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Rifiuti a Livorno, via i 250 cassoni a tessera: ecco campane con la App e sacchi con il codice

le nuove campane

Le nuove postazioni per organico e vetro saranno sorvegliate con le telecamere. Ma ci vorrà un altro anno perché il piano per il centro parta davvero

LIVORNO. Se prendiamo per buono il dato riferito dall’assessora Giovanna Cepparello, oggi nel cosiddetto centro allargato, dove la raccolta si fa tutta con i cassonetti a tessera, di fatto la differenziata non esiste più: «I cassonetti ad apertura controllata, sempre rotti, sono diventati punti di conferimento selvaggio, con una percentuale estranea di rifiuti che sfiora l’85 per cento...». Parte anche da qui la decisione di rivedere le regole nel cuore della città: sia nel centro allargato (la fascia intorno al Pentagono che va da via Garibaldi a corso Mazzini) sia in Venezia, dove oggettivamente i problemi sono tanti da tempo, nonostante qualche aggiustamento in corsa.

Ieri il sindaco Luca Salvetti, l’assessora Cepparello, il direttore di Aamps Raffaele Alessandri e l’amministratore unico Raphael Rossi (in collegamento da Roma) hanno confermato quanto anticipato dal Tirreno: Comune e azienda, attraverso Reti Ambiente, hanno chiesto al ministero per la Transizione ecologica un finanziamento (servono 1.850.000 euro, in gran parte dai fondi del Pnrr, acronico orribile che sta per Piano nazionale di ripresa e resilienza) per acquistare 460 contenitori per il vetro da sistemare in tutta la città e 90 per la raccolta dell’organico da posizionare in tutto il centro. In entrambi i casi parliamo di contenitori a forma di campana, definiti intelligenti perché «potranno essere aperti anche con lo smartphone e misurare la quantità di rifiuti prodotti». Modelli «simili a quelli di Marina o di Pisa».


Via quindi dalle strade tutti e 250 i cassonetti che dovrebbero essere aperti solo con la tessera e che in realtà sono un colabrodo: saranno spostati soprattutto nelle aree portuali e industriali, come il Picchianti, per le utenze non domestiche di grande produzione.

La novità è che le 90 postazioni del centro dove gettare vetro e organico «saranno videosorvegliate contro l’abbandono selvaggio». Telecamere, insomma, per pizzicare chi lascerà di tutto ai cassonetti.

Attenzione, è confermato che la raccolta mista che oggi si fa solo in larga parte del Pentagono, sarà estesa anche alla Venezia e al centro allargato: vetro e organico andranno portati alle nuove campane, mentre indifferenziato, plastica e carta saranno raccolti porta a porta. Ma non più con i classici mastelli: l’altra novità è infatti che per evitare che i bidoncini restino troppo a lungo sui marciapiedi, i rifiuti dovranno essere messi in nuovi sacchi a perdere. Sacchi tracciabili, un po’ come fossero mastelli usa e getta, che saranno forniti da Aamps e associati a ogni famiglia (è questa l’intenzione almeno per il materiale indifferenziato).

Per Comune e Aamps saranno anche i «primi passi graduali» verso la più volte citata «tariffa puntuale». Ma la strada sul fronte del pago per quanto consumo sembra ancora lunga. «Prendiamo esempio da Parma, è indubbiamente la prospettiva», dice per ora Salvetti, dopo avere sottolineato che «sui servizi dobbiamo insistere ancora di più». «Il riflesso in bolletta è l’ultimo passaggio di una lunga catena, prima dobbiamo risolvere il problema di decoro nel centro allargato, dove i cassoni che abbiamo ereditato ci danno continui problemi», ripete Rossi.

Va detto che la rivoluzione in centro non partirà domani: ci vorrà almeno un altro anno. Tra arrivo dei soldi, gare, arrivo dei materiali «stimiamo di avere tutto entro giugno 2023, comunque con tre anni di anticipo rispetto alle scadenze del Pnrr», dice Alessandri. Che aggiunge che si vuole comunque partire con le prime misure «entro fine 2021». I prossimi dieci mesi «serviranno per le fare le gare e prepararci tutti al cambiamento...».