Col Pos portatile le “prelevano” 798 euro: «Mia madre raggirata da un falso addetto»

La certificazione

Livorno: dipendente di una ditta le ha venduto un rilevatore di monossido di carbonio a 79,80 euro, ma poi ha spostato una virgola

LIVORNO. Prima avrebbero tappezzato gli ingressi delle case popolari di via della Livornina, nel quartiere della Cigna, con un avviso che indicava il passaggio di un tecnico del gas per installare i rilevatori di monossido di carbonio. Poi, uno dei presunti truffatori, ha effettivamente suonato ai campanelli. Facendosi aprire la porta di casa da un’anziana di 81 anni per “prelevarle” 798 euro con un Pos portatile. Sarebbe una truffa sia fisica che telematica quella che avvenuta nella mattinata di martedì scorso nel rione nord della città: l’operatore – presentandosi come addetto alle vendite di una ditta di Brescia – ha avrebbe potuto acquistare al prezzo di 79,80 euro il rilevatore di monossido, che però ne varrebbe una decina, aggiungendo che «Casalp era già al corrente di tutto» e che la spesa si «poteva scaricare dal 730».

Parole che hanno completamente mandato in confusione l’anziana. Che lentamente si è convinta dell’occasione imperdibile, firmando di fatto un contratto che carte alla mano potrebbe anche risultare regolare (e per annullarlo servirà rivolgersi a uno sportello per il consumatore). Poi, non pago, l’uomo secondo la ricostruzione della vittima, sul Pos ha spostato una virgola, facendo lievitare la somma a 798 euro. Ma Poste italiane, l’istituto proprietario della carta di debito che l’ottantunenne aveva collegato al conto corrente, aveva un limite di 500 euro per transazione, che non poteva essere aggirato. «Signora, mi scusi ma c’è stato un errore con il Pos, dobbiamo fare due transazioni». Risultato: la prima da 399 euro, l’altra dell’identico importo. Ed ecco che la pensionata, inquilina delle case popolari, ieri mattina ha scoperto che sul suo conto corrente mancavano ben 798 euro. Presentandosi, poche ore dopo, con la figlia dai carabinieri. «Mia madre mi ha chiamato dicendo di aver pagato questa cifra e lì per lì non ho obiettato nulla – raccontala figlia della signora, chiedendo l’anonimato – poi ho iniziato a cercare su Internet e ho visto che a Varese questo tipo di truffa, quella dei rilevatori del gas, era già accaduta, proprio con i Pos. Per questo sono andata in caserma, con la speranza di avvertire la cittadinanza che queste persone martedì scorso, di mattina, erano in giro e possono aver truffato altra gente».


L’uomo che ha avvicinato l’anziana ha «fra i 45 e i 50 anni, alto, robusto e riccioluto». «Credo che a questo punto abbiano già cambiato città – prosegue la figlia della donna truffata – ma dobbiamo avvertire tutti: sono truffe bruttissime, 798 euro per una pensionata che vive nella case popolari sono tantissimi».

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