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Semafori che fanno le multe, sensi unici e divieti: l'assessora annuncia la viabilità del futuro. Ecco le vie interessate

L’incrocio tra il viale Italia e via dei Funaioli, via Montebello e il varco Ztl di via San Francesco

Telecamere agli incroci Lopez-Boccaccio e Funaioli-Italia; nell’area di via Montebello e via Garibaldi-Palestro si viaggerà a 30 all’ora

LIVORNO. Scooter, auto, biciclette. Una città che non si ferma mai. E che "produce" parecchio traffico. La viabilità a Livorno rappresenta un bel nodo da sciogliere per l'amministrazione. Che studia, valuta e immagina. Ecco le idee e le strategie dell'assessora all'ambiente e alla mobilità, Giovanna Cepparello.

 

Assessora Giovanna Cepparello, siete al giro di boa del mandato. E le elezioni si vincono o si perdono anche per il traffico, lo sa?


Certo.

Il suo predecessore, Giuseppe Vece, sarà ricordato da molti per le strisce blu sparse a macchia d’olio in città. Lei per cosa spera di lasciare il segno?

Per una innovazione nella mobilità all’insegna della sostenibilità. Questo percorso è cominciato con il Pums, che è stato il primo Piano per la mobilità sostenibile, ora andrà avanti con una serie di interventi che spero renderanno Livorno più vivibile.

Ok, ma andiamo alla sostanza. Quali sono gli interventi principali che si impegna a fare quest’anno?

Due cose mi stanno particolarmente a cuore. La prima è la sicurezza stradale: c’è una sfida per tutti gli assessori alla mobilità del comune di Livorno che è quella della sicurezza del viale Italia. Ecco, mi piacerebbe essere ricordata come quella che ha ridotto il numero di incidenti. Poi la ciclovia Tirrenica: un asse che tagliando la città collegherà Marina del Boccale a Pisa, per me è un volano di sviluppo turistico, e spero anche qualcosa di comodo per noi livornesi.

Andiamo per ordine: sul viale Italia a che punto siete?

Abbiamo già fatto sei attraversamenti pedonali rialzati che hanno dato buoni risultati, andremo avanti con altri cinque fino a piazza Mazzini, facendo dei varchi luminosi nell’area davanti all’Astra, che è stata teatro di tanti incidenti gravi. Il viale a mare sarà completato entro l’inizio dell’estate. Abbiamo previsto anche l’interdizione di alcune svolte a sinistra, in particolare in via del Mare, all’altezza della Baracchina Rossa. In pratica chi esce da via del Mare non potrà più svoltare a sinistra, ma dovrà usare la rotatoria all’altezza dei Fiume per cambiare senso di marcia. Lo stesso per chi, viaggiando sul viale Italia in direzione sud, non potrà girare a sinistra in via del Mare. Un piccolo intervento chirurgico perché anche lì ci sono molti incidenti. Poi, sempre in tema di sicurezza, abbiamo intenzione quest’anno di attivare le prime due zone trenta….

Dove?

Pensiamo di partire da via Montebello - via della Bassata e dall’area di via Garibaldi - via Palestro. In pratica le zone dove ci sono i poli scolastici più grandi.

Quindi in tutta via Montebello si dovrà viaggiare a trenta all’ora?

Sì.

Ma si faranno lo stesso i due mega attraversamenti a isola agli incroci con via San Jacopo e Borgo San Jacopo? I lavori dovevano partire mesi fa, siete in ritardo.

Si, siamo un po’ in ritardo. Ma si faranno proprio in vista delle zone trenta, che non funzionerebbero mettendo semplicemente un cartello. I lavori partiremo tra un mese e mezzo, è meglio che sia un po’ meno freddo per le resine che saranno usate.

E quando partirà via San Jacopo a senso unico da via Montebello a via Corsica?

A brevissimo. Stamani ho dato via libera agli uffici per fare il progetto che poi sarà realizzato con gli accordi quadro, senza gare. Quindi direi nei prossimi due mesi.

Via Goito. Non mi risponda anche questa volta “studieremo, vedremo”: cambiate i sensi di marcia o no?

Si, li cambiamo. Presumibilmente il tratto da via Orlandi a via Montebello diventerà in senso opposto a quello di via San Jacopo, rovesciato rispetto a oggi. Stiamo elaborando il progetto. Per la seconda metà di via Goito, verso il viale Nazario Sauro, dobbiamo invece decidere.

Torniamo alle piste ciclabili sul lungomare: da una parte ci sarà chi dirà finalmente e dall’altra vi troverete a gestire parecchie polemiche, soprattutto sul viale di Antignano, dove sparirà tutta una fila di parcheggi. Lo cambiate quel progetto?

Il progetto ha subito un’evoluzione perché si è scontrato con una dura realtà: il marciapiede è messo male ed è al livello della carreggiata. Quindi abbiamo deciso di rifare tutto il marciapiede, che sarà allargato per contenere sia la pista ciclabile che quella pedonale, che sarà fatta con una “asfalto natura” per rendere più comodo passeggiarci sopra.

