«Tumefazioni sul collo spie di un tumore». Visite gratuite dagli otorini dell’ospedale di Livorno

Pier Francesco Fusari, primario del reparto di Otorinolaringoiatria

Martedì l’iniziativa al 1° padiglione. Il primario: «In aumento carcinomi e linfomi del cavo orale. Diagnosi precoce decisiva»  

LIVORNO. I tumori della testa e del collo sono il settimo cancro più comune in Europa. In numeri rappresentano la metà dei tumori del polmone, ma sono due volte più comuni del cancro del collo dell’utero.

In Italia valgono il 3% di tutti i tumori, con una incidenza di 18 nuovi casi l’anno ogni 100 mila abitanti e una preoccupante tendenza all’aumento.


Le statistiche raccontano di circa 9.500 nuovi malati e 4.500 decessi ogni 12 mesi sul territorio italiano, con una frequenza media tre volte superiore nei maschi rispetto alle femmine e un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età a partire dai 50 anni.

La sopravvivenza a 5 anni è del 57% e a 10 anni del 48% ed è fortemente influenzata dalla precocità della diagnosi. I pazienti diagnosticati negli stadi iniziali della malattia hanno un tasso di sopravvivenza dell’80-90 per cento.

È per questo che la Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale ha organizzato per martedì 23 novembre la giornata nazionale di prevenzione per la diagnosi precoce dei tumori testa-collo, a cui hanno aderito anche gli otorini dell’ospedale di Livorno, guidati dal primario Pier Francesco Fusari, che dalle 9 alle 15 visiteranno gratuitamente tutta la popolazione con sintomi o segnali che possono rappresentare spie della comparsa del tumore: in particolare tumefazioni del collo, problemi alla voce o nella deglutizione.

Ci si potrà presentare senza prenotazione al primo piano del primo padiglione, con accettazione diretta. Sarà eseguita una visita completa di otorinolaringoiatria, con faringoscopia ed endoscopia con fibre ottiche. I pazienti che risulteranno sospetti saranno immediatamente sottoposti ad un approfondimento ecografico in collaborazione col reparto di Radiologia diretto da Michele Malventi.

ATTENZIONE ALLE MASSE SUL COLLO

«Molto spesso le tumefazioni del collo sono la prima manifestazione clinica di una patologia del cavo orale – evidenzia Fusari -. La tonsilla può essere sede di un linfoma o di tumori epiteliali spesso silenti, di cui la tumefazione è appunto la prima manifestazione».

Stiamo parlando di neoformazioni rotondeggianti, che compaiono in zona sottomandibolare o cervicale.

«Va posta la massima attenzione alla comparsa di una massa rotondeggiante sul collo, che è quasi sempre indolore rispetto ad esempio ad un linfonodo di tipo infiammatorio che è dolente», continua il primario.

COMPETENZA DELL’OTORINO

Per fortuna non tutte le neoformazioni di quel tipo nella zona del collo sono sintomo di un tumore del naso o della gola, di un linfoma, di un tumore tiroideo o di un tumore delle ghiandole salivari: «Ci sono anche tumefazioni benigne – sottolinea Fusari – cisti, lipomi, linfonodi di tipo infiammatorio. È però fondamentale un’indagine approfondita dell’otorino, che è lo specialista indicato per questo tipo di diagnosi in grado di svelare la presenza di malattie primitive a livello del distretto otorinolaringraiatria».

È un messaggio di sensibilizzazione verso un corretto percorso diagnostico e terapeutico rivolto ai pazienti ma soprattutto ai medici di famiglia. «Spesso i medici di medicina generale inviano i propri assistiti dal chirurgo generale, ma non è il percorso corretto. Anche perché l’intervento chirurgico di rimozione, nel caso di una metastasi da carcinoma, rischia di produrre l’inseminazione del tumore nel collo».

I RISCHI DELLA DIAGNOSI TARDIVA

La diagnosi tardiva, come per tutte le patologie oncologiche, è il principale nemico nella battaglia al tumore. «In questi tipi di carcinoma individuare tardi la malattia può abbassare la sopravvivenza ad un anno al 30%», spiega Fusari. «Per questo la diagnosi precoce è fondamentale e qualsiasi segnale deve generare allerta».

Il problema in questo tipo di patologie è la natura subdola della formazione neoplastica: «Si sviluppa in maniera silente, non dà dolore e ha un accrescimento rapido», dice il primario. «Una tumefazione del collo non dolente, che si accresce con rapidità e non risponde a un primo approccio terapeutico con antibiotici o anti infiammatori va sempre indagata. Spesso purtroppo i pazienti arrivano dall’otorino quando il tumore è in fase avanzata, talvolta dopo essere stati gestiti come patologie infettive».

NUMERI IN CRESCITA

Fusari evidenzia l’incremento notevole delle malattie neoplastiche del cavo orale. Quali sono le cause? «Spesso sono indotte dal papilloma virus, che si trasmette per via orale. In questo caso il carcinoma è generalmente meno aggressivo, a differenza degli altri».

Ma l’aumento riscontrato dagli otorini negli ultimi anni deriva soprattutto da un abuso di fumo e alcol. «Rappresentano un cocktail vincente per i tumori del cavo orale, e non solo», dice il primario.

«Le malattie neoplastiche colpiscono soprattutto la popolazione over 40, mentre quelle linfatiche vedono coinvolti in buona parte anche i giovani di 20 o 30 anni».

LE TERAPIE

Come dicevamo la diagnosi nasce da una visita completa dell’otorino, con indagini strumentali e un attento studio ecografico che molto spesso è in grado di dare un’indicazione chiara sul sospetto di malignità, che viene poi confermato dalla biopsia.

«Se si conferma la natura maligna della tumefazione si procede con le tre opzioni terapeutiche, chemioterapia, radioterapia o chirurgia», spiega Fusari.

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