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Addio ad Alessandra Picchi, una vita per la scuola d’infanzia

Alessandra Picchi, morta a 59 anni

Si è spenta a 59 anni dopo una malattia che ha affrontato con coraggio. Da oltre un quindicennio a Stagno, le colleghe ne ricordano il sorriso e l’ironia

LIVORNO. La sua vita era la scuola: l’aria l’aveva respirata in casa, nella famiglia d’origine, con il padre Sergio al lavoro fra aule, classi e cattedre prima come maestro, poi come direttore didattico, infine come ispettore scolastico. La sua passione era lo sport: lo spirito l’aveva vissuto in casa, nella famiglia che aveva formato insieme al nostro collega Stefano Angeli, vicecaporedattore dell’ufficio centrale del Tirreno dopo esser stato responsabile del settore sportivo.

Alessandra Picchi ha chiuso gli occhi per l’ultima volta giovedì 13 gennaio. Aveva compiuto 59 anni a novembre: l’aggravamento che l’ha portata via è arrivato all’improvviso, in pochi giorni. Da tempo lottava con la malattia, l’aveva fatto con quel coraggio così forte e così mite che ne contraddistingueva il sorriso. Un sorriso da portare in classe: per spingere a combinare qualcosa di buono anche gli alunni un po’ più restii a socializzare. Ma da squadernare anche nella vita quotidiana: per tessere con quella sua riservatezza e misura i rapporti umani che sono la quintessenza di chi lavora nell’insegnamento.


Dopo il diploma magistrale, la scelta di andare in mezzo ai bambini per lavorare mentre continuava a studiare fino a conseguire la laurea in pedagogia all’università di Firenze. Era stata in tanti istituti della provincia di Livorno e anche di quella di Pisa, finché da più di 15 anni era arrivata a Stagno, all’istituto comprensivo Minerva Benedettini nella sezione della scuola d’infanzia e lì aveva deciso di restare. Aveva trovato la sua “casa”. Nelle sue classi sono passati centinaia e centinaia di bambini, che magari ormai sono arrivati all’Iti o al liceo, qualcuno magari ha messo su famiglia…

È sempre stata una sportiva: con l’idea che la pratica attiva è sempre meglio che stare in pantofole a vedere match e sfide davanti alla tv. Insieme al marito Stefano aveva scoperto il badminton, quella sorta di tennis con il volano al posto della pallina: l’aveva fatto anche con estro e profitto, visti i risultati e le medaglie in campionati nazionali; l’aveva fatto con il cuore di insegnante, dato che poi aveva anche divulgato fra gli studenti questa disciplina sportiva di tipo nuovo. Poi si era dedicata al tennistavolo militando nella squadra livornese.

Con Stefano aveva anche dato concretezza all’altra grande passione, quella per i viaggi: l’importante era scoprire posti nuovi. Poco importa se si parlasse di mete turistiche celebri o di piccoli borghi sconosciuti, tutto era scoperta e esperienza. Del resto, una delle sue caratteristiche era di essere curiosa e interessata a mille e mille cose.

Dai colleghi della scuola d'infanzia di Stagno (per voce di Maria Pia Matronola) arriva un messaggio per ricordarla con affetto. «Qualcuno ha detto: “E’ con grande coraggio che bisogna portare avanti tutte le battaglie, giorno dopo giorno, e trasmettere sempre ottimismo a chi ci sta intorno. Quando un’amica viene a mancare tutte le parole possibili sembrano sempre banali, anche quando invece hanno un peso specifico importante se riferite alla persona a cui pensiamo e con la quale abbiamo condiviso la quotidianità per anni».

«Alessandra – tengono a sottolineare le colleghe – era così per noi, convinta fortemente che nella vita bisogna lottare e credere che a tutto ci può essere rimedio. Era una donna forte e coraggiosa, pungente, sempre piena di gioia di vivere e pronta, ogni giorno, ad infondere speranza a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla bene come noi ed esserle accanto. Così la vogliamo ricordare, una collega-amica, una maestra esemplare, gentile, con un bellissimo sorriso, splendida coi bambini e con la sottile e potente ironia di chi non permette a nessuno di piangersi addosso. Osservatrice, sempre disponibile ad ascoltare tutti, aveva il dono rarissimo di essere elegantemente ironica. Alessandra, noi colleghi porteremo sempre con noi il tuo insegnamento, la tua coraggiosa difesa della vita che, per te, è sempre stata, nonostante tutto, meravigliosa».

Alessandra Picchi lascia il marito Stefano, il padre Sergio e una rete di familiari che arriva fino all’Inghilterra. Parenti, amici e quanti le hanno voluto bene e ne hanno apprezzato le doti umane le daranno l’ultimo abbraccio nel funerale di venerdì 14 gennaio al cimitero comunale dei Lupi, dove sarà poi tumulata.

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