Livorno, la "virologa" Veronica e il protocollo-Rushenka: «Ho fatto la mia...». Dal famoso audio al voto al Quirinale

Veronica Pirone e Jushenka Cristiani, autrici involontarie del “protocollo Rushenka”

Parlano le due mamme del tormentone: «Il telefono mi brucia. Io ministro della Salute? I protocolli li farei meglio». L’amica: «Quei vocali hanno rallegrato la gente in un momento difficile»

LIVORNO. «Madonna mia, ho fatto la mia, dé. Non credevo mica che venisse fuori una cosa così. A parte il mio modo di dire e fare le cose, l’ho detto (il messaggio) in modo un pochino più...», confessa Veronica Pirone, la voce (e la “virologa”) più condivisa nelle chat di tutta Livorno e mezza Italia.

L’eco digitale del suo “protocollo Rushenka” è arrivata fino a Roma, in Parlamento, durante lo scrutinio per l'elezione del successore di Mattarella. E ora le tocca “farci i conti”: «Non c’è nessun problema, io non me la prendo. Mi chiamano tutti, anche dal Quirinale, anche dal Vaticano (scherza). Mi mandano video su video, c’ho il telefono che mi brucia», racconta.


E se non sarà lei a salire al Colle, una bella proposta ad honorem per diventare ministra della Salute non gliela toglie nessuno. Anzi: «Se Dio lo volesse! Così i protocolli li do io come si fanno, ché i dottori non c’hanno ancora capito niente».

Sembra una di quelle scene da film anni Novanta-Duemila, con il rumore del disco che fa scratch e poi si sente la voce del personaggio principale che dice: «Mi chiamo Tizio Caio, e forse vi state chiedendo come sia finito in questa situazione». E parte il flashback.

«Tutto è cominciato da una chat di genitori, dove si discuteva degli ultimi decreti per la pandemia che dettano (e io non lo sapevo) che un bimbo delle medie può andare a scuola anche con un parente positivo», racconta Jushenka Cristiani, autrice involontaria del “protocollo”, il vademecum sanitario anti Covid più in voga sulla rete.

«Io mi sono opposta – prosegue – anche perché credo sia giusto che le persone si adoperino con coscienza. E ho mandato un messaggio vocale in cui esprimevo il mio parere; tra l’altro, il bambino in questione è poi risultato positivo».

Quello che è successo dopo è ormai leggenda: «Veronica mi ha dato ragione, e ha risposto col suo modo (ci conosciamo da tanti anni, e ormai mi ha ribattezzata Rushenka; mi sono rassegnata). Poi i suoi vocali sono usciti dalla chat, diffusi da una delle mamme. Onestamente – sottolinea – non so da quale mamma; e comunque io non ho denunciato nessuno». Pirone, sempre in uno degli audio, afferma invece di averlo fatto.

«Inizialmente pensavo che questo gesto fosse una cattiveria, oggi invece non so come chiamarlo», confessa ancora Cristiani. Anche perché la rete ha dato ragione a entrambe.

L’improvvisa notorietà non l’ha cambiata, né tantomeno ha rovinato i rapporti con l’amica: «Con Veronica, in questi giorni, ci siamo sentite spesso. Siamo tranquillissime, anzi: siamo felici di aver rallegrato la vita a qualcuno, e in questo periodo in cui la gente è “schizzata” per tutto un sorriso non fa mai male. La cosa riguarda anche me – rivela – che sono a casa col Covid: guardo i meme e ci rido. Il mio preferito è quello con Yoda (da L'Impero colpisce ancora), ma anche quello dei Ferrero Rushenka è fantastico».

Pochi giorni fa, però, il gioco si è fatto serio, quando alcuni “onorevoli burloni” hanno pensato di mettere il suo nome nell’urna accanto a quello degli altri candidati. Riuscendo a sbagliarlo (in Camera dei Deputati è stata nominata tale “Cristiana Rushenka”). Ma Cristiani non se la prende: «Per la storia del Quirinale mi dispiace solo che, quando mi hanno nominata, abbiano storpiato il cognome. È l’unica cosa a modo che ho».

"Rushenka presidente". Il tormentone livornese irrompe nell'elezione per il Quirinale



E, se da un lato l’amica Pirone è pronta a prendere il posto di Roberto Speranza, dall’altro neanche lei accenna a tirarsi indietro: «Io, Presidente della Repubblica? Dé, sì! Perché la voce del popolo ha sempre ragione».