Ok, ma dovrete comunque restringere la carreggiata.

Sì, ma è possibile che momentaneamente si possa lasciare qualche parcheggio. I lavori dovranno comunque partire prima dell’estate.

A proposito di ciclabili, in era cinque stelle le opposizioni, di cui anche lei faceva parte, hanno criticato molto la chiusura del controviale Italia, che comunque alla fine porterete lo stesso a termine voi, e la strozzatura per la pista fatta lungo gli scali Novi Lena: avete in mente di fare modifiche li?

Non siamo sordi al problema, è chiaro che sugli scali Novi Lena e Cialdini c’è un problema di traffico importante, che non è legato al semaforo a chiamata che abbiamo fatto riaccendere noi in piazza Mazzini. Quindi, ora che abbiamo affidato il piano generale del traffico, è in corso un approfondimento per capire come si può attenuare il problema.

Così però non vale, sta rimandando. Cambierete qualcosa o no?

Non sono in grado in questo momento di rispondere, dobbiamo prima fare uno studio, abbiamo pensato anche all’utilizzo di un drone per monitorare il traffico nei momenti più critici.

Restiamo in zona: i Quattro Canti non si pedonalizzano più dopo l’insurrezione generale?

No. D’altra parte lì c’è stata una reazione molto chiara da parte dei residenti e anche il dibattito in consiglio comunale è andato in una certa direzione. Evidentemente i tempi non sono maturi. Io ritengo che sia un’occasione persa, quel tratto poteva essere riqualificato. Ma il nostro approccio non è quello di ingaggiare sconti frontali con i residenti». Un attimo di pausa: «Però mi permetta, io credo che invece usciremo bene dalla storia della pedonalizzazione della Bellana, con il piano parcheggi e mobilità che abbiamo messo in piedi per tutta l’area intorno…».

Lo sa che c’è chi la chiama “assessora alle ciclabili”? Si sente comoda in questa etichetta o le pesa?

Non sono l’assessora alle ciclabili, non mi ci sento affatto. Mi piacerebbe essere l’assessora alla mobilità sostenibile, che è fatta di ciclabili ma anche di altro. Le posso dire una cosa? Una donna assessora al traffico è un po’ come una donna al volante, è molto facile fare dell’ironia. Ho due o tre hater personali sui social che spesso pubblicano una mia foto con la faccina ingenua e sotto scrivono di tutto. Non me ne importa niente.

Dica la verità: tornasse indietro la rifarebbe quella pista ciclabile in via Galilei?

Certo. L’intervento in realtà non ha portato via posti auto e conto sul fatto che col tempo qualche studente in più si convincerà a usare la bici per andare a scuola.

Due domande di rito per chi fa l’assessore a Livorno: piazza Cavour resta chiusa alle auto?

Assolutamente sì.

Via Grande invece resta aperta al traffico?

Sì. Il Pums prevede la possibilità di istituire una zona ad accesso controllato che potrebbe essere chiusa in alcuni momenti, ad esempio la domenica, ma non è un intervento che possiamo fare ora. Quello che invece prevediamo di fare quest’anno è mettere le telecamere a protezione delle Ztl, là dove mancano...»

Ovvero?

«Cominceremo dalla zona C, l’area dei mercati, dove andremo a mettere almeno tre telecamere ad altrettanti varchi scoperti, come in via Buontalenti. Quella zona va preservata, diventerà di pregio con la riqualificazione dei mercati e c’è già una bella pressione dei residenti. Poi proteggeremo meglio la zona D, intorno alla Sinagoga: abbiamo in mente di spostare in piazza Grande la telecamera che è in via San Francesco, per evitare che venga aggirata da chiunque passando da via Cairoli. L’intenzione è comunque di arrivare a proteggere con le telecamere tutte le Ztl, come deve essere».

Mi toga una curiosità: tra un anno scade la convenzione con la Tirrenica. Il Pd ha ventilato l’ipotesi di far tornare i parcheggi a pagamento nelle mani del Comune: lei cosa ne pensa?

Abbiamo già cominciato a lavorarci, non è semplice, ma per noi sarebbe strategico, ci permetterebbe di avere delle economie da usare sul trasporto pubblico o sulla sicurezza stradale.

Non mi ha detto niente della demolizione del cavalcaferrovia delle Terme del Corallo e della costruzione di un sottopasso. È stata un po’ troppo ottimista alla conferenza stampa di fine anno quando ha detto che i cantieri potrebbero aprirsi entro fine mandato...?

«No, la speranza c’è. Entro l’8 febbraio dobbiamo avviare gli studi per i quali abbiamo ottenuto i finanziamenti ministeriali. Noi contiamo di avere un progetto di fattibilità prima della fine di quest’anno. Una volta che sarà pronto, avremo le idee più chiare anche sulle difficoltà. Io ripeto che secondo me trovare i soldi non sarà così difficili, perché quando ci sono i piani le risorse arrivano».