«Tetto completamente da rifare»: resta ancora inaccessibile la chiesa del cimitero dei Lupi

La chiesa di San Tobia chiusa per lavori

Livorno: il Comune dovrà estendere i lavori già preventivati per la parrocchia di San Tobia, chiusa da due anni. L'assessora Viviani: "Non ha senso intervenire solo parzialmente". Il parroco: "Continueremo a celebrare i funerali in Corea"

LIVORNO. Il tetto completamente da rifare. Con i lavori, da tempo pronti per iniziare, slittati a causa dei problemi strutturali che purtroppo dopo i sopralluoghi del Comune si sono rivelati più gravi del previsto.

È per questo che da due anni, al cimitero dei Lupi, la chiesa di San Tobia è chiusa. Lo è da prima dell’inizio della pandemia, con i comprensibili disagi per i parenti dei defunti, costretti a spostarsi nella parrocchia di Corea per celebrare i funerali oppure all’esterno, meglio quando fa caldo, per le benedizioni prima delle cremazioni. A confermare il rallentamento del cantiere è direttamente l’assessora ai lavori pubblici Silvia Viviani: «Purtroppo, dagli uffici comunali, ci hanno comunicato che i problemi al tetto sono più estesi di quanto preventivato – spiega – quindi, per evitare di effettuare un lavoro a vuoto, stiamo rimodulando il progetto che risulta comunque già finanziato. Per motivi di sicurezza, quindi, risulterebbe inutile intervenire anche solo parzialmente. Abbiamo operato come farebbe ognuno a casa propria, per evitare di sprecare denaro prezioso».


Al momento la data di riapertura della chiesa non è certa, né preventivabile: solo una volta che sarà rimodulato il progetto l’amministrazione fornirà il cronoprogramma alla cittadinanza. Certo è che la parrocchia, l’unica del cimitero della Cigna, è chiusa da due anni e attualmente sbarrata con transenne e grate. Impossibile entrare dentro per il rischio crolli dal tetto, dal quale potrebbero cedere dei pezzi, trovato in condizioni assai peggiori rispetto a quanto ipotizzato all’inizio dal Comune, l’ente proprietario dell’edificio sacro.

I disagi, per i familiari dei defunti, ormai sono noti. La chiusura della chiesa, infatti, li costringe a “ripiegare” sulla parrocchia “Nostra Signora di Fatima” di via Fratelli Cervi, nel quartiere di Corea, distante qualche centinaio di metri dall’ingresso del cimitero. Circostanza, giocoforza, che comporta per i parenti spese superiori per spostare il feretro dentro e fuori dal camposanto.

A confermare i problemi al tetto – come del resto già spiegato dall’assessora Viviani – è anche il cappellano del cimitero, don Gabriele Bezzi. «Sembrava che tutto si potesse risolvere più velocemente – spiega il sacerdote – poi, a quanto pare, si è aperto un altro fronte sempre sul tetto e serviranno interventi più estesi. Devo dire che, comunque, per le cerimonie ci ospita gentilmente la parrocchia “Nostra Signora di Fatima” di Corea, distante poche centinaia di metri dal cimitero dei Lupi e dalla chiesa di San Tobia, e riusciamo comunque a garantire un servizio fondamentale per i familiari delle persone defunte. Questo è l’aspetto più importante. Le cerimonie all’esterno? Quelle sono benedizioni che facciamo fuori dalle cappelle mortuarie per rispettare le normative anti-Covid, mentre i funerali vengono fatti, su volontà delle famiglie, generalmente in Corea».

Un problema non di distanza, vista la vicinanza della parrocchia, ma potenzialmente di orario se la chiesa è stata già riservata per un matrimonio, un battesimo, un altro funerale o per le comunioni. La disponibilità, infatti, va conciliata con le altrw funzioni religiose che vengono normalmente previste.

S.T.

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