Addio a padre Fabrizio Civili per 20 anni parroco dei Cappuccini

Padre Fabrizio Civili morto a 79 anni. Il religioso dice l’ultima messa a Livorno nel 2012

A Livorno era nato ed era rimasto legato anche dopo il trasferimento. La festa per lui a Montenero

Livorno. «Padre Fabrizio Civili ci ha lasciato dopo una lunga malattia». Così il giornale on-line della diocesi ha dato l’annuncio della scomparsa di un frate cappuccino a pochi passi dalla soglia degli ottant’anni. È la figura di un religioso che ha segnato il cammino nella storia recente della comunità ecclesiale labronica. Del resto, a Livorno era legato a filo doppio, e non solo perché era originario della nostra città (e dagli archivi risulta che fosse imparentato anche con la livornesissima dinastia del ponce): per vent’anni era stato parroco alla Santissima Trinità, la chiesa dei padri cappuccini nel cuore di Borgo, prima di esser trasferito in Casentino e successivamente a Lucca.

Dal quartier generale della curia ne ricordano il «carattere burbero e cuore generoso», la capacità di «farsi amare nella semplicità del quotidiano». Dipendeva dal fatto che le persone per lui contavano, era attento alle loro sofferenze e alle loro gioie («presente con una telefonata, una visita, un messaggio, si ricordava di tutto e di tutti, interessandosi e facendosi prossimo con l'aiuto concreto e la preghiera», raccontano dal vescovado).


Il filo rosso del contatto con gli amici livornesi si era mantenuto anche via social: la pagina Facebook la usava per mandare saluti e parole di conforto agli amici lontani, ricordando anche la decisione di tanti anni fa di farsi chiamare fra’ Romualdo da Livorno. È qui fra noi, al santuario della Madonna di Montenero, che era tornato per festeggiare il 50° anniversario dell’ordinazione, pochi mesi prima dell’inizio della pandemia che ha sconvolto la vita di chiunque.

Quel suo rapporto con Montenero lo vedeva rispecchiato in certo modo anche in quello dei suoi concittadini: «Fra i livornesi la devozione alla Madonna di Montenero non è mai rimasta all'interno del perimetro delle parrocchie», spiegava al taccuino dei cronista rievocando il fotogramma di un funerale al quale era stato chiamato: «Mi dissero che il defunto non era mai andato in chiesa però era tanto devoto alla Madonna di Montenero. L'ho ripetuto spesso ai miei fedeli: la Madonna non è solo un ombrello anti-guai, prendiamola ad esempio per come ha risposto a Dio. Anche noi preti».

Quanto al suo rapporto con la Madonna montenerese, l’aveva spiegato alla comunità diocesana che era «sempre stato intenso». Aggiungendo poi: «Era iniziato quando avevo 9 anni e morì mia madre: fu lei ad affidarmi alla Madonna, anche se allora ero troppo piccolo per capire».

Questi rimandi religiosi non traggano in inganno: padre Fabrizio aveva saputo conquistarsi la stima anche di chi aveva altre storie alle spalle: «Sono profondamente addolorato per la morte di padre Fabrizio», dice Roberto Terreni, delegato quartieri nord del sindacato pensionati Cgil, che lo sentiva vicino («stai a vedere che era anche era stato portuale come lo sono stato io...»).

Il funerale è previsto per domani alle 15 al convento dei Cappuccini a Montughi (Firenze).

M.Z.

© RIPRODUZIONE RISERVATA