Shangai piange nonna Adriana: «Una vita dedicata agli altri»

Nella casa della sua grande famiglia sono cresciuti tanti giovani del quartiere. «Donna d’altri tempi, aveva sconfitto anche il Covid»

Livorno. Adriana Sannino era l’anima antica di un intero quartiere. Nata a Livorno l’11 luglio 1928, si era trasferita a Shangai nei primi anni Sessanta. E lì, con il marito Manlio Anonini aveva messo al mondo e tirato su sei figli e tanti “figlioli”. «Era una donna d’altri tempi, sempre dolcissima. In casa nostra sono passati tantissimi ragazzi del quartiere, e lei li accoglieva sempre come fossero stati suoi», ricorda la figlia Maila, che poi aggiunge: «Aveva un cuore d’oro. Ci ha sempre insegnato che prima venivano gli altri e poi noi».

Casalinga, Sannino era conosciutissima a Shangai anche per il suo impegno – oggi si direbbe – nel sociale, ma che un tempo era semplicemente vita di quartiere. «Aiutava sempre gli altri. Partecipava alla raccolta degli indumenti e alla calza della Befana, per Natale faceva delle saponette artigianali e tanti lavori all’uncinetto che regalava sempre ad amici e conoscenti», continua la figlia. Molto conosciuta nel quartiere, negli ultimi anni Sannino trascorreva le sue giornate in piazzetta con le amiche, ed era una presenza fissa alla tombola delle “suorine di Shangai”, con le quali aveva partecipato a tante attività e iniziative che avevano caratterizzato la zona popolare dei quartieri nord.


A dicembre scorso, proprio allo scoccare della settimana del “caos Covid” in ospedale, era stata ricoverata al pronto soccorso di viale Alfieri. Nel corso del ricovero, le sue condizioni si erano aggravate a causa di un batterio, e pochi giorni dopo era risultata positiva al tampone: «Proprio per paura del virus non usciva mai di casa. È stata mandata a Cisanello e poi a Bientina», racconta ancora la figlia, ricordando un mese di angoscia e terrore: «Quelle poche videochiamate dall’ospedale, fatte grazie al tablet, erano uno strazio per il cuore. Non riusciva a capire perché non potesse venire a casa né perché noi non potessimo andare a trovarla, ed era convinta di non tornare più; si arrabbiava con le infermiere».

Lunedì, Sannino viene dimessa. La famiglia esulta su Facebook, ringraziando chi le ha prestato le cure e lodando l’efficacia del vaccino. Poco prima delle 21 di mercoledì sera, però, il suo cuore cede. «Ha sconfitto il Covid ed è spirata, per complicazioni con diverse patologie, nella sua casa e nell’abbraccio dei suoi familiari. È la nostra unica consolazione», confessa la figlia, il cui ricordo più bello è «la festa per i 92 anni, quando ci siamo potuti riunire tutti per lei non appena caduti divieti e restrizioni imposti dalla pandemia: i figli, i generi e le nuore, e i nipoti. L’intera, numerosa famiglia che lei ha saputo unire e tenere unita».