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«Mia moglie e i miei figli stanno bene»: dopo l'incendio del palazzo alla Scopaia per Carmelo la seconda notte in albergo

Le condizioni del palazzo 24 ore dopo il rogo (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno, l'uomo che ha salvato l’anziana di 87 anni nell’abitazione andata a fuoco rientrerà in casa a giorni: «C’è ancora puzza di bruciato». Tutti gli aggiornamenti dopo il rogo

LIVORNO. Da sfollato – dopo l’incendio del palazzo popolare dove vive con la famiglia in via Inghilterra 77 – ha appena trascorso la sua seconda notte all’hotel Giappone, in via Grande. Qui – insieme ad altre due famiglie – Carmelo Durante, la moglie, il figlio di quattro anni e la bimba di due vengono ospitati dall’ufficio casa del Comune dopo il rogo che sabato 27 novembre ha sconvolto il quartiere della Scopaia.

Casa popolare in fiamme a Livorno, il vicino: "Ho sentito odore di bruciato e l'ho salvata"

Un incidente – causato con ogni probabilità dal cortocircuito di una stufetta elettrica in un’abitazione del terzo e ultimo piano del condominio di Casalp, come sospettano i vigili del fuoco – che avrebbe potuto portare conseguente tragiche se solo Durante, fiorentino di nascita e livornese di adozione, non avesse avuto la prontezza di riflessi di affacciarsi al terrazzo e chiamare a gran voce la vicina di casa, l’ottantasettenne Edda Bruno, l’inquilina dell’alloggio popolare devastato dalle fiamme. «Ho agito d’istinto e per fortuna lei mi ha subito aperto la porta, quindi l’ho messa in salvo», racconta nuovamente al Tirreno. La donna, lievemente intossicata, sta bene e si trova a casa dei parenti, dato che il suo appartamento è completamente distrutto, l’unico dell’edificio.

I vigili del fuoco mentre domano le fiamme (foto Daniele Stefanini/Silvi)


LE CONDIZIONI

La moglie e i figli di Durante, grazie all’arrivo di un’ambulanza della Svs, erano stati subito accompagnati in ospedale dopo essere rimasti leggermente intossicati, dato che dai primi esami dei sanitari presentavano un livello di saturazione (l’ossigeno nel sangue) abbastanza basso, attorno al 90 per cento. «Ora stanno bene – continua il marito – visto che verso le 23 della sera stessa sono stati tutti dimessi. Ci siamo presi un bello spavento, anche loro, e a mangiare siamo venuti dai miei genitori a Firenze».

Il palazzo danneggiato (foto Daniele Stefanini/Silvi)


PALAZZO ANCORA IN PARTE INAGIBILE

I vigili del fuoco – intervenuti per il sopralluogo finale con la vicedirettrice del comando provinciale, l’ingegnera Vittoria Grifagni – hanno svolto un grandissimo lavoro, riuscendo a domare le fiamme nell’abitazione incandescente in poche decine di minuti con due squadre. La camera da letto, dove si trovava la stufa, così come la cucina, sono irriconoscibili. Lo è, purtroppo, la gran parte dell’alloggio, con i mobili che difficilmente potranno essere recuperati. Insieme ai pompieri e ai soccorritori della Svs di Ardenza, della Misericordia di via Verdi e di Antignano sul posto c’erano una volante della polizia di Stato, la municipale e la protezione civile. Gli agenti locali, chiudendo la strada e assistendo la popolazione nel migliore dei modi, non hanno lasciato nessuno da solo. I tecnici del nucleo investigativo della caserma di via Campania, infatti, avevano diffidato gli inquilini del secondo piano a rientrare in casa nelle successive 24 ore (ci sono potuti tornare ieri), mentre quelli del terzo e ultimo piano, dove è scoppiato l’incendio, potranno farlo solo dopo le 18 di oggi. Edda no, dato che il suo appartamento resterà inagibile. Il resto del condominio – composto da 16 appartamenti, quattro per piano – è stato evacuato solo inizialmente, mentre in tarda serata gli inquilini del primo e di parte del secondo piano sono potuti poi rientrare.

I volontari sul posto


«ANCORA PUZZA DI BRUCIATO»

Durante, nonostante le sue 48 ore da sfollato scadano oggi alle 18, rientrerà in casa più avanti. «Domani (oggi per chi legge ndr) – dice – parlerò con Casalp perché dopo essere passato un attimo dal pianerottolo ho visto che è tutto nero e l’aria resta irrespirabile. Francamente, con due bambini piccoli, non me la sento di rientrare subito, meglio aspettare. Contatterò quindi l’istituto per le case popolari per capire se mi possono prorogare la permanenza in hotel».