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Canoni demaniali a Livorno: pioggia di verifiche per circoli, bagni e lo stesso Comune

la spiaggia dei Tre Ponti

Per 27 realtà parte l’accertamento di palazzo Civico sul calcolo e sui pagamenti degli ultimi cinque anni

LIVORNO. Per stabilimenti balneari, circoli velici, circoli nautici e di pesca, e anche alcune sezioni nautiche, è in arrivo una pioggia di accertamenti. Rispetto a cosa? Rispetto al calcolo e quindi al relativo pagamento del canone demaniale. Non dell’ultimo anno, ma degli ultimi cinque anni, quindi dal 2017 a oggi.

Le realtà interessate dall’attività di verifica del Comune sono 27, come si legge nella determina numero 8684 appena firmata dal dirigente della protezione civile e del demanio, Lorenzo Lazzerini. In pratica sono gran parte di quelle che tra Livorno e Quercianella sono titolari di concessioni demaniali marittime pluriennali, con destinazione turistico-ricreativa. In altre parole realtà che gestiscono attività e spazi conosciuti e anche molto frequentati lungo la costa.


Scorrendo l’elenco si trovano praticamente tutti gli stabilimenti balneari, molti circoli nautici, velici e di pesca e anche il Comune. Lo stesso municipio, infatti, anche se può sembrare strano, è titolare di due concessioni di questo tipo: per la spiaggia pubblica dei Tre Ponti e per la Terrazza Mascagni, uno dei simboli della città. Questo vuol dire che Palazzo Civico in questo caso dovrà fare verifiche anche su se stesso.

«Il Comune – chiarisce l’assessora al bilancio Viola Ferroni – fa periodicamente dei calcoli sul conteggio e sul pagamento dei canoni relativi alle concessioni demaniali. Che comunque non vengono incassati da noi, ma dal Ministero dell’economia e delle finanze». In altre parole il Comune fa il lavoro, gestisce i controlli, ma – fa notare non senza una punta di amarezza l’assessora – a incassare alla fine è l’Agenzia del demanio per conto del Mef.

Ma a cosa può portare questa attività di verifica sul calcolo dei canoni e sugli ultimi cinque anni di pagamenti? «Potranno esserci dei conguagli, sia in positivo che in negativo», spiega. In altre parole a chi tra queste 27 realtà non ha pagato sarà chiesto di farlo (con le diffide e gli F24 o attraverso proposte di compensazione) e a chi magari ha versato di più per errori di calcolo saranno scontate le somme in avanzo (ipotesi che comunque appare più difficile, almeno stando alle verifiche già fatte nei mesi passati su un primo pacchetto di concessioni).

«Non si attendono scostamenti significativi, dai primi accertamenti si raggiungono al massimo i 1500 euro per i cinque anni», dicono per ora dal Comune.

Ma di quali cifre si parla se si guarda in generale al pagamento dei canoni demaniali? È chiaro che molto cambia dal tipo di attività, dalle aree, dai metri quadri. Si sa ad esempio che per uno stabilimento balneare si può arrivare a 90mila euro all’anno, o che un circolo non ne paga meno di 2.500. E il Comune? La curiosità è che per la spiaggia dei Tre Ponti versa allo Stato 4.900 euro e spiccioli, mentre per la Terrazza 2.500 euro, ma scontati del 90 per cento per l’uso pubblico del bene.

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