Sesso a scuola, denunciato alla postale l'autore del video: è minorenne

Un frame del video acquisito dalla postale con i volti dei ragazzi coperti

Livorno: la dirigenza scolastica e i genitori dei ragazzi hanno presentato querela. L'accusa è trattamento illecito di dati

LIVORNO. È stato denunciato per trattamento illecito di dati personali il ragazzo che ha puntato il cellulare verso una finestra dei bagni dell’Iti di via Galileo Galilei riprendendo due studenti minorenni impegnati in effusioni amorose. La querela è stata presentata sabato 15 gennaio sia dalla dirigenza scolastica, sia dai genitori dei due alunni coinvolti: l’autore del filmato, purtroppo circolato di chat in chat fin da venerdì scorso nel giro di pochissime ore, sarebbe anch’egli minorenne.

L’INDAGINE


A indagare su quanto accaduto è la polizia postale di Livorno, i cui agenti hanno acquisito sia il girato che le tre denunce. Il reato in questione, previsto dal codice della privacy, si è concretizzato nel momento in cui sono state divulgate le immagini che hanno arrecato un enorme danno alla riservatezza e alla reputazione dei due studenti, purtroppo riconoscibili dal video, e altrettanto discredito all’istituto tecnico industriale, che fin dall’inizio con la dirigente scolastica Manuela Mariani aveva diffidato chiunque avesse pubblicato o diffuso il filmato in questione. La scuola, prima della presentazione della denuncia nella sede di piazza Benamozegh, aveva avviato un’indagine interna per ricostruire quanto accaduto. Per i due alunni ci saranno, eventualmente, solamente conseguenze a livello disciplinare, non certo penale visto che non hanno compiuto alcun reato. Mentre per chi ha realizzato e fatto partire le condivisioni del video la situazione è assai più problematica.

COSA RISCHIA L’AUTORE

Ora il caso è passato alla procura dei minorenni, che deciderà le conseguenze a livello penale per chi ha divulgato il filmato. Il trattamento illecito di dati, il reato ipotizzato dalla polizia postale, prevede la reclusione da sei mesi e un anno e mezzo e la potenziale richiesta di un risarcimento danni. Più difficile che il video in questione venga ricompreso nel “revenge porn”, visto che il reato recentemente introdotto riguarda i video dai contenuti sessuali espliciti e quello di pochi secondi girato fuori dall’Iti non lo è, visto che non è nemmeno chiaro se gli alunni stiano effettivamente facendo sesso o meno. A decidere, comunque, saranno i magistrati al termine delle indagini degli agenti della postale.