Elementari e medie, a Livorno meno classi in quarantena ma più casi isolati. Il punto dei presidi

Dirigenti e gestione del Covid: «Numeri in peggioramento passiamo le giornate a fare tracciamenti come burocrati»

LIVORNO. Dirigenti scolastici trasformati in «burocrati, che passano ormai le giornate a fare tracciamenti», come racconta Antonio Manfredini alla guida dell’istituto comprensivo Don Angeli. Presidi che si sentono, in questo momento storico, catapultati nei panni di «direttori sanitari che tolgono tempo alla didattica, passiamo il tempo a controllare le quarantene», aggiunge la collega del circolo Collodi Luisa Filippini.

Sono proprio loro, alla guida di scuole dell’infanzia, elementari e medie, a raccontare come stanno gestendo la questione covid nei loro istituti, secondo le nuove regole introdotte a inizio novembre.


In ogni istituto, soprattutto primarie e secondarie di primo grado, c’è almeno una classe in osservazione oppure in quarantena, e diversi casi isolati di studenti positivi, a macchia di leopardo: «Noi di casi isolati nei abbiamo 11 in questo momento e siamo appena usciti da un periodo complesso di classi in osservazione e in quarantena», fa sapere Simona Michel alla guida del circolo Benci (comprende anche D’Azeglio e Bini). «Gran parte del tempo lo passiamo a caricare dati sulla piattaforma».

Che l’attuale sistema di gestione dei casi covid a scuola, secondo le nuove normative sia più complesso lo dicono tutti i dirigenti scolastici. «Solo se in una classe abbiamo più di due casi positivi scatta la quarantena per tutti, altrimenti in presenza di un solo caso noi presidi dobbiamo tracciare la classe, caricare tutto su una piattaforma dedicata con la quale le famiglie di quella classe ottengono il voucher gratuito per fare i cosiddetti tamponi rapidi al servizio di drive through da fare nelle successive 48 ore e se tutti gli studenti risultano negativi tornano subito a scuola», continua Antonio Manfredini alla guida di un istituto comprensivo fatto di circa mille alunni nella zona nord della città. «Io ho due classi in quarantena e diversi casi isolati: vedo, comunque, una situazione in peggioramento ». Fotografare la situazione per i presidi non è facile. Le quarantene, isolate o di classe, accomunano tutte le scuole.

«È una situazione in continua evoluzione, la gestione è complessa: al momento noi in tutti i nostri plassi abbiamo 5 casi isolati di studenti positivi e una classe in quarantena. Fino alla scorsa settimana per esempio ne avevamo molti meno: effettivamente c’è in generale un aumento di casi», prosegue il collega Rino Bucci dirigente della scuola media Mazzini (ha diversi plessi).

Se dal tampone rapido emergono più di due casi scatta la quarantena per l’intera classe. Ovviamente per tutti gli studenti a casa si fa la didattica a distanza.

Due classi in quarantena, quindi una cinquantina di studenti delle medie a casa per l’istituto comprensivo Micali che di classi, in totale, ne ha 39. «Abbiamo diversi casi a macchia di leopardo, si tratta di contagi legati alla vita familiare: diciamo comunque che ormai il meccanismo della Dad è rodato», aggiunge la dirigente Teresa Cini. Anche lei, dal suo osservatorio, concorda che i numeri stanno salendo. «Viviamo alla giornata – esclama la dirigente del maxi istituto Micheli-Bolognersi, Cecilia Semplici – la situazione è in continua e costante evoluzione: al momento ho una classe in quarantena alle elementari, la scorsa settimana ne avevo due».

Nella “sua” scuola di oltre mille studenti sono comprese anche la media e la scuola dell’infanzia: qui non si registrano casi. Difficile dare numeri precisi: la geografia del covid a scuola cambia con velocità. Lo conferma anche Maria Giusti al timone delle medie Borsi-Pazzini per un totale di 910 studenti. «Al momento non ho classi in quarantena per fortuna, in passato ne ho avute due». Alla scuola secondaria Bartolena, con i suoi 1060 alunni divisi tra i plessi di via Michel, via Bois, Ardenza e Banditella, al momento c’è una classe in quarantena e 4 casi isolati. «Rispetto allo scorso anno la situazione è molto più gestibile: con queste nuove regole i compagni di classe dei 4 studenti positivi hanno fatto il tampone rapido e poi sono tornati a fare lezione in presenza perché negativi, secondo la procedura», spiega il dirigente Ersilio Castorina.

Si parla di numeri analoghi al circolo Brin: «Attualmente non abbiamo classi in quarantena, ma fino alla scorsa settimana sì: di casi isolati ne abbiamo 5, sono studenti che in questo momento sono in Ddi, questa didattica a distanza integrata in linea generale funziona ma dipende molto dal docente», dice la dirigente Marianna Miranda. «L’incidenza maggiore dei casi è alla primaria, alla scuola dell’infanzia non ho casi». La dirigente del circolo Collodi, Luisa Filippini, tra infanzia e scuole primarie conta circa 800 studenti.

«Al momento ho due classi in osservazione, per il resto la situazione è sotto controllo – e non risparmia critiche alla procedura – Per noi è un inferno, ci hanno complicato la vita: in questo modo lavoriamo h 24 ogni giorno, compreso il fine settimana solo per questo».

Classe in osservazione ad una primaria e un caso di un bambino positivo alla scuola dell’infanzia all’interno del circolo didattico La Rosa guidato dal dirigente Carmine Villani. «Questa nuova procedura mira a ridurre la didattica a distanza e l’obiettivo in questo modo è raggiunto», dice.

In zona sud a guidare il circolo Carducci c’è la dirigente di grande esperienza Camilla Pasqualini. «È una situazione in continuo cambiamento: fino all’altro ieri tutta la situazione era sotto controllo, senza classi in quarantena e invece domenica mi è arrivata la segnalazione di un caso di un bambino positivo a un asilo».

Secondo la nuova procedura tutta la sezione, quindi, da ieri è in quarantena. «Purtroppo di fronte alle nuove procedure i dubbi sono sempre tanti: questa gestione della pandemia a scuola per noi dirigenti è molto faticosa e ci prende molto tempo, così la gestione ordinaria che è quella per cui siamo dirigenti scolastici, resta indietro».

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