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Servizio civile, a Livorno un terzo dei posti scoperti: "A rischio i trasporti in ospedale"

Volontari della Misericordia di Antignano (foto d'archivio)

Su 111 posizioni a bando fra la città e Collesalvetti ben 39 sono libere: "L'emergenza Covid sicuramente spaventa e influisce". L'appello delle associazioni: "Iscrivetevi, scade il 26 gennaio"

LIVORNO. Trentanove posti liberi su 111, il 35 per cento del totale. A due giorni dalla scadenza delle domande per il servizio civile universale – 12 mesi di impegno, 25 ore settimanali e 444,30 euro di rimborso spese al mese – molti progetti, fra Livorno e Collesalvetti, rischiano di saltare per mancanza di adesioni. «Ci sono meno giovani interessati – spiega il direttore della Misericordia di Antignano, Fabio Cecconi – e così facendo, con i soli volontari, rischiamo di non poter assicurare i servizi ordinari, con un grave danno per la cittadinanza. Speriamo che in queste ore i ragazzi si facciano sentire: il servizio civile è un’esperienza bellissima». Per questo, Antignano, propone di estendere l’età dei potenziali partecipanti dai 18-28 di ora a 16-30.

Fra Livorno e Collesalvetti sono stati presentati 28 progetti. In grave difficoltà le Misericordie – oltre ad Antignano ci sono Livorno, Montenero e Vicarello – che sul progetto “Tessiamo la solidarietà” hanno ricevuto solo 17 domande su 46 posti. E secondo gli addetti i lavori, a influire, è anche il Covid. «La pandemia non aiuta – commenta il direttore generale della Misericordia di via Verdi, Gabriele Vannucci – ma i problemi, forse, stanno pure nelle aspettative: quest’esperienza va vissuta come tale, non certo per arrotondare lo stipendio. È un’opportunità per i ragazzi e noi vorremmo potenziare i servizi alla persona, come il trasporto dei pazienti in ospedale o la consegna di spesa e farmaci a domicilio». Una buona parte di chi inizia col servizio civile poi rimane come volontario per l’associazione. «Attualmente – spiega il presidente della Croce azzurra, Benito Di Paola – quattro giovani sono ancora con noi. Siamo piccoli, il passaparola funziona e facciamo comunità». La Croce azzurra è una Cenerentola: su otto posti le adesioni sono state 11.


In affanno, come le altre Misericordie, anche la confraternita di Montenero: «Quest’anno è dura – rivela la governatrice Elena Del Corso – dato che il Covid ci sta penalizzando. Rischiamo di tagliare i servizi sociali e ordinari. Mi appello agli ultimi indecisi: partecipate. Fra l’altro, se durante i 12 mesi chi ha vinto trova lavoro e decide di andar via, può farlo senza alcun preavviso. Se lo fa nei primi 90 giorni, però, possiamo sostituirlo». La Misericordia di Vicarello, su otto posti, rischia di coprirne tre: «O i giovani hanno paura del Covid o preferiscono il reddito di cittadinanza – è l’ipotesi del governatore Giovanni Landi – quindi spero in questi ultimi due giorni. Con cinque persone in meno rischiamo di ridurre i servizi ordinari e sociali, ma anche quelli dell’emergenza in ambulanza visto che abilitandoli inseriamo in media un ragazzo per squadra del 118. Poi, diciamocelo, col servizio civile si impara a essere uomini e donne».

La Svs è quasi al completo, ma mancano cinque posti per la sede nord, quella di via delle Corallaie: «Ai ragazzi che scelgono la nostra associazione cerchiamo di lasciare qualcosa di formativo – dice il direttore Francesco Cantini – in modo che lo possano spendere nella loro professione. Penso agli infermieri o a chi aspira a diventare un operatore sanitario. L’esperienza sul campo è necessaria e qui si fa. Un buon numero di giovani, dopo aver scoperto il nostro mondo, è poi rimasto come volontario». «Temo che il calo delle adesioni sia causato dalla pandemia – aggiunge il presidente della Pubblica assistenza di Collesalvetti, Stefano Gambino – dato che il Covid ha colpito anche il volontariato: non a caso per coprire i turni stiamo facendo tanti sacrifici». L’associazione ha sette adesioni per sette posti. Quindi, rispetto ad altre, potrebbe soffrire meno.

La Caritas – che ha bisogno di volontari per la mensa e le comunità – ha buone possibilità di partire con tutti i progetti messi in campo. «Un tempo il servizio civile veniva utilizzato, per così dire, come un ammortizzatore sociale – commenta il direttore Guido De Nicolais – Oggi, a causa dell’emergenza Covid, c’è stato un drastico calo di domande e certamente, anche se abbiamo già dieci aspiranti per dieci posti, con un maggior numero di persone riusciremmo a capire se chi si candida abbia il giusto spirito per affrontare questa bellissima esperienza».