L’aereo precipitato andrà nell’ex deposito dei bus. Così in via Meyer nasce un polo espositivo per i rifiuti

I rifiuti diventano arte nei capannoni Atl. Quei metri quadri riprenderanno vita, forse a settembre, all’insegna del recupero

LIVORNO. Prendi un piper precipitato nei boschi di Parrana 39 anni fa, recuperalo grazie ai volontari e fanne la star di quel che sarà un evento espositivo dedicato ai “rifiuti”. Quelli particolari, curiosi, fuori dal comune per tipologia, per destinazione, per la fatica che si è fatto per togliere queste ferite inferte all’ambiente. Il luogo livornese dove la spazzatura diventerà arte è l’ex deposito Atl di via Meyer. Quegli hangar di proprietà comunale nel settembre scorso messi a servizio dei giovani e della creatività artistica. Quei capannoni dove l’associazione Atam vorrebbe farne un polo culturale e formativo regionale del trasporto pubblico. E invece quei metri quadri riprenderanno vita, forse a settembre, all’insegna del recupero. Del riciclo. Del riuso.

«Il progetto c’è e la volontà di realizzarlo pure in questo 2022: è un’idea che porteremo avanti a braccetto con il settore Cultura e grazie all’associazione Acchiapparifiuti che da anni è molto attiva su questo fronte: ovviamente coinvolgeremo anche le scuole», afferma l’assessora all’Ambiente Giovanna Cepparello. E’ un’idea di valorizzazione e di riuso artistico di quel che viene normalmente definita spazzatura. Un’idea che parte dalla convinzione che ogni rifiuto ha una sua storia da raccontare, come vuole sottolineare anche l’assessore alla Cultura Simone Lenzi.


«Sarà una mostra temporanea con alcune installazioni permanenti, tipo l’aereo caduto nel bosco 40 anni fa – spiega – Crediamo molto anche nella valenza didattica e sociale di un’iniziativa del genere per i messaggi che aiuterà a diffondere utilizzando una comunicazione d’impatto, mettendo in risalto l’importanza del volontariato che toglie dalla natura quel che gli incivili negli anni hanno buttato». Quel che nascerà in via Meyer sarà qualcosa di importante. Anche per la fortunatissima collocazione: a due passi dal mare, dal museo Fattori, dall’acquario.

Sarà un polo espositivo in cui si toccheranno con mano e con gli occhi diversi messaggi. Quello di non abbandonare i rifiuti in giro, Quello del senso civico, gratuito e dell’amore per il bene comune che da anni dimostrano i volontari dell’associazione Acchiapparifiuti. Sergio Giovannini e tutti i soci che da tempo stanno rivoltando Livorno come un calzino saranno uno dei pilastri portanti di questa iniziativa. È il gruppo fondato da lui ad aver, per esempio, recuperato il velivolo a sei posti da quasi 40 anni conficcato in un polmone verde di Parrana San Martino.

Tra i rifiuti che finiranno in mostra, a parte il piper, anche un bikini e realizzato da Aurora Bresci, una giovane artista livornese che ha usato i mozziconi di sigaretta raccolti in giro dai volontari. E ancora un vecchio barattolo di vernice trasformato in lampada, trovato nel torrente vicino ai Bagnetti della Puzzolente, una bandiera italiana strappata rinvenuta durante una mega pulizia di Acchiapparifiuti a Salviano, un tapis roulant recuperato in un bosco, vecchie reti arancioni di cantiere fagocitate dal verde. E ancora fili di piombo d’epoca che conducevano la corrente , un vecchio contenitore di metallo usato in passato per disinfettare le siringhe. E poi vecchi giocattoli, scarpe e altri rifiuti curiosi che possano raccontare storie. Magari attraverso appositi pannelli espositivi per spiegare. «Tutti questi rifiuti li abbiamo visti solo noi e gli operatori di Aamps, Avr e Gefor – continua Giovannini – Adesso, grazie alla disponibilità degli assessorati alla Cultura e Ambiente del Comune di Livorno, alcuni di questi, selezionati, potranno diventare argomenti di studio e riflessione. Visibili a tutti quelli che hanno a cuore l'ambiente e che in qualche modo aiuteranno a preparare le nuove generazione a cercare di riparare quei danni, a volte irreparabili, che la mia generazione, con comportamenti scellerati ha perpetrato». L’idea di una mostra del rifiuto fa emozionare il fondatore di Acchiapparifiuti.

«Una mostra del rifiuto abbandonato e la sua storia industriale accompagnerà le scolaresche e il pubblico adulto in un percorso all'interno di un'atmosfera surreale». E chiude ricordando una tappa importante dell’associazione: i suoi 5 anni di vita. «A gennaio festeggiamo 5 anni: a gennaio del 2017 organizzammo il primo evento sulle dune e spiagge di Tirrenia Calambrone, raccogliamo 30 tonnellate di rifiuto. Grazie anche alle associazioni che si sono avvicendate al nostro fianco per amore dell’ambiente».

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