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Nella corte dei sapori tra hamburger, poke e ramen: così Borgo Burger si allarga e cerca personale

Gli operai di Biemme Service al lavoro

Livorno, si inaugura la prima “food court” in città. «Ad aprile pronta la sala bambini: prevediamo di fare anche altre assunzioni». Il progetto e come candidarsi

LIVORNO. Quasi quattrocento metri quadri dedicati ai sapori, che guardano a Porta a Mare. Una corte del cibo che ai già conosciuti hamburger gourmet aggiunge e si allarga con piatti dedicati alla cultura giapponese e hawaiana.

Nel nuovo “Borgo Burger food court” che aprirà i battenti il prossimo 18 febbraio, tra gli scali Novi Lena e via delle Vele, ci sarà infatti spazio anche per i piatti Ramen e per i Poke. È la prima corte del cibo stile Usa aperta a pranzo e a cena (escluso il lunedì) che inaugura in città e che darà lavoro a 16 persone (tra cucina, camerieri, fattorini) , con l’obiettivo di incrementare il personale per la bella stagione.


«Siamo partiti dal fatto che sia i piatti Ramen di tradizione giapponese che il Poke che arriva dalla Hawaii sono entrati in modo dirompente anche nella nostra cultura, in quella dei nostri figli: noi li prepareremo utilizzando anche le nostre materie prime, rigorosamente a chilometro zero», a spiegare quello che sarà è l’imprenditrice Lisa Aguirre che insieme a Mimmo Rosa sono i titolari dell’attività. Che fa parte della grande famiglia imprenditoriale dell’associazione culturale The Cage in via del Vecchio Lazzeretto e del The Bad elf pub in Venezia dove l’altra colonna è Toto Barbato. Barbato, insieme a Rosa, hanno ideato questo regno degli hamburger di qualità che ha messo radici a Livorno sette anni fa.

Il nuovo ingresso principale di Borgo Burger food court sarà da via delle Vele, strada pedonale: all’interno dei nuovi spazi ci sono tanti operai al lavoro. Sono della ditta Biemme Service: lo stile e i colori sono stati scelti dallo studio Modo Architettura con Sondra Pantani, Pietro Marsili e Lorenzo Rossi. Valentina Savi segue tutta la grafica.

Domina l’arancione, il grigio, il bianco: al bancone che sarà allestito appena entrati da via delle Vele troneggeranno le scritte Borgo Burger, Borgo ramen e Borgo pokè.

Già al muro si notano degli allestimenti particolari: carica cellulari, carica pc, spine multifunzionali. «L’idea è quella di diventare anche un luogo dove si può lavorare, oltre a stare aperti a pranzo e a cena», continuano. Ottanta coperti dentro, una quarantina fuori: sono numeri pre-covid e pre-restrizioni a cui Borgo Burger spera di tornare. In totale saranno tre le sale del “nuovo” locale: la corte dei sapori, poi una sala più intima e ancora una terza sala dove ad aprile sarà pronto l’allestimento Borgo Burger kids. Sì sarà uno spazio interamente dedicato ai bambini. «L’idea è di allestirlo con giochi intelligenti – proseguono – di organizzare laboratori dove i bambini imparano a scegliere le materie prime degli hamburger, a prepararseli fino ad arrivare a mangiarli: un’attività che insegni anche come evitare gli sprechi, a prendere confidenza con le verdure».

L’investimento è grande. E soprattutto la scommessa degli imprenditori continua in quel quartiere, Borgo Cappuccini, su cui loro credono. Così come sono convinti del maxi sviluppo che arriverà quando sarà completata Porta a Mare.

«Come sempre diciamo – vanno avanti con una riflessione sulla ricerca del personale – noi puntiamo a trasformare tutti i contratti a tempo pieno: non cerchiamo addetti stagionali, crediamo molto nella formazione e quindi quando insegniamo a lavorare ai nostri addetti, poi ce li vogliamo tenere», chiarisce Aguirre.

Praticamente il locale si amplia in quella che era una vecchia rimessa chiusa in via delle Vele, appunto. Un maxi spazio confinante con il locale.

Accanto ai grandi classici hamburger gourmet con prodotti a chilometro zero, quindi, dal 18 febbraio si potranno trovare 5 diversi tipi di Ramen (veg, miso, tan tan. .), i gyosa tutto in collaborazione con l’azienda fiorentina Koto Ramen e i suoi noodles fatti artigianalmente con un macchinario arrivato dal Giappone. E poi le tipiche ciotole di Poke tutte da creare. Questo piatto forse non soppianterà il sushi, ma ha le carte in regole per trovare spazio nel cuore di chi ama la cucina etnica. Il piatto arriva dalle Hawaii, appunto, si pronuncia poh-kay e significa’tagliato a tocchi’. Infatti, il pesce crudo è senza lische e fatto a quadrotti, non a fettine. E poi si può arricchire a piacere.

Tornando alla ricerca di personale: «Per il futuro gli interessati possono inviare il curriculum alla mail elizabethaguirre1971@gmail.com», chiudono da Borgo Burger food court.

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