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Secondo arresto in tre giorni: chi è il 18enne livornese preso dopo un furto

I ragazzi dentro la lavanderia automatica

Giovedì scorso aveva aggredito in casa soccorritori e carabinieri. Ieri è evaso ed è stato sorpreso su un motorino rubato dopo il raid in lavanderia

LIVORNO. Prima, attorno all’una e mezza della notte, insieme ad altri due ragazzi avrebbe rubato gli spiccioli da una macchinetta della lavanderia automatica “Ecowash” di via Donnini, in passato più volte presa di mira dai ladri. Poi, un’ora più tardi, polizia lo ha fermato sotto casa in Corea su un motorino rubato. Il diciottenne livornese Nicola Lenti, per la seconda volta in tre giorni, è stato arrestato ed è finito ai domiciliari, dai quali per altro era evaso.

A fermarlo – dopo che mercoledì scorso, all’ora di pranzo, ha accolto in casa soccorritori e carabinieri, chiamati dalla madre, con un piede di porco venendo accusato di resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale e portato via in manette – sono stati gli agenti delle volanti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal vicequestore aggiunto Francesco Falciola, che vedendolo hanno ipotizzato che avesse rubato il motorino, come poi emerso. I poliziotti, contestualmente, stavano ricevendo la denuncia del titolare della “Ecowash”, Dario Alati, e grazie alle immagini (e soprattutto ai vestiti indossati da Lenti) hanno potuto effettuare il riconoscimento accusandolo, oltre che di ricettazione per via del motorino rubato, anche di evasione e furto. Reato, quest’ultimo, in concorso con un altro ragazzino, 16 anni, individuato sempre nella notte e denunciato. Lo scooter, in uso a una ventiduenne livornese, è stato restituito al proprietario, suo padre.


I tre giovani che hanno assaltato la lavanderia sono stati ripresi nitidamente dalle telecamere del negozio. Uno di loro indossava una felpa rossa con la scritta “Italia”, un altro un cappello della Pyrex, mentre tutti nascondevano il volto con le mascherine chirurgiche, “Ffp2” o con una sciarpa. «Quel distributore – commenta il proprietario Alati – si apre solo a guardarlo, è molto semplice, io lo lascio lì come una sorta di “acchiappacitrulli”, per persone come loro. Fra l’altro è subito scattato l’allarme e l’istituto di vigilanza, che mi ha svegliato, è arrivato sul posto insieme alla polizia. Dopo aver raggiunto il negozio sono rimasto a fare qualche lavoro di manutenzione, quando dalla questura mi hanno chiamato dicendo che li avevano fermati e che sarei dovuto andare a fare denuncia». Era fissata per domattina l’udienza di convalida dell’arresto – con la sostituto procuratore Antonella Tenerani e l’avvocata Barbara Luceri, legale del diciottenne – ma il giudice per le indagini preliminari Mario Profeta quando la polizia era ormai arrivata in tribunale è stato costretto a rinviarla a causa dell’improvvisa positività al Covid-19 di un contatto stretto di Lenti, che quindi è stato riaccompagnato ai domiciliari.

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