Si fingono carabinieri per rubarle pensione e fede del marito morto. La figlia: «Per lei un enorme dolore»

Le volanti inviate nelle strade di Livorno dall'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico

Vittima della truffa in via Spalato una donna di 88 anni

livorno. Lui ha detto di essere un carabiniere. Lei la sua fidanzata. Si sono presentati come amici del figlio e, in questo modo, sono riusciti a farsi aprire la porta. Poi, con un’altra scusa, hanno rovistato in casa, prima di fuggire con gioielli e soldi. «Hanno rubato la pensione di mia madre e, soprattutto, la fede del marito morto e i gioielli che le avevano regalato quando era giovane».

A raccontare che cosa è successo è Maria, la figlia di una donna 88enne truffata un paio di giorni fa. Il nome è di fantasia perché, dice Maria, «mia madre è molto ferita da ciò che è accaduto. Si sente presa in giro e non credeva che sarebbe mai successo». Quindi preferisce che non si sappia la sua identità».


È successo martedì scorso, in via Spalato. «Mamma era uscita a comprare qualcosa e, tornando a casa, ha incontrato queste due persone – racconta la figlia –. Erano un uomo e una donna. Lui le ha detto di essere un carabiniere. Lei si è invece presentata come la sua fidanzata. Hanno raccontato che volevano comprare delle case in zona e che erano amici di mio fratello. Mamma si è fidata». Perciò ha aperto loro la porta di casa. Una volta dentro i due, con un altro stratagemma, sono riusciti a fare un giro dell’abitazione. «Le hanno detto che qualcuno aveva rubato in casa sua. Perciò avrebbe dovuto controllare se ci fosse stato tutto».

Mancavano dieci minuti a mezzogiorno e proprio in quel momento squilla il telefono della donna. È la figlia. «La chiamo quotidianamente per sapere come sta. E quel giorno mi ha detto che in casa sua c’erano i carabinieri perché qualcuno aveva rubato. A me la cosa non tornava e ho chiesto di passarmi queste persone». A quel punto i truffatori hanno capito che rischiavano di essere scoperti. E sono usciti di casa. Non prima, però, di aver preso gioielli e contanti. «Pensi che prima di fuggire si sono fermati dalla vicina dicendole: “Sa che nella casa accanto hanno rubato?”. Che cattiveria». Nel frattempo la figlia, dopo aver concluso la telefonata, chiama il fratello per raccontargli l’accaduto. «Poi ho preso la macchina per andare a casa di mamma. Ero preoccupatissima. In quel tragitto di 20 minuti ho pensato di tutto. Ho anche temuto che potessero farle del male». Così, per fortuna, non è stato. «Mio fratello ha chiamato la polizia, che è arrivata prima di me. Voglio cogliere l’occasione per ringraziare gli agenti, sono arrivati subito e sono molto grata per questo». In via Spalato è arrivata la volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico guidato dal vicequestore aggiunto Francesco Falciola. I poliziotti hanno quindi effettuato gli accertamenti e hanno raccolto la testimonianza dell’88enne. «Le hanno rubato i gioielli e il soldi della pensione – racconta la figlia della signora –. E non è tanto il danno economico, quello che fa più male. Perché i gioielli sottratti per mamma avevano un enorme valore affettivo. Le hanno rubato, per esempio, la sua fede nuziale e l’anello del defunto marito. Oltre a vari gioielli che le avevano regalato in gioventù. Per lei è questa la perdita più grande». Poi c’è il dispiacere derivato dall’aver subito una truffa. «Si è sentita presa in giro. Tutto ciò la sta facendo soffrire molto».



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