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Federico, il livornese che mappa il mondo per Google: «Ho iniziato per caso, volevo essere pagato per viaggiare»

Dai reattori di Chernobyl alla California fino alla Tanzania. Sulla sua pagina facebook dedicata si legge: “Federico Debetto, google street view specialist”

LIVORNO. Sulla sua pagina facebook dedicata si legge: “Federico Debetto, google street view specialist”. Ha uno studio (Kmedia) a Livorno, ma viaggia per il mondo mappando le strade ed entrando nelle città e nei paesi in maniera capillare. «Il segreto sta nel creare contenuti per l’applicazione più popolare in assoluto, quella che tutti hanno a portata di mano», racconta al giornale Il Tirreno Debetto. Tra le "imprese" del 44enne l’ Half Dome del parco nazionale Yosemite in California, gli interni dei reattori 3 e 4 a Chernobyl, la strada di Dante che va da Firenze a Ravenna, le meraviglie della perla tanzaniana Zanzibar.

Conosciuto ed apprezzato nell’ambiente a livello planetario, lavora costantemente e con lungimiranza per migliorare le sue (ma non solo) prestazioni professionali. E pensare che la sua avventura nasce per puro caso. «Nel 2012 - racconta Debetto- avevo un negozio di fotografia in via Fagiuoli, e lavoravamo nel web. Un giorno, a pranzo in piazza Attias, mi son visto passare davanti il trekker di google. E mi sono detto “Accidenti quello viene pagato per girare il mondo con lo zaino. Lo voglio fare anche io”».


La scintilla scatta in quel momento. «Ho fatto ricerche on line per capire come fare, e ho scoperto quel lavoro lo svolgevano solo i dipendenti di Google. Tuttavia c’era un programma, al quale sono ancora iscritto, che permetteva agli esperti in fotografia e digitale di fare street view all’interno dell’attività. Quindi ho inviato un messaggio al portale: “Sono un fotografo, ho un’agenzia web, sono la persona giusta per voi”. E l’ho inviato». La risposta non si fa attendere. «Quelli di Google mi hanno chiamato il giorno dopo, dicendomi “Il tuo messaggio ci ha colpito. A differenza dei tuoi colleghi hai condensato il concetto fondamentale in quattro parole”.

Da lì ho fatto il corso on line, ho preso l’abilitazione a fare lo street all’interno dei luoghi, centri commerciali, bar, ristoranti. Anche perché per l’esterno è stato possibile procedere solo dal 2018. Ho cominciato a vendere le mie cose ai privati e mi sono accorto che la vera forza di questo procedimento stava nella promozione turistica». Nel 2015 la svolta. «Ho creato il primo progetto di promozione turistica legato a Google maps. Il primo che sia mai stato fatto al mondo». Il caso lo porta a svilupparlo a Marciana Marina «una serie fortunata di incontri, tra i quali quello col sindaco. E dal quel giorno ho sempre lavorato stabilmente per migliorare, diventando uno dei migliori 5 fotografi al mondo per questa disciplina».

Ho fatto per quattro anni lo speaker alle convention di Google parlando della mia esperienza». La missione di portare Google Maps dove non c’è. «La differenza tra Italia e estero è la seguente: in Italia le strade le fa google direttamente, e noi facciamo tutto il resto: percorsi walking, sentieri, sentieri nei boschi e via dicendo. Dal dicembre del 2020 hanno aperto alla navigazione bike su google maps anche in Italia, siamo stati uno degli ultimi paesi europei».

Un lavoro che tecnicamente sfiora la perfezione. «La telecamera è la stessa. Abbiamo sviluppato un sistema che va bene sia sulla macchina sia a piedi che sulla bike. Viene adattato a seconda delle esigenze. Anche in barca: lo abbiamo utilizzato alla regata storica veneta. Il 2 di gennaio abbiamo fatto le piste da sci. La telecamera che usiamo è la 11k, e siamo i primi in Italia a utilizzare questo sistema. Normalmente si usa la 8k che è più piccola e costa molto meno». Il prossimo step, da salire entro l’estate, particolarmente importante. «Vogliamo costruire una telecamera nostra, che attualmente non c’è. Una telecamera speciale che nasce appositamente per lo street view».

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