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Livorno, povero Parterre: bivacchi nelle gabbie dell'ex zoo della città - Video

La storica voliera dei pappagalli è evidentemente deturpata da scritte

Reti divelte, porte spalancate e giacigli nell’ex “casa” del leone e nella voliera. Abbandono e pericoli in alcune strutture del parco Pertini frequentato dai bimbi

LIVORNO. Quella messa peggio, con porte metalliche spalancate, cartoni che sanno di bivacco, è la gabbia dove un tempo c’era il leone. È una delle strutture ottocentesche del bellissimo parco Pertini, quel giardino pubblico che ha una grande storia. Fu uno dei primi dell'epoca a livello europeo, sorto nella prima metà dell' 800 ad opera di Pasquale Poccianti.

Nell’ immaginario collettivo della città è e resta per tutti il Parterre, l'ex zoo cittadino nato negli anni Trenta e negli anni Novanta, gradualmente, svuotato dagli animali. Gli anni passano, le gabbie restano sempre più scalcinate e vandalizzate. Nessuna delle diverse idee che si sono incrociate nel tempo per ridar vita alle gabbie vuote è andata a buon fine.

Livorno, nella gabbia dove un tempo c'èra il leone: così l'ex zoo della città



Le brutte sorprese arrivano passeggiando in quel polmone verde lungo viale Carducci, diventato anche parco inclusivo grazie al progetto dei Camminatori Folli, attrezzato con tanti giochi, piste di pattinaggio, e quindi popolato da bambini.

Entrando da viale Carducci, a sinistra, danno nell’occhio alcune reti divelte intorno a quella che era la gabbia del leone, quel felino che nel purtroppo nel 1991 sbranò un giovane addetto alle pulizie.

Intorno alle due palme all’interno della gabbia tutto è scalcinato. Dietro, la recinzione verde ormai è un ricordo: il sentiero conduce sul retro.

C’è una bici appoggiata al muro e tre porte metalliche, malmesse, spalancate: in due chiunque può entrare. Ci sono sporcizia, cartoni di grandi dimensioni, latte, buste: hanno tutta l’aria di giacigli di fortuna per chi là dentro, quando calano le luci del giorno, magari trova rifugio.

Più avanti anche la grande voliera ottocentesca è stata violata.

Non solo deturpata da scritte (ci sono un po’ dappertutto nel parco gli scellerati segni dei vandali della bomboletta spray) ma pure aperta sul retro. Dentro si vedono legni.

In questo modo all’interno si crea uno spazio dove nascondere e nascondersi. Purtroppo anche gli stessi bagni pubblici che garantiscono un preziosissimo servizio per gli utenti disabili e no, sono ormai da tempo travolti dalle scritte. Sia sul muro esterno che all’interno. Con uno dei wc completamente intasato.

Le altre gabbie storiche si mantengono, malridotte ma non violate. Così quella che era la vecchia “casa” dell’immortale orso Gigiballa che ha ispirato anche il cantante Bobo Rondelli per la sua canzone “Gigiballa”, continua a esserci e a funzionare come fontana, come era stata concepita dall’architetto Pasquale Poccianti.

In soldoni, in quel bel paradiso dove il verde è quotidianamente curato - e si vede - dagli addetti del Comune le situazioni di degrado stridono.

Anche perché possono diventare pericoli per i piccoli fruitori del parco. Perché i bambini che frequentano il Parterre sono veramente tanti grazie alla parte dei giochi, con attrezzature anche per i piccolissimi, alla pistina e alla maxi pista di pattinaggio. Pure i recinti con animali da cortile che ancora ci sono, curati da volontari e associazioni, sono diventati un’attrazione per i baby. E poi perché grazie ai Camminatori Folli nel 2015 il parco è diventato “inclusivo”.

Sembra avere due facce il parco Pertini. Quella diurna, colorata e colorita, con le persone che fanno jogging, corrono, meditano sul prato, con le risate e le voci festose di bambini e famiglie. E quella che scatta al calar del sole, fatta di un’umanità fragile che là dentro trova rifugio, che consuma bottiglie di latte dietro la gabbia del leone - per esempio – che fa vandalismi. Il Parterre, quindi, va difeso. Va messo in sicurezza là dove serve. Il Parterre è nel cuore dei livornesi, è nei ricordi di generazioni di persone che almeno una volta hanno tirato una nocciolina all’orso Gigiballa. Che hanno visto scartare le caramelle con un’abilità inaudita il simpaticissimo scimpanzè Bingo, per non parlare della sua abilità a girare il té con il cucchiaino. E quel ruggito del leone che, col vento giusto, si sentiva roboante fino in piazza Magenta.

Animali, ricordi e amarcord a parte i livornesi amano il Parterre. E lo hanno dimostrato i vari progetti come “Parterre Walk of children”, le associazioni e gli artisti dietro al Progetto Parterre come parco artistico en plein air .
E ancora la voce e la raccolta firme contro la scelta del Comune di “sacrificare” una parte del parco per il nuovo ospedale, cedendolo alla Asl. Le sonore proteste che si sono levate in questi mesi contro questa decisione.

Scelta a cui sono seguite rassicurazioni del primo cittadino, Luca Salvetti, che «lo storico Parterre non è interessato dalla costruzione del nuovo ospedale, l’area riguarda le aree della ex Pirelli, fabbricati abbandonati da tempo e altre strutture limitrofe e non riguarda assolutamente il Parterre».

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