovative nelle scienze della vita – c’era stato da inventarsi uno strumento giuridico per regolare l’idea di quest’alleanza: non era semplice, visto che alla fine si tratta pur sempre di gruppi pure in concorrenza fra loro.

Ecco che, nell’era delle “lenzuolate” di Bersani, salta fuori la possibilità delle “reti d’impresa” che regola i rapporti fra soggetti che restano giuridicamente distinti ma alleati. Quest’esperienza fa da battistrada nel campo delle scienze della vita: con la difficoltà che la pluralità di operatori riguarda sia la produzione che gli operatori logistici della distribuzione: Alessandro Manzo (Kpmg) mette l’accento sul ruolo che ha una sorta di “app” per creare trasparenza e diffusione orizzontale delle informazioni.

La “rete d’impresa” è «il meccanismo aggregativo più idoneo anche per concludere accordi con le amministrazioni statali e regionali per veicolare incentivi e sostegni», dice il leader confindustriale Neri. Occhi puntati sulla «reindustrializzazione della costa toscana»: il polo farmaceutico ne è «un capitolo fondante». E aggiunge:«Siamo convinti che la manifattura e l’industria logistica debbano convergere in strategie unitarie ed in progetti comuni verso il decisore pubblico (europeo e nazionale, regionale e locale) per accrescere la capacità competitiva del nostro sistema produttivo».


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