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L'ex Pirelli passa all'Asl. "L'ospedale nel 2027"

Il rendering dfel nuovo ospedale di Livorno affacciato sulla via della Meridiana

L'atto accelera i tempi per la costruzione. Giani: "Il percorso adesso è irreversibile

«Sei anni a partire da oggi», garantisce Letizia Casani, direttrice generale dell’Asl, seduta nella sala cerimonie del municipio accanto al presidente della Regione Eugenio Giani e al sindaco Luca Salvetti, poco dopo la firma dell’atto con cui il Comune ha ceduto all’azienda sanitaria il diritto di superficie di 32.500 metri quadrati del Parco Pertini di cui 7.200 di aree coperte dell’ex Pirelli e della succursale delle Mazzini, passaggio avvenuto nello studio del notaio Valentina Andreini. «Tra sei anni Livorno avrà il suo nuovo ospedale».

Se i tempi saranno rispettati – ma Casani afferma di essere stata prudentemente larga – sfioreremo per pochissimo il secolo di vita degli Spedali Riuniti, inaugurati nel novembre del 1931.


«Segnatevi questo venerdì 3 dicembre sul calendario, io l’ho fatto – aggiunge Casani –: è una data storica».

Diciamo la verità: di date storiche, in questa infinita trafila per il nuovo nosocomio livornese che se andiamo indietro nel tempo ha origine addirittura nel 1966 quando il Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale decise di costruire a villa Corridi una struttura che sostituisse quella di viale Alfieri, ne abbiamo viste tante. Ma stavolta, restando alla storia recente caratterizzata dalla questione-Montenero, aperta in era Cosimi e chiusa sul finire dell’era Nogarin, siamo - forse - davvero a una svolta.

«È un passaggio tecnico talmente importante che diventa anche un passaggio politico», afferma il sindaco Luca Salvetti. «Con questo atto il Comune chiude il percorso di propria competenza – spiega il primo cittadino –. La firma che Enrico Montagnani, nostro neo-dirigente al patrimonio, ha messo sull’atto è pesantissima. Voglio ringraziarlo insieme a Leonardo Gonnelli che ha seguito questo percorso dall’inizio. Un altro capitolo resta in carico al Comune, quello della variante urbanistica, il cui iter è già iniziato e che dovrà approdare in consiglio comunale».

La cessione del diritto di superficie di parte del Parco Pertini anticipa lo scambio di immobili che avverrà prossimamente tra Comune e Asl, che prevede che quest’ultima ceda a palazzo civico il 10° padiglione, villa Graziani, il complesso sportivo di villa Rodocanacchi a Monterotondo, la struttura di via Venuti e successivamente il nuovo parco urbano che andrà a collegarsi al Parterre, sul retro dell’attuale ospedale, al posto del 9° e 11° padiglione dove oggi hanno sede Malattie Infettive e Nefrologia (che saranno abbattute). Ma permette fin da subito all’azienda sanitaria di iniziare il percorso che porterà alla costruzione dell’ospedale bis.

Spiega Casani: «Abbiamo voluto bruciare i tempi e subito dopo la firma dal notaio ho adottato la delibera numero 1032 che dà avvio alla prima fase della gara, da cui uscirà il vincitore del progetto di fattibilità che farà il progetto definitivo e avrà la direzione dei lavori. Ci sarà poi la terza fase, quella dell’appalto integrato per il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori. Nel percorso che ci ha portati fin qui devo dire un grazie particolare a Rinaldo Giambastiani (ingegnere livornese, fino all’anno scorso capo dell’ufficio tecnico dell’Azienda ospedaliera pisana, che ha seguito tutto l’iter, ndr)».

Casani entra anche nei contenuti sanitari del nuovo ospedale prendendosi un impegno con i cittadini livornesi: «Il nostro obiettivo è quello di dare alla città un contenitore adeguato alle eccellenze che lavorano in ospedale», afferma, lasciando intendere che non ci saranno diminutio rispetto all’attuale offerta e alle specialistiche in essere. «Sarà una struttura moderna e tecnologica, che integri ospedale e territorio».

«Il percorso di oggi è irreversibile, non si torna indietro», afferma Eugenio Giani, corso a Livorno per l’evento dopo aver ricevuto la terza dose del vaccino.

Giani ha voluto ricordare il primo incontro con il sindaco Salvetti e la direttrice Casani, avvenuto nei primi 15 giorni del suo mandato, per definire la costruzione del nuovo ospedale. «Ci trovammo in quel concentrato di archeologia industriale che sono le ex officine Pirelli – ha raccontato –. La Regione Toscana ha stanziato dal proprio bilancio 250 milioni di euro che andranno a finanziare per intero la costruzione dell’ospedale. Voglio ringraziare anch’io una persona ed è Francesco Gazzetti, che è stato un martello pneumatico durante le discussioni di bilancio in partnership con me affinché quella cifra destinata a Livorno non fosse mai toccatta. Nella costruzione del nuovo ospedale di Livorno c’è una differenza netta rispetto alla scelta del project financing fatta per i nuovi ospedali di Massa, Lucca, Prato e Pistoia, la cui visione moderna ci ha consentito di affrontare in modo eccezionale la pandemia».

«Su Livorno – ha evidenziato Giani – abbiamo due impegni: la Darsena Europa e l’ospedale. Sono le due opere pubbliche non solo più importanti per la città e per la costa, ma per la Toscana intera. Perciò, per me, questo è un momento rilevante. Livorno è la città costiera più popolata e logisticamente strategica, il baricentro della costa, per questo motivo il nuovo ospedale diventa fondamentale».