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Cade in bici per una buca in viale Carducci: il Comune deve risarcirlo per 23mila euro

Alla somma stabilita dalla sentenza di primo grado si devono aggiungere oltre cinquemila euro di spese processuali

LIVORNO.È caduto su una buca mentre percorreva in bici viale Carducci. Rompendosi una spalla. Ora – dopo quasi sette anni e mezzo dall’incidente, avvenuto poco dopo l’incrocio con viale Ippolito Nievo in direzione di piazza della Repubblica – il Comune lo risarcirà per 23.559 euro, oltre a 5.407 per il rimborso delle spese processuali. È quanto ha deciso in primo grado la giudice del tribunale civile di Livorno Emilia Grassi, condannando l’amministrazione a risarcire il ferito, il cinquantottenne livornese Giovanni Giovannini, assistito nel procedimento dall’avvocato Luca Di Rosa.

LA RICOSTRUZIONE


L’incidente avvenne il 2 agosto del 2014 e vide l’intervento delle ambulanze e della polizia municipale, con i testimoni che poi, agli agenti, hanno indicato chiaramente cosa era successo, spiegando che Giovannini era caduto in prossimità della buca «larga 45, lunga dieci e profonda due centimetri», per altro rimasta lì per parecchio altro tempo. L’uomo – che all’epoca dei fatti aveva 51 anni e come si legge nell’articolo a destra ha citato nel concorso dei danni anche l’Asl per un presunto errore di valutazione della lesione, poi riconosciuto dal tribunale – ha subìto, secondo il consulente tecnico d’ufficio, un danno in termini di riduzione della precedente integrità psicofisica dell’11-12 per cento «nella misura del 7 per cento e per la residua parte al trattamento terapeutico incongruo prestato presso l’azienda ospedaliera. L’inabilità temporanea è stata valutata come esclusivamente parziale e quantificata in tre mesi – si legge nella sentenza – e in particolare in 30 giorni nella misura del 75 per cento, in ulteriori 30 nella misura del 50 per cento e in altri 30», infine, «nella misura del 25 per cento». Il Comune, nel difendersi, aveva spiegato che su viale Carducci è obbligo per chi va in bici utilizzare la pista ciclabile, circostanza contestata dal giudice in quanto non è suddivisa «in due corsie sul lato di viale Carducci con direzione stazione», quindi quello opposto.

Parla l’avvocato

Soddisfatto della sentenza l’avvocato Luca Di Rosa. «Ormai, secondo una giurisprudenza consolidata dalla Cassazione – spiega il legale – perché ci sia una responsabilità dell’ente la persona danneggiata deve dimostrare che quel fatto è successo con quelle modalità, quel giorno e a quell’ora e che la buca rivestiva le caratteristiche dell’insidia, quindi un pericolo occulto non facilmente individuabile nonostante la diligenza del buon padre di famiglia. Se io cammino in piena luce e trovo una buca in mezzo alla strada di quattro metri e mezzo, ad esempio, non ci posso cascare dentro. Invece l’insidia – prosegue Di Rosa – è qualcosa di più subdolo e non individuabile con facilità. Aspetti importanti sono il posizionamento della buca o le condizioni di luce e visibilità. Il Comune, da parte sua, deve dimostrare di aver fatto tutto quanto nelle sue possibilità per evitare che l’evento si verificasse, perché è l’ente responsabile della custodia del bene», conclude.

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