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«Va subito esercitato il diritto di recesso»: i consigli dell’avvocato alla donna raggirata

La ricevuta consegnata all'anziana dall'addetto

La truffa dei rilevatori di gas, il legale: «Ma se questa società ha in mente di incassare per poi prelevare tutto purtroppo la strada è piena di ostacoli»

LIVORNO. «La prima cosa da fare, in questi casi, è esercitare il diritto di recesso: si hanno 14 giorni per inviare una dichiarazione via posta elettronica certificata o raccomandata, poi altrettanti per rimandare la merce acquistata al mittente. Il codice del consumo obbliga le società al rimborso, ma è chiaro che se queste persone hanno in mente di incassare i soldi per prelevare tutto la strada è più complicata. Bisogna fare ricorso al giudice di pace, ma se l’azienda non ha soldi è dura recuperare la somma».

A parlare – dopo il caso dell’anziana di 81 anni che, da un venditore che si è presentato nella sua casa di via della Livornina, si è vista “risucchiare” dal bancomat con il Pos 798 euro per l’acquisto di un rilevatore antincendio e un identifico apparecchio per il monossido di carbonio – è il legale Marco Mannucci, esperto di diritti dei consumatori. L’operatore è riuscito a convincere la donna che quello era un buon affare, spiegando di assisterla per i prossimi dieci anni con una visita, dalla sede aziendale di Brescia, ogni 12 mesi per verificare che i consegni restino funzionanti.


Avvocato, innanzitutto che cosa consigliamo a questa signora che si sente raggirata?

«Esercitare il diritto di recesso: si hanno 14 giorni dall’acquisto e chi ha venduto i rilevatori è obbligato a rimborsarla. Consiglio poi, quando si imbusteranno gli apparati da rimandare all’indirizzo indicato nel contratto, di fare delle foto davanti ai testimoni per certificarne l’integrità in modo che l’azienda non possa rispondere che sono stati restituiti rotti o difettosi».

Nella pratica come si deve agire?

«Ci sono diversi fac-simile su Internet, vanno compilati e spediti».

Quindi non bisogna restituire subito l’apparato?

«No, dopo altri 14 giorni: a prescindere che l’azienda risponda o meno»

E se nessuno risponde?

«Se nessuno risponde e restituisce i soldi, bisogna adire le vie legali».

Come?

«Dato l’importo non elevato bisogna presentare ricorso al giudice di pace».

Ma cosa succede se nel frattempo quest’azienda chiude i soldi spariscono?

«Si tratta, a quanto vedo dalle carte, di una srl, una società a responsabilità limitata. Vuol dire che non possono essere aggrediti i beni o i soldi dei soci, ma solo quelli della società. Quindi, se l’azienda non li ha, sarà difficile riuscire a riavere anche solo qualcosa».

Le banche non possono fare niente?

«Le banche sono solo intermediari».

Quindi i soldi sono liberamente disponibili.

«Se non ci sono provvedimenti dell’autorità giudiziaria, come in questo caso, sono pienamente nella disponibilità del titolare del conto».

Un operatore della società, al telefono con Il Tirreno, ha dichiarato che se l’avessimo denunciata non avrebbero proceduto al rimborso.

«Queste parole aggravano la loro situazione. Il piano penale e quello del codice del consumo sono completamente distinti: una cosa non esclude l’altra e il diritto di recesso rimane sempre valido».

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