Contenuto riservato agli abbonati

Via Grande, ipotesi sgravi per chi ristruttura

Il Comune guarda verso il modello Bologna e Torino. Solo pochi giorni fa il crollo di una lastra privata sulla fermata dei bus

LIVORNO. Le lastre cadute pochi giorni fa dal pilastro di un palazzo sopra alla fermata dei bus raccontano che in via Grande non ci sono solo tantissimi lavori pubblici da fare (vedi la famosa palladiana che per grandi tratti è disastrosa) ma anche spazi privati che hanno bisogno di interventi urgenti. Insomma, il rischio è che alla fine del concorso di progettazione, il Comune spenda milioni (3,2) per rifare tutta la pavimentazione e l’illuminazione dei portici, ma che da colonne e facciate che sono di responsabilità dei privati continuino a venire giù i calcinacci. Quindi? Quindi in municipio stanno pensando di mettere in piedi anche un sistema di sgravi per quei condomini che, quando sarà il momento, decideranno di ristrutturare i palazzi che si affacciano sulla principale via del centro.

Per capire lo spirito di questa operazione bisogna ricordare qual è la natura dei portici: privati a uso pubblico. Una natura particolare, che vale un po’ in tutta Italia, come sottolinea l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani. «Il concetto fondamentale della legge urbanistica nazionale del 1942 – premette – è che non è prevista alcuna indennità per le servitù di pubblico passaggio. Quindi il portico è privato, ma usato da tutti e i proprietari di un bene di questo tipo si trovano un onere gravoso sulle spalle. Per questo tutte le amministrazioni, che in genere riconoscono anche una bellezza oltre che una funzionalità ai portici, cercano di incentivare la possibilità di manutenerli». «Torino e Bologna – chiosa – lo hanno fatto nel tempo in vari modi: non hanno dato finanziamenti diretti ai privati, ma hanno redatto delle linee guida sulla base delle quali danno degli sgravi fiscali. Bologna è riuscita addirittura a ottenere che i portici privati siano diventati un bene dell’Unesco; Torino ha creato una onlus che finanzia gli interventi, dentro ci sono i privati, Intesa San Paolo e anche la città».


In via Grande la situazione è questa: per i portici da piazza Grande a piazza della Repubblica la manutenzione della pavimentazione e dell’illuminazione è a carico del Comune, che quindi può intervenire senza chiedere il permesso dei privati proprietari, e infatti lo farà; lato porto ci sono invece tre convenzioni che affondano le radici negli anni Cinquanta e che dicono che al Comune spettano solo l’illuminazione e la pulizia.

È un problema che il municipio potrà porsi più avanti, perché il primo lotto di lavori è previsto lato terra. Ma non a caso, a margine dell’incontro organizzato ieri in Comune su via Grande, Viviani ha confermato che «pensiamo di rinegoziare quelle convenzioni con i palazzi, riteniamo di proporre di eliminare l’onere della manutenzione a loro carico, perché non è giusto avere due regimi diversi, la volontà è riportare tutto a quello che dice la legge».

Intanto per evitare che il progetto di recupero pubblico non resti alla fine isolato rispetto agli interventi privati da fare su facciate e colonne, anche Livorno sta pensando a degli sgravi. Un esempio? «Quando i privati devono fare dei lavori, essendoci una servitù di passo, devono comunque pagare il suolo pubblico: ecco, potrebbe essere rivisto».

Questa, insomma, è una partita che si inizia a giocare ora, mentre da metà gennaio partiranno gli incontri con amministratori di condominio, proprietari e gestori dei fondi commerciali per cercare di organizzarsi per tempo in vista dell’inizio dei lavori, che c’è da immaginare avranno un impatto importante. «Abbiamo deciso di aprire questi tavoli – fa sapere Viviani – dopo la prima fase del concorso, appena avremo in mano i primi cinque progetti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